Immunità non garantita. Attenti, ora nascono i “no-vax di ritorno”

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Non sono esattamente quelli di prima, gli originali, gli irriducibili che non si sono fatti il vaccino per scelta ideologica; gli ostili fin dall’inizio a Big Pharma, gli avversari della dittatura sanitaria, del nuovo Stato etico, che temono il complotto in atto, ordito da Bruxelles e la nascita di un nuovo nazismo, mirato a controllare le masse, schedarle, costruire a tavolino la società totalitaria del futuro, con parole tipo “coprifuoco”, “confinamento privato”, “distanziamento sociale”, promettendo sicurezza, rimandando però, la libertà, a data da destinarsi, o quantomeno a concederla a targhe e mesi alterni.

I “no-vax di ritorno” sono, invece, i fregati, i delusi, le vittime in prima persona della campagna vaccinale. I cittadini che, nonostante la comunicazione ossessiva dei media (che li ha spinti a compiere non un atto di scienza, ma di fede), una comunicazione salvifica speculare a quella terroristica sui quotidiani contagi e i ricoveri, hanno capito che le morti “dopo” l’inoculazione delle dosi (dati Aifa), non sono un fatto accidentale, trascurabile, ma che riguarda magari forse proprio i vaccini (infarti, trombosi, miocarditi etc). E ancora: sono gli italiani, notizie freschissime, che dopo essersi bucati le vene, il Covid se lo sono preso ugualmente (e non in forma lieve), e che sono pure loro contagiati e contagiosi. Della serie, cornuti e mazziati.

Morale: se si sono fatti i vaccini per paura, la paura è destinata a restare; anzi a crescere. E se l’hanno fatto per partire, andare in vacanza liberamente, nemmeno questo potranno ottenere con facilità.
Sono gli italiani che cominciano ad essere scettici anche sul green pass: pensato male, concepito peggio, destinato a non funzionare. Loro dal 6 agosto dovranno esibirlo, ad esempio, per mangiare all’interno di un ristorante, con la beffa che a ristoratori, cuochi e camerieri non sarà richiesto.
Insomma, i “no-vax di ritorno” avranno due strade. O continuare a prendersela con i “non-vax originali”, seguendo le indicazioni stile-caccia all’untore, scontro sociale, che di fatto pure Draghi, con la sua famosa frase, ha contribuito a generare; o prendersela finalmente col sistema. Evitando di rassegnarsi al terzo, quarto, quinto richiamo, rifiutando l’infinito tunnel che li aspetta, tanto ci sarà sempre una variante “pericolosissima”, impossibile da affrontare e contenere.

A vedere le facce, le risposte preoccupate dei più gettonati “soloni in camice bianco” televisivi, si percepisce chiaramente la sensazione che tutto stia per vacillare. In primis, la loro narrazione religiosa. E che i richiami militareschi di Figliuolo si stiano per trasformare in un buco nell’acqua.
Se ha ragione Pfizer, altro preoccupante esempio, che la perdita di immunità del vaccino, si colloca intorno al 7 mese, sono guai seri. Come si metteranno i padroni del vapore? Altro bando per un ulteriore richiamo di massa?
Pfizer è stata l’alternativa ad AstraZeneca. Se scricchiola pure questo siero, i no-vax di ritorno saranno molto più numerosi dei primi non-vax.
Concordo col direttore de “Il Tempo”, Franco Bechis: solo Big Pharma conosce i dati veri, circa la perdita di immunità vaccinale. La Ue li chieda, li pretenda.

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