Nessuno si salverà per le proprie opinioni

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Ho passato due ore con un’amica molto intelligente (piuttosto famosa) e che sente le cose prima. Vede oltre, un po’ come anche a me succede qualche volta.

Siamo d’accordo sul fatto che stiamo vivendo un periodo non solo difficile perché le nostre certezze materiali sono a rischio, ma è un periodo difficile a livello interiore, con molta confusione e in cui il relativismo delle idee, delle opinioni e anche della scienza, ci offre un’unica convinzione: nessuno si salverà per le proprie opinioni nè ci offriranno alcun riparo oggettivo, non c’è il maestro, non c’è il Dottore con la D maiuscola, non c’è la soluzione delle soluzioni, si va a tentoni, ma ognuno è convinto che la sua risposta al problema sia quella giusta.

Per quanto mi riguarda sono convinta che quello che rende questo periodo diverso da altri, seppure difficoltosi anche loro, sia il fatto che qui a dover essere messo in gioco non è il nostro cervello. Con il solo cervello stavolta non ce se la puó fare. Perché quello su cui ormai, volenti o nolenti, vaccinisti e antivaccinisti, siamo a misurarci sono le nostre paure, e le paure sono di per sè irrazionali per lo più, non le convinci ad andarsene, escono dalla pancia non dalla testa.

La paura è sempre stato uno strumento di controllo e un facile strumento di persuasione e genera rabbia che può diventare incontrollata. Con la paura la gente si blocca o si muove male. In verità dovremmo vedere meno TV, proteggerci come abbiamo capito di dover fare, ed evitare, questo sí tutti, di subire giornalmente un tartassamento quotidiano sulle morti possibili e probabili. Il virus c’è, è insidioso oggi come ieri, ma abbiamo superato un inverno senza grandi armi e siamo ancora qua. Ce la faremo anche stavolta senza pensare troppo in là.
E cosí oggi ascoltavo con altre orecchie quella canzone di Vasco, quella che recita:
“Eh già
Sembrava la fine del mondo
Ma sono ancora qua
Ci vuole abilità
Eh già
Il freddo quando arriva poi va via
Il tempo di inventarsi un’altra diavoleria
Eh già
Sembrava la fine del mondo
Ma sono qua
E non c’è niente che non va
Non c’è niente da cambiare, eh”

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