Green pass. I partiti fanno schifo. Esperti ribellatevi

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Se c’è un insegnamento che possiamo trarre dall’esperienza che, da un anno e mezzo, drammaticamente ci ha coinvolto tutti e cioè, la pandemia e la sua gestione, è lo schifo che ha fatto e continua a fare la politica.

Passi l’incompetenza, la liquidità delle idee, passi l’amoralità, la corruzione, tutti aspetti gravissimi, ma non può passare che di fronte alla morte e alla vita delle persone, sembrino addirittura marginali; ma giocare con la paura per il consenso di corto respiro è troppo, è cinico.
Al punto che ormai gli italiani stanno vivendo una “psico-guerra civile”, figlia di un odio sociale costruito a tavolino dal sistema politico e mediatico, tra due opposti estremismi: quelli che hanno paura di morire per il Covid, che per questo sono disposti a fare qualsiasi cosa, anche 10 richiami (sono i perfetti sudditi dello Stato etico-sanitario); e quelli che hanno paura di morire per il vaccino. Paure contrapposte e speculari. Al servizio di un’unica regia.

Se fossi al posto degli esperti, dei medici, degli epidemiologi, dei virologi e compagnia cantando, imbraccerei il fucile contro un ceto politico incapace di assumersi la minima responsabilità, dalle scelte drastiche, dolorose, ma storiche, alla mediazione con l’opinione pubblica. Un ceto politico che ha demandato a quelli che poi sono diventati “soloni in camice bianco” il compito di spiegare alla gente, rassicurarla, consolarla.

E questi soloni, vampirizzati dal circo mediatico, sono diventati star televisive e hanno pontificato da sacerdoti. Dimenticando che la scienza, al contrario, è empirica, procede per verifiche, che possono smentire tesi del giorno prima; si basa su studi e non su impianti ideologici. Si basa su ipotesi, indicazioni, non dogmi.
Costretti, quindi, a svolgere un ruolo non loro, i vari Galli, Crisanti, Pregliasco, Bassetti, Burioni, Capua e tanti altri ancora, hanno fatto il gioco sporco della destra e della sinistra.
E ora pagheranno pegno. Quando i cittadini si accorgeranno che di fronte ai nuovi numeri, ai contagi anche dei vaccinati (che si ammalano e contagiano a loro volta), alle lacune oggettive della campagna di vaccinazione, in realtà stanno navigando a vista, annaspano o enfatizzano il green pass per non ammettere le falle sperimentali dei vaccini.
E non potendo insistere sulla demonizzazione dei primi “no-vax”, dovranno sostenere il nuovo impatto, la nuova rabbia dei “no-vax di ritorno”, delusi dalle promesse salvifiche mancate: milioni di italiani, accorsi fideisticamente a bucarsi.

Ma ripetiamo, non è colpa loro. Hanno sostituito, surrogato, la politica. Pure il professor Bassetti, una volta, nel corso di una trasmissione, si è lasciato sfuggire tale argomento, denunciando una frustrazione della categoria che parte da lontano.
Ebbene, sì, la politica ha fatto e fa schifo. Non solo si è nascosta come lo struzzo, ma si è perfino ripartita, divisa il target della percezione collettiva: tutto per qualche voto in più.
La sinistra è diventata il partito “etico-sanitario”, in omaggio al suo ruolo di professionista dell’altruismo e dell’umanità.
La destra, invece, ha strizzato l’occhio ai no-vax, e si è infilata nelle contraddizioni delle scelte di Palazzo Chigi, nel nome dell’economia e delle libertà costituzionali.
Sono sempre state le due parti della stessa medaglia.

Nessuno è credibile: da Salvini a Letta a Zingaretti o i grillini, sia quando invitano il mondo alla vaccinazione, sia quando si fanno i selfie per propagandare la loro eroica dedizione al bene comune.
Con l’avvento dei populisti doveva nascere la Quarta Repubblica, centrata sulla sovranità del popolo contro le caste, ora la nuova Repubblica nascerà sulla sovranità del vaccino. E la Quinta?

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