Vaccini. Modesti consigli per la prossima campagna di comunicazione del governo

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Il governo ha annunciato che a settembre partirà una forte e incisiva campagna di comunicazione per completare la strategia vaccinale e convincere una volta per tutte quella parte del paese definita “no-vax”.
Evidentemente non sono bastate le pressioni psicologiche, i provvedimenti stringenti a tenaglia, come il Green Pass, dichiarazioni al limite dell’intolleranza etica, le analisi psicologiche (anzi, psichiatriche), tese a macchiettizzare chi finora ha rifiutato i sieri, perché dubbioso, o libero pensatore, o timoroso di morire. Troppi infatti, quelli che finora non hanno ceduto il loro braccio.

E la causa di questa “resilienza”? Non solo l’estremismo, l’ignoranza, il fanatismo, l’antiscientismo, l’individualismo, l’egoismo, l’asocialità, ma l’uso sbagliato dell’informazione (le fake news della rete), fonte culturale e politica dei no agli indirizzi stabiliti da Palazzo Chigi e dagli esperti.
E siccome siamo sicuri che gli esperti in questione (medici, epidemiologi, virologi etc), non siano star televisive, non abbiano interessi reconditi, consulenze da conflitto di interessi, non sbianchettino mai i loro curricula, non si contraddicano, dicano sempre la verità per il bene della collettività e considerino il vaccino un atto di scienza e non di fede (nulla a che vedere con certi premi Nobel controcorrente, che si rimbambiscono con l’età, o con certi medici che si suicidano perché hanno fallito le cure), il nostro augurio è che l’imminente campagna farà luce sulle tante zone d’ombra mai chiarite al 100 per 100.

Zone d’ombra trasformate, in questa sede, in domande. E se ci saranno risposte convincenti, è l’auspicio, certamente i “no-vax “diverranno “sì-vax”.

Eccole in ordine sparso:

1) Come mai i vaccinati tornano ad ammalarsi e in parecchi casi in forma anche non lieve? E come mai contagiano a loro volta? Urge spiegazione.

2) E’ vero che non è ammissibile una campagna vaccinale quando la pandemia è in essere? Lo dicono molti altri esperti.

3) Quale è la differenza (e perché), tra le scelte italiane, francesi e quelle di molti altri paesi europei, a partire dalla Danimarca (strategie vaccinali meno invasive)?

4) Domanda di fondo mai totalmente fugata: il positivo è malato o no?

5) La variante è colpa dei non vaccinati-untori o dei vaccinati, in quanto il virus si modifica quando trova una resistenza?

6) Gli studi sono tutti definitivamente in grado di affermare che Pfizer e Moderna, non altereranno tra mesi o anni il nostro Dna? Non era meglio mettere, inserire tali rischi nel bugiardino di questi vaccini, come ha fatto AstraZeneca a proposito dei rischi di trombosi?

7) Perché in tanti casi non si sta dando importanza alla “farmacovigilanza passiva”, ossia alle reazioni anomale dei vaccinati che, come pare, presentano in alcuni casi una crescita esponenziale di linfonodi, paresi, miocarditi, malesseri alle ossa e via dicendo?

8)Perché non si approfondiscono, insieme alle morti per Covid, anche le morti italiane “dopo” il vaccino? Basterebbe analizzare i dati Aifa. Da quando è partita la campagna vaccinale, ad esempio, c’è stato un aumento di infarti. E’ vero, o ogni volta si parla di non correlazione?

9) Come mai non si ha il coraggio di rendere formalmente obbligatorio il vaccino (ricorrendo invece ad accerchiamenti sociali, lavorativi al limite della costituzionalità per chi non si vaccina), nel nome di una sistemica deresponsabilizzazione, dall’alto verso il basso? Tanto per ricordare: Big Pharma (l’accordo con la Ue) non è responsabile per le eventuali morti, ma gli Stati; pertanto ne risponde lo Stato? Nemmeno per sogno: gli Stati non sono responsabili, ma le persone stesse (col consenso informato). Se il vaccino è un atto di scienza e non di fede, ed è sicuro nella copertura e negli effetti, perché non assumersi questa “responsabilità etica” (valore che si dà per scontato quando riguarda la salute della gente), magari facendo come per il fumo, con scritte e avvertimenti in calce ai sieri?

10) Come mai si demonizza o si ignora Sputnik V, che sembra non avere controindicazioni, penalizzando gli abitanti di San Marino, i quali per avere relazioni con l’Italia, dovranno farsi altri vaccini?

11) A che punto siamo con le cure domiciliari e i prodotti alternativi al vaccino che hanno dato pure loro buoni risultati, evitando i ricoveri negli ospedali (un piccolo mea culpa sulla “vigile attesa” e protocolli troppo di parte, qualcuno dovrà farlo)?

12) Perché non basta il tampone per riavviare la socialità, visto che lo fanno fare pure ai vaccinati? Sperando che non passino idee folli, da totalitarismo doc, tipo niente cure pubbliche per i non vaccinati (come la metteremo con gli obesi, i fumatori etc?), o Green Pass unicamente ai vaccinati o ai guariti dal Covid.

13) Perché, in proposito, non incentivare i tamponi salivari che assicurano una buona copertura? Perché costano poco?

Ecco, speriamo che la campagna di settembre sarà esaustiva, scientifica, non ideologica, enfatica, religiosa, o peggio, terroristica nei confronti dei “diversi”. In un paese dove tutto è permesso, cambiare sesso, drogarsi in un rave senza controlli, scegliere la propria morte (la futura eutanasia), dove ogni desiderio deve diventare un diritto, sarebbe singolare che l’unica cosa non permessa sia non vaccinarsi.

2 Comments

  1. […] E in effetti il racconto della favoletta miracolistica (super propagandata) appare molto più colpevole di tutto il resto, anche perché si stanno scaldando gli animi su bugie faziose o mezze verità e questo non va bene. Il vero punto è in realtà un altro, ovvero saper dire sempre le cose come stanno. Non c’è da una parte il popolino-gregge da ammansire e dall’altra l’élite con cui dirsi la verità e quindi essere più pronti degli altri ad affrontarla. Eppure basterebbe rispondere a poche semplici domande, le stesse che anche ieri abbiamo riproposto. (LEGGI) […]

  2. Ignoro se esista un un equivalente italiano del premio Pulitzer: in ogni caso lo assegnerei a questo giornalista che, per quanto ho letto finora, è il primo in assoluto a riassumere in maniera razionale tutti i dubbi dei “no vax”. Tra virgolette perché è davvero ora di finirla con l’affibbiare acriticamente questa etichetta a chi, come il sottoscritto, si è preso la briga di leggere il bugiardino ed il modulo di consenso informato PRIMA di registrarsi sulla piattaforma di prenotazione e, sulla base delle informazioni lette, ne ha dedotto che ha PAURA!!!! (Ha il DIRITTO di avere PAURA?)! NON delle reazioni assimilabili ai sintomi della classica influenza, ma delle possibili, per quanto “rare” (stavolta tra virgolette perché meno rare di quanto pubblicizzato) reazioni avverse GRAVI. Finché non saranno fugati tutti i dubbi magistralmente elencati nell’articolo e finché mi sarà garantito il diritto al rifiuto sulla base di quanto premesso, continuerò ad avvalermi di questo diritto. Mi costerà di rinunciare ad alcune attività sociali? Pazienza, ci abbiamo tutti rinunciato per due anni, non mi pesa di aspettare fin quando tutto sarà più chiaro

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