La violenza delle parole incita all’odio: è questo che si vuole?

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“I no vax che contraggono il Covid e finiscono nelle terapie intensive degli ospedali del Lazio dovranno pagare i ricoveri”. Sono le parole dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che in un’intervista al Messaggero ha sottolineato come “queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio la libertà altrui devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni”.

Una riflessione è di dovere.

Primo: il piano dal punto di vista giuridico è irrealizzabile e quindi si tratterebbe di una sorta di propaganda del terrore.
Poi… tutti questi personaggi erano quelli del basta odio, basta discriminazioni, basta violenze (su categorie ben determinate e prescelte). Ma allora l’odio serve e gli serve scatenarlo? Parlando così si rischia che i violenti scoppino sotto le continue pressioni psicologiche che gli si fanno e scoppiando che escano dalla linea della legalità (in cui tra l’altro ora sono). Si grida tutti no alla violenza quando poi con le parole si usano le armi (ne uccide più la lingua che la spada perché uccide la parte più fragile di una persona).

La violenza non va mai bene? Allora occorre tornare all’attenzione e alla cura anche di ciò che si dice: demonizzando chi ha paura di vaccinarsi mi chiedo quali risultati pensino di ottenere, se non rabbia quando li licenzieranno, sfiducia in un potere coercitivo, tensioni di ogni tipo. Siamo in un momento così delicato per la vita delle persone, ma tutto viene trattato con mani da macellaio e stando seduti su comode sedie strapagate pure sotto lockdown, da gente a cui non viene richiesto il green pass per lavorare tra l’altro.

“O di qua o di là” ti fanno capire, e ha sempre fatto comodo estremizzare le posizioni; più estremizzi più governi il caos e gestisci la tua propaganda. Più estremizzi più se le danno di santa ragione tra loro e non vedono la malagestione, l’assenza di diritti basici, il crollo di un sistema che fa acqua da tutte le parti e che spetta a loro sistemare.

Temo presto che qualcuno perda la testa e temo che questa condizione di esasperazione sia ricercata rilasciando dichiarazioni tanto giuridicamente perverse; perché meglio dei folli che perdono la ragione, così da poter dire che sono tutti matti quelli appartenenti ai dubbiosi, non c’è più niente. Neanche i dati. Di democratico è rimasto il virus che non ha mai guardato il pass di nessuno.

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