“Patrimonio dell’Unesco”: quali sono i requisiti?

4 minuti di lettura

Nell’immediato dopoguerra, nel novembre del 1945, i ministri dell’Istruzione alleati si riuniscono a Londra in una conferenza (la Conference of allied ministers of education) dove decidono di creare un organismo internazionale, che faccia capo alle Nazioni Unite e che abbia il compito di promuovere la pace e la comprensione tra i Paesi, favorendo la ricerca scientifica, la tutela dei beni culturali e del paesaggio, la comunicazione e l’informazione per garantire a tutti i diritti fondamentali.

Sulla base di un trattato internazionale, conosciuto come Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale e adottato nel 1972, l’UNESCO riconosce che alcuni luoghi sulla Terra sono di “eccezionale valore universale” e che dovrebbero far parte del patrimonio comune dell’umanità.

L’Assemblea generale elegge ogni sei anni i rappresentanti di 21 stati membri che vanno a costituire il Comitato patrimonio mondiale, con il compito di selezionare i nuovi siti da inserire nella Lista patrimonio mondiale e di proteggerli distribuendo le risorse del fondo per il patrimonio mondiale. il Comitato si riunisce una volta all’anno per discutere di varie questioni, tra cui l’iscrizione di nuovi siti nella lista dei beni patrimonio dell’umanità, lo stanziamento dei fondi per l’anno successivo, la presa in esame delle richieste di assistenza da parte dei diversi stati.

Per diventare patrimonio Unesco, un sito o un bene immateriale deve rispettare alcuni requisiti fondamentali, che il Comitato esamina all’atto della candidatura. I criteri sono:

  1. rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;
  2. mostrare un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
  3. rappresentare testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà, vivente oppure scomparsa;
  4. costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri una o più importanti fasi nella storia umana;
  5. essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture) o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto per effetto delle trasformazioni irreversibili;
  6. essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale;
  7. presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
  8. costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
  9. costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
  10. presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione

L’Italia ha il maggior numero di siti  inseriti nella lista del patrimonio mondiale Unesco ne detiene infatti 55  e ben 12 sono quelli iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Dammi tre parole… Internet of Things!

Articolo successivo

Il perfezionismo: teoria ed esercizi pratici per superare il perfezionismo patologico

0  0,00