Scicchitano (FdI): “Con me in Campidoglio la voce delle famiglie”

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E’ partita la campagna elettorale al Comune di Roma in vista delle elezioni del 3 e 4 ottobre. Iniziamo una serie di interviste con i candidati in campo. Oggi è la volta di Giuseppe Scicchitano, candidato al Consiglio comunale con Fratelli d’Italia a sostegno della candidatura a sindaco di Enrico Michetti. Trentacinque anni, ingegnere, sposato e padre di due figli, lavora da oltre dieci anni in un’importante società di consulenza italiana. Svolge attività politica da circa dieci anni ed è stato consigliere al Municipio II per due mandati, Nel 2013 fu il primo degli eletti della lista civica “Cittadini per Roma” e nel 2016 primo in quella di Fratelli d’Italia con cui oggi tenta la scalata al Campidoglio.

Perché ha scelto Fratelli d’Italia?

“Ho iniziato a fare politica con una lista civica perché non avevo né preferenze, né pregiudizi verso alcun partito. Poi però ho iniziato a guardarmi intorno osservando le varie realtà romane e ho capito che la mia collocazione era nel centrodestra e specialmente in Fratelli d’Italia dove c’è un’attenzione particolare verso i problemi concreti delle persone e delle famiglie. Le due amministrazioni con cui mi sono confrontato, prima quella del Pd con Marino sindaco, poi quella dei 5Stelle con la Raggi, hanno pensato di risolvere i problemi della città con proposte irrealistiche. Hanno ritenuto di risolvere il problema del traffico con le piste ciclabili trasformando Roma in Amsterdam, hanno distrutto gli asili nido e le scuole dell’infanzia paritarie obbligando le famiglie a scegliere le scuole comunali. Queste sono soluzioni meramente ideologiche, mentre noi di FdI abbiamo sempre dato risposte concrete”.

Quali valori intende portare in Consiglio comunale e nell’amministrazione capitolina se Michetti sarà sindaco?

“Il mio obiettivo è portare in Campidoglio una visione cristiana della politica, della persona, della società e della storia. Una visione fondata sulla Dottrina Sociale della Chiesa e incoraggiata dagli ultimi pontefici, compreso papa Francesco che ci ha invitati più volte a scendere dai balconi per mischiarsi per il bene comune”.

Come intende rappresentare questa visione cristiana?

“La mia attività si basa sui pilastri della Dottrina Sociale della Chiesa, quindi sui concetti di persona, di famiglia, di solidarietà, e soprattutto di sussidiarietà. L’amministrazione Raggi ha portato avanti una gestione fortemente accentratrice del Comune e questo gli ha impedito di poter controllare e risolvere tutte le problematiche che ci sono. Nonostante ciò non ha mai dato alcuna fiducia ai municipi, alle associazioni, ai condomini, a tutte quelle realtà che vogliono investire nel locale. Basti pensare che per prendere in gestione una villa nel proprio quartiere bisogna affrontare una serie di procedure burocratiche infinite. Sono stati bloccati tutti i bandi perché si è alimentata la cultura del sospetto e gli imprenditori stanno via via abbandonando tutti gli impianti sportivi, al punto che interi settori, dal basket al volley, si stanno spostando da Roma a Frosinone. Questo perché non si sta più investendo in queste attività che invece sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei quartieri”.

Quali sono oggi le priorità della Capitale?

“Abbiamo un programma molto vasto che punta soprattutto a risolvere le criticità principali che sono i trasporti e i rifiuti. Per quanto riguarda la particolarità della mia proposta, sta nel dare più voce alle famiglie, soprattutto quelle più numerose. Credo fermamente che fare un figlio o farne due sia molto utile alla società, ma farne un terzo è eroico in questo momento storico. Ritengo che dal terzo figlio in poi servano sostegni per le famiglie da mettere in campo con: agevolazioni sulle tasse comunali da ricalibrare sul quoziente familiare; abbonamenti annuali gratis per tutti i figli di famiglie numerose validi fino a fine liceo; accordi con le farmacie per ottenere sgravi sui prodotti per la prima infanzia; una cassa servizi per le famiglie numerose che possa consentire sconti speciali da concordare con le categorie del commercio, della ristorazione ecc; il nido gratis dopo il terzo figlio. Infine va rilanciato il patto educativo fra scuola e famiglia togliendo il diritto obbligatorio alle scuole comunali imposto dalla Raggi”.

La sua candidatura vuole essere anche un messaggio ai giovani a fare politica attiva e a non restare indifferenti alla cosa pubblica?

“Faccio parte ormai della categoria dei semi giovani ma penso sia importante avvicinare alla politica il maggior numero di giovani, con riferimento ai ventenni di oggi. C’è tanto bisogno del loro entusiasmo. Domenica scorsa il lancio della mia candidatura ha permesso di avvicinare tantissimi ragazzi e questo per me è stato importantissimo perché loro sono il futuro. Era inoltre la prima volta in dieci anni che ad un comizio politico vedevo dei bambini con le loro famiglie. Questo è ciò che voglio, fare politica con tutta la famiglia. Oggi i cattolici possono dare un grande contributo facendo capire che la politica deve essere al servizio della famiglia. Ho letto diversi saggi sulle religioni e la politica, e anche se può sembrare un paradosso ritengo che i cristiani oggi siano gli unici ad avere una chiara consapevolezza del fatto che la politica non è una religione fatta di dogmi, riti, miti, ma si fonda su una visione libera ed oggettiva e mettendo sempre al centro di tutto la famiglia e la persona umana”.

Perché i romani dovrebbero scegliere Enrico Michetti sindaco?

“Quello che posso dire di lui è che si tratta di una persona di fede e molto concreta, e a me bastano queste due qualità per avere piena fiducia in lui. Roma è una città molto complessa, si possono fare tanti progetti, tanti programmi, tanti documenti, ma se non si conoscono le leve che devono far camminare l’amministrazione non si va da nessuna parte. Michetti è un esperto amministrativo e anche da questo punto di vista la sua candidatura è una garanzia. Sbagliato pensare che la persona che sa amministrare meglio sia quella più conosciuta, è vero esattamente il contrario. La persona migliore è quella che ha sempre lavorato per risolvere i problemi della propria città come Michetti, che con il sostegno dei partiti del centrodestra, e di FdI in particolare, saprà risolvere le gravi criticità di Roma”.

Roma è una metropoli complessa, fatta di tante realtà, con problemi di integrazione fra il centro e la periferia e anche fra cittadini di nazionalità diverse. Come pensa sia possibile superare gli enormi gap che separano i vari quartieri e favorire una totale integrazione?

“Sono a favore dell’integrazione e ho proposto una delibera che si intitola ‘i giochi per Roma’ con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza delle persone al quartiere in cui vivono. Si tratta di eventi che puntano a coniugare gastronomia, cultura, sport facendo gareggiare, come in un palio, diverse realtà dei singoli quartieri. Per quanto riguarda l’integrazione ho organizzato le olimpiadi interreligiose della pace che hanno visto la partecipazione di circa duemila persone di diverse religioni e nazionalità e hanno unito tanti mondi. A dimostrazione di come da parte mia c’è sempre stato un grande sforzo in favore del dialogo, dell’accoglienza e dell’unità”.

Per concludere, cosa pensa che possa servire a Roma oggi più di tutto?

“Penso che il problema dei trasporti sia il nodo dolente. Sono un ingegnere con una specializzazione post laurea in logistica e trasporti. Ho passato un anno a stilare un programma per Roma per farla diventare una città a trenta minuti. Come? Dividendo Roma in zone, portando il trasporto pubblico oltre il 50% e studiando il traffico da una zona all’altra per trasformarlo, a seconda delle esigenze, in mobilità pubblica, privata, sostenibile ecc. attraverso piani strategici. Ci sono dieci miliardi di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni che Roma può avere. Adesso è tutto bloccato, vinciamo e ce li andiamo a prendere”.

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