Parla Donato (Lega): “Vi spiego l’inganno che c’è dietro il green pass”

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Francesca Donato, europarlamentare della Lega, è stata ospite nel programma DiMartedì su La7 dove si è confrontata con il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. La Donato ha sostenuto le ragioni di chi non vuole vaccinarsi e per tutta risposta si è ritrovata bersagliata dai media, ridicolizzata, accusata di diffondere dati farlocchi e fake news. E anche a lei è toccato il marchio di “no vax” che ormai viene sistematicamente utilizzato contro chiunque osi esprimere dubbi sull’efficacia dei vaccini e dichiararsi contro l’obbligo del green pass. L’abbiamo raggiunta e intervistata.

Il viceministro Sileri in tv ha detto che con lei è inutile discutere. Come risponde?

“Evidentemente Sileri non aveva elementi sufficienti per argomentare, visto che io ho citato dati pubblici e facilmente reperibili sul web dal portale dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Aifa. Non erano dati ripresi da siti bufala o fake news, quindi non capisco francamente questa difficoltà a rispondere. Avrei avuto anche tante altre cose da dire ma mi sono dovuta accontentare dello spazio che mi è stato concesso”.

Si sente una no vax?

“Non accetto questa etichetta che per altro ha assunto un significato dispregiativo. Questo termine fu coniato nei confronti dei genitori che si opponevano all’obbligo vaccinale a scuola per i figli, ma questo non è certamente il mio caso; io infatti ho vaccinato i miei figli e non ho mai avuto dubbi e perplessità al riguardo, pur rispettando la libertà di scelta degli altri. Si trattava però di fattispecie completamente diverse”.

In che senso?

“Quelli che ci vengono imposti oggi non sono vaccini nel senso tradizionale del termine. Si tratta del prodotto di nuove bio tecnologie mai sperimentate prima sull’uomo che inducono l’organismo a produrre reazioni per cui non è predisposto; in primis la proteina spike verso la quale il nostro organismo dovrebbe immunizzarsi scatenando una reazione autoimmune dagli effetti incerti. Qui non sono in discussione gli effetti collaterali, ma anche quelli comuni che potrebbero rivelarsi molto pericolosi per l’organismo. Ma questo non lo dico io, lo sostengono autorevoli scienziati, dal premio nobel Luc Montagnier, a molti altri medici e virologi di comprovata fama, sistematicamente delegittimati e bollati come complottisti. Invece le loro tesi sono sempre ben argomentate e supportate da dati scientifici frutto dell’esperienza maturata sul campo”.

Ci hanno spesso ripetuto che certi provvedimenti impopolari andavano comunque approvati perché lo chiedeva l’Europa. Oggi però scopriamo che nel resto d’Europa non esiste l’obbligo vaccinale e molti Paesi, come il Belgio per esempio, non hanno nemmeno il green pass obbligatorio per andare al ristorante. Quindi?

“Ma guardi che il regolamento europeo che ha istituito il green pass è stato concepito unicamente per agevolare la libera circolazione fra Stati membri ed è scritto nero su bianco che non deve costituire né un obbligo per la vaccinazione, né deve trasformarsi in una fonte di discriminazione per coloro che, per vari motivi, non si sono vaccinati. Non è stato concepito come strumento per mettere alla gogna i non vaccinati come sta avvenendo in Italia e come non avviene invece nel resto d’Europa. E tenga conto che molti non corrono dietro ad un pregiudizio ideologico. Conosco persone che hanno scelto di non completare il ciclo vaccinale dopo aver subito pesanti effetti collaterali in seguito alla prima dose e legittimamente non si sono sentiti di sottoporsi anche alla seconda. Poi ci sono coloro che non possono vaccinarsi perché hanno delle patologie che potrebbero dar corso a pericolose controindicazioni e giustamente non vogliono rischiare. Le sembra giusto che a queste persone sia negato il certificato e la possibilità di svolgere tranquillamente le proprie attività? Non era questo lo spirito del green pass che come detto è stato concepito con una mission opposta: far circolare le persone, non chiuderle in casa”.

Le contestano di non volere la vaccinazione per i giovani, è vero?

“I giovani non hanno alcun bisogno di iniettarsi il vaccino e rischiare conseguenze, dal momento che il Covid possono superarlo tranquillamente. Le possibilità di morire per Covid sotto i 40 anni sono prossime allo zero. E non è neanche credibile la tesi di chi dice che devono vaccinarsi per proteggere i più fragili dal momento che è dimostrato ormai scientificamente che anche il vaccinato può contagiarsi e contagiare. Basti vedere i dati che arrivano da Israele e dal Regno Unito”.

Lei è guarita dal Covid, ma secondo gli esperti per stare al sicuro dovrebbe comunque vaccinarsi. Lo farà?

“Assolutamente no, non ci penso minimamente, non ne ho alcun motivo. Anzi, io sono molto più al sicuro e meglio immunizzata del vaccinato perché la mia immunità da guarigione è neutralizzante anche contro le varianti. Infatti, diversamente da chi è vaccinato, sono protetta direttamente dal virus e non dalla proteina spike e il mio organismo è in grado di produrre gli anticorpi non appena attaccato. Ciò premesso comunque, anche se non fossi guarita, non mi sottoporrei alla vaccinazione perché dai dati resi noti dalla stessa Ema non ci sono prove del fatto che i vaccini siano effettivamente efficaci e sicuri. Sarebbe interessante effettuare un test sierologico a campione sui vaccinati per vedere quanti di loro hanno effettivamente sviluppato gli anticorpi. Perché non lo fanno?”

Nella Lega le vostre posizioni sono contestate soprattutto dai governatori che stanno spingendo per le vaccinazioni. I media riferiscono che c’è chi vorrebbe addirittura mettere lei, Claudio Borghi e quanti si oppongono al green pass alla porta, accusandovi di danneggiare il partito. Si sente un’eretica?

“I governatori sono liberi di decidere sul loro territorio e non hanno la competenza per dettare la linea al partito. Questo compito spetta al segretario nazionale, ovvero a Matteo Salvini, che non ha mai messo al bando nessuno. Anzi, ha sempre espresso contrarietà nei confronti degli obblighi, e quindi né io né i miei colleghi che con me portano avanti la linea della libertà di scelta, ci siamo mai sentiti eretici o imbavagliati da qualcuno. Siamo liberissimi di esprimere le nostre opinioni, ovviamente in modo argomentato e con un approccio sempre propositivo. Se poi riprendere i dati e le considerazioni di autorevoli scienziati di fama internazionale o quegli degli organismi sanitari accreditati significa essere eretici, vorrà dire che lo diventeremo”.

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