Cure Covid, dottor Palma (IppocrateOrg): “Le nostre terapie funzionano e salvano vite”

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Si sta manifestando un interesse sempre maggiore nei confronti delle cure precoci e delle terapie cosiddette alternative per la cura del Covid. In prima linea ci sono i medici riuniti nell’associazione IppocrateOrg che nei mesi scorsi hanno sfidato apertamente i protocolli ministeriali che impongono la vigile attesa e la somministrazione della sola tachipirina. Questi medici sono stati anche invitati in Senato a parlare della loro esperienza nell’ambito di un convegno organizzato dalla Lega. Ma come era prevedibile è subito scoppiata la polemica e i medici di IppocrateOrg sono finiti nel mirino e denigrati, fino ad essere accusati di fiancheggiare la propaganda no vax. Noi abbiamo raggiunto e intervistato il pediatra Antonio Palma, direttore del servizio assistenza.

Come mai nei confronti delle cure cosiddette alternative e di chi le pratica come voi c’è tanta ostilità da parte sia di tanti vostri colleghi che dei media?

“Forse perché abbiamo ottenuto degli straordinari risultati. Da ottobre 2020 abbiamo curato oltre 60mila pazienti e i pochi decessi sono avvenuti perché purtroppo ci hanno chiamato in ritardo. Non siamo riusciti a curare tutti a casa, alcuni abbiamo dovuto ricoverarli. Di queste 60mila persone curate, non tutte naturalmente versavano in gravi condizioni, anche perché non dimentichiamo che il Covid colpisce in forma grave soltanto nel 15% dei casi. Queste persone se non curate correttamente possono finire in terapia intensiva e morire. Noi le abbiamo curate con successo e abbiamo avuto soltanto nove decessi di pazienti che si sono rivolti a noi fuori tempo massimo. Le terapie, diversamente da ciò che viene raccontato, esistono e sono efficaci”.

Perché allora tanta demonizzazione?

“Perché se il Ministero della Salute e l’Aifa dovessero riconoscere che la terapia funziona certificherebbero che non esiste soltanto il vaccino. Il vaccino per altro è stato adottato in via sperimentale sulla base di un protocollo di urgenza, e perché ciò possa avvenire serve dimostrare che non esistono terapie alternative. Per questo le hanno sempre negate ed osteggiate. Abbiamo invece farmaci che funzionano, ma non lo diciamo noi di Ippocrate, lo sanno in tutto il mondo dove sono stati anche elaborati degli studi per dimostrare che questi stessi famaci, l’idrossiclorochina su tutti, sono inefficaci ed inutili. Invece si sono dovuti arrendere all’evidenza, visto che dove è stata usata c’è stato un netto crollo della mortalità. Mi piace citare l’esempio del professor Cavanna di Piacenza che fa parte del nostro comitato scientifico. Nel marzo del 2020 si vedeva morire sotto gli occhi di Covid quasi tutti i pazienti, poi quando ha iniziato ad usare l’idrossiclorochina, gli antinfiammatori e il cortisone, di colpo guarivano tutti”

A sentire i media invece non servirebbe a nulla, l’idrossiclorochina sarebbe un semplice ed ininfluente palliativo.

“L’idrossiclorochina è un farmaco antinfiammatorio e antireumatico che si usa contro la malaria e che si è visto produrre effetti positivi anche sul Covid. Essendo stato sperimentato con successo sulla Sars Covid 1, abbiamo deciso di sperimentarlo anche sulla Sars Covid-2 e abbiamo scoperto che il risultato era identico. E’ ovvio che per funzionare l’idrossiclorochina deve essere somministrata nei primissimi giorni della malattia. E’ stato pubblicato uno studio scientifico da cui si evincerebbe che il farmaco non sarebbe valido. Peccato però che i risultati di questo studio sono misurati su persone ricoverate in rianimazione e già intubate. Scontato in questi casi che non possa funzionare, il segreto sta nell’intervenire immediatamente. L’idrossiclorochina è la pietra miliare della nostra terapia, ma non è l’unico farmaco che utilizziamo. Negli ultimi tempi abbiamo adottato anche l’ivermectina che permette di bloccare il virus prima che entri nella cellula e riducendo la replicazione; farmaco che è andato ad affiancarsi all’idrossiclorochina fino quasi a soppiantarla, e anche qui abbiamo riscontrato ottimi risultati. In alcuni casi associamo i due farmaci. Purtroppo c’ è un clima da caccia alle streghe nei nostri confronti, non si vuole ammettere che le terapie funzionano, sono arrivati a dire che vanno bene soltanto per i cavalli e le mucche. Ma ci sono 63 lavori importanti e qualificati che dimostrano esattamente il contrario”.

Ma c’è mai un fondamento scientifico nel delegittimare il vostro lavoro?

“No, tutti quelli che ci danno addosso non producono mai studi scientifici in grado di dimostrare che le nostre cure sono inefficaci. Ci deridono pubblicando foto di cavalli e mucche, e nulla di più. Sono reduce dall’ “International Covid Summit” dove ci siamo confrontati con colleghi provenienti da tutto il mondo, Stati Uniti, Sud America, Canada, Europa, Perù, Cile, e tutti abbiamo convenuto sul fatto che le nostre terapie sono altamente efficaci oltre ogni ragionevole dubbio. E tenga conto che si trattava del primo congresso mondiale dedicato proprio alle terapie anti-Covid. E’ stata per me una immensa soddisfazione quella di potermi confrontare con medici di fama mondiale che usano i nostri stessi sistemi e tutti con gli stessi risultati positivi”.

Quindi vi temono perché per causa vostra crollerebbe tutta la narrazione vaccinista, della serie “o ti vaccini o muori”?

“Non cade nessuna narrazione, semplicemente ci sarebbero alternative al vaccino, e per di più verrebbe meno la condizione di base che ha giustificato il ricorso al vaccino sperimentale. Tenga conto che facciamo talmente tanta paura che persino dentro i partiti che ci sostengono e ci hanno invitato a parlare in Senato, c’è chi si è affrettatto a prendere le distanze e a dissociarsi dall’iniziativa”.

Il Ministero, l’Ordine dei Medici vi hanno mai intimato di sospendere il vostro lavoro? Vi hanno minacciato provvedimenti disciplinari?

“I farmaci che noi utilizziamo, dall’idrossiclorochina all’Ivermectina, possono essere somministrati dietro una liberatoria del paziente. Poi ci sono il cortisone, l’eparina, gli antinfiammatori, le vitamine C e D e altri che servono ad aumentare le difese immunitarie. Farmaci che fanno parte del prontuario terapeutico che certamente non abbiamo inventato noi, anche se sono arrivati pure a chiamarci stregoni. Questo dimostra l’accanimento e la cattiveria che c’è nei nostri confronti. Probabilmente sporgeremo querela contro i giornalisti che nei loro articoli ci hanno definiti così. Siamo professionisti seri, ognuno di noi, oltre la lotta al Covid che ci vede in questo momento uniti, svolge proprie attività, negli ospedali o con la libera professione, quindi non accettiamo di essere paragonati agli stregoni che curano il Covid con la liquirizia. Questa è gente che mente sapendo di mentire. Purtroppo si crede a tutto quello che si legge e questo ci crea un danno di immagine significativo. Ma chi scrive certe cose dovrebbe vergognarsi, sapendo di mettere a rischio la vita di centinaia di persone, costringendole ad attenersi alle indicazioni del Ministero e dell’Aifa, ovvero restando in vigile attesa con la sola tachipirina. Quante persone, rientranti nel 15% di casi gravi, si sarebbe potuta salvare se si fosse intervenuti immediatamente con le cure precoci come abbiamo fatto noi? Ma poi scusi, negli ospedali cosa pensate che somministrino ai malati? Usano l’eparina, il cortisone, gli antibiotici, l’ossigeno, ovvero quello che noi usiamo anche a casa. L’unica differenza è che noi aggiungiamo anche l’idrossiclorochina e l’ivermectina che sono i farmaci che fanno la differenza. E sebbene in Italia non lo vogliano capire, nel resto del mondo stanno iniziando ad utilizzarli anche negli ospedali”.

Ma lei si sente o no un no vax?

“Io sono un pediatria, nella mia vita ho sempre fatto questo, anche se da ottobre 2020 mi sono messo a curare il Covid dopo che Mauro Rango, presidente di IppocrateOrg che pure non mi conosceva, mi ha affidato la direzione del centro assistenza. Nella mia carriera di pediatra iniziata nel 1974 ho sommistrato ai bambini circa 90mila dosi di vaccino. Posso essere quindi contrario alle vaccinazioni? Ma qui la questione è diversa. Ci sono persone che ci chiamano dopo aver avuto effetti collaterali da vaccino e posso assicurarle che non sono poche. Parliamo di decine di casi al giorno”.

Quindi? 

“Intendiamoci, io non sto dicendo che il vaccino debba essere sconsigliato in maniera assoluta. Sono il primo a consigliarlo agli ultra 65enni che hanno seri problemi di salute, magari sono obesi, cardiopatici, soffrono di ipertensione. In questi casi il vaccino è sicuramente utile perché il Covid è molto più rischioso dei possibili effetti collaterali. Il virus si attacca alle cellule adipose, quindi un obeso che ne ha tante, ha una possibilità di infettarsi di gran lunga maggiore rispetto a chi non lo è. Quindi, ripeto, queste persone se sono avanti con l’età fanno bene a vaccinarsi. Ciò premesso mi chiedo a cosa serva una vaccinazione di massa nel momento in cui ci sono le terapie che possono curare le persone a rischio zero. Per giunta, chi ha già avuto il Covid ed è guarito, possiede anticorpi naturali e neutralizzanti circolanti, che garantiscono un’immunità cellulare al paziente anche quando sono venuti meno. Il sistema cellulare è dotato di memoria e quando entra in contatto con un virus che ha già conosciuto tende a riprodurre gli stessi anticorpi. L’immunità naturale è dunque molto più efficace e sicura di quella da vaccino”.

 

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