Terza dose mai: l’odissea di un ex consigliere regionale

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Abbiamo il primo “no vax” di ritorno ed è fragile e famoso. Si tratta di Stefano Ferrero ex consigliere regionale della Valle d’Aosta.
Il sospetto è che non saranno pochi. Perché poi ci sono i farmaci e ci sono le risposte. E ogni risposta dipende da tanti fattori. L’approccio di massa si scontrerà sempre con il singolo e i suoi problemi.

A riprova l’ex Consigliere ha portato la sua esperienza personale, scrivendo: “Il mio sistema immunitario ha avuto una reazione sproporzionata facendomi tornare alla situazione critica di quattro anni fa con problemi e necessità di aumentare i farmaci di mantenimento. Perchè nessuno ne parla di questi effetti? Perchè i “fragili” in prima linea a fare nuovamente da cavie con il rischio di avere effetti collaterali molto gravi?”.

Ma ecco cosa ha scritto Ferrero sul suo profilo Facebook: “E’ tutta colpa dei pipistrelli! Così era iniziata la valanga di ca**ate che ci hanno spacciato come informazione dall’inizio del COVID 19. Tra mezze verità, imprecisioni, supposizioni: si, no, forse…ci siamo sbagliati…Ora siamo al Green Pass obbligatorio, tradotto vaccinazione obbligatoria, e alla terza dose alla categoria dei cosiddetti ‘fragili’. Io appartengo alla categoria dei fragili in quanto paziente oncologico e immunodespresso con farmaci”.

“Non voglio firmare di nuovo quel foglio che dice che se avrò problemi saranno tutti cavoli miei. Si perchè la vaccinazione mi ha creato un grandissimo problema come lo ha creato ad altre migliaia di persone nelle mie condizioni. Il mio sistema immunitario ha avuto una reazione sproporzionata facendomi tornare alla situazione critica di quattro anni fa con problemi e necessità di aumentare i farmaci di mantenimento. Perchè nessuno ne parla di questi effetti? Perchè i “fragili” in prima linea a fare nuovamente da cavie con il rischio di avere effetti collaterali molto gravi?”.

E conclude amareggiato: “Se avessi saputo che il prezzo da pagare dopo la vaccinazione era quello di tornare alla situazione di qualità di vita schifosa post trapianto dopo anni di lotta e di sacrifici io avrei voluto avere il mio sacrosanto diritto democratico di rischiare e non avrei fatto il vaccino (con le necessarie cautele di prevenzione nei confronti degli altri e alcune rinunce da parte mia ben inteso). Uno dei ‘fragili’ che si è rotto le palle!”.

E sotto accusa l’ex consigliere regionale mette anche il governo italiano definito “sempre più simile all’Armata Brancaleone che sta percorrendo una via liberticida molto rischiosa. Non sono contro i vaccini in assoluto, ma urge avere delle garanzie per non essere considerati solo dei numeri”. 

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