Elezioni Milano. Chiappano: una storia cristiana e sovranista

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Incontriamo oggi Piero Chiappano, candidato al Consiglio comunale di Milano con la lista “Milano Paragone sindaco”.

Si presenta così: “Ho 53 anni, sono sposato, ho 3 figli, sono cristiano cattolico, ho vent’anni di esperienza in organizzazione e gestione del personale e nelle politiche del lavoro in contesti di medie e grandi dimensioni”. .

Può descriverci il suo percorso politico?

“Da giovane ho militato nella Lega Lombarda (poi Lega Nord) e ho ricoperto negli anni ‘90 la carica di vice-capogruppo consigliare di maggioranza a Voghera (PV). Successivamente sono stato delegato provinciale della Fiamma Tricolore di Pino Rauti, per poi prendermi una lunga pausa che è durata fino al 2016, quando ho ripreso l’attività politica sostenendo Il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, di cui sono consigliere nazionale, convinto che una piattaforma antropologica a favore della vita debba costituire il punto di partenza per la politica del futuro.

Quali sono le sue idee, i suoi campi d’azione?

“Individuo, sulla scorta di Piepaolo Pasolini, nella mentalità consumista la radice della sconfitta identitaria e la perdita di ogni senso di comunità. Riconosco, con Dante Alighieri, la necessità di una visione ampia e trascendente per trasformare la società. Condivido, ascoltando Bruce Springsteen, l’intima vicinanza per chi combatte contro un potere apolide e sradicato che mette a dura prova ogni fede e speranza nelle risorse dell’uomo. Sono per l’orgoglio delle radici, il coraggio del sacrificio, la bellezza dell’identità italiana. Mi interesso di comunicazione e marketing politico, oltre che appassionato di popular music e cantautore”.

Perché si candida?

“Sono candidato nella lista ‘Milano Paragone Sindaco’ al Consiglio Comunale e nei Municipi 1 e 2, e lo farò come rappresentante del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, che di Gianluigi Paragone è amico, perché questa lista persegue un programma sociale, ma non assistenziale, che esprime grande consonanza con la condizione attuale del popolo, occupandosi di problemi concreti senza contraddire in nulla la Dottrina Sociale della Chiesa. Difendo la famiglia naturale, la vita, la libera impresa dagli attacchi del nichilismo e del materialismo che stravolgono i rapporti sociali per ridurli a conflitti di parte e a banali transazioni economiche. Appartengo orgogliosamente a quel ceto medio che anno dopo anno perde potere d’acquisto, umiliato da un costo della vita e da una precarizzazione lavorativa inaccettabili per colpa di una politica scellerata che prevarica la dignità della persona. Per questo sostengo da anni una politica valoriale senza compromessi, che dice “sì sì, no no”, e chiedo il voto ai milanesi come baluardo di speranza per un futuro in cui i figli non debbano vivere peggio dei padri: più insicuri, più poveri, più fragili”.

Le sue priorità per Milano?

“1) Revisione di tutto ciò che afferisce fiscalità, tributi, sgravi e incentivi comunali in relazione al numero dei famigliari a carico (figli, coniuge, genitori, parenti disabili): più sono i carichi e meno tasse si pagano.
2) Sostegno all’imprenditorialità, non solo per i giovani, ma anche per chi di mezza età, pur dotato di buone qualità professionali, verrà colpito dalla imminente crisi occupazionale ed estromesso dal mercato del lavoro.
3) Trattenere i milanesi a Milano, aiutandoli a progettare la loro vita qui, approntando serie agevolazioni per l’acquisto prima casa, servizi alla famiglia, sviluppo della medicina territoriale e tutela del commercio di prossimità.
Ora o mai più. Chi vota Chiappano dice no alla grande ammucchiata romana dove tutti i partiti votano compatti l’abiura della Costituzione e la sottrazione dei diritti democratici, mentre nelle amministrazioni locali propongono finte contrapposizioni di schieramenti che di bipolare non hanno i programmi, bensì le personalità”.

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