Elezioni, Santori (Lega): “Al ballottaggio Calenda ci può aiutare. Morisi? L’obiettivo è Salvini”

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Fabrizio Santori, dirigente della Lega a Roma e nel Lazio, militante ed esponente storico della destra romana ed ex consigliere alla Regione Lazio, è candidato al Consiglio comunale in abbinamento con Simonetta Matone, vicesindaco in pectore in caso di vittoria di Michetti. Lo abbiamo raggiunto ed intervistato.

Usciamo da cinque anni di amministrazione grillina. Quali sono stati i principali vulnus della Raggi?

“Il giudizio sull’operato della Raggi è negativo per qualsiasi cittadino con cui si ha occasione di parlare. Il decoro della Capitale è allo sbando, non si provvede neanche all’ordinaria amministrazione, tipo la potatura degli alberi o la cura dei parchi. Poi c’è il grande problema dei rifiuti ammucchiati sulle strade e non raccolti, e qui va detto le responsabilità vanno ripartite equamente fra Raggi e Zingaretti. Abbiamo inoltre metropolitane chiuse, un vasto patrimonio abbandonato a sé stesso con gravi danni per il Comune a livello erariale, visto che molti sfuggono addirittura ai controlli. Non si riesce a sapere quali possono essere venduti, quali allocati, quali producono reddito, con un consistente danno in termini economici da noi segnalato alla Corte dei Conti. Per non parlare del taglio dei servizi che ha penalizzato soprattutto il sociale con i disabili lasciati senza assistenza, e della gestione delle municipalizzate, Ama ed Atac su tutte. Ci sarebbe da parlare giorni per elencare tutte le carenze di questa giunta”.

E voi, come pensate di rimettere in piedi una città che descrivete in ginocchio?

“Io concorro in abbinamento a Simonetta Matone che è capolista della Lega e sarà vicesindaco in caso di vittoria. Il nostro motto è ‘un impegno credibile’, perché tanti in questi anni hanno presentato programmi elettorali che poi non sono stati attuati neanche in minima parte. Noi ovviamente non possediamo la bacchetta magica, ma siamo certi che nell’arco di cinque anni sarà possibile realizzare un programma di gestione efficiente per Roma. Lo faremo con una squadra di persone competenti, coinvolgendo professionalità con cui ci siamo confrontati in questi anni, non soltanto adesso che siamo in campagna elettorale. Ciò che serve è favorire una gestione dei servizi all’altezza di cittadini che pagano le tasse più alte d’Italia. Serve un’amministrazione efficace della cosa pubblica, partendo dall’Ama e dall’Atac, ma serve anche riorganizzare i vari dipartimenti municipali dal punto di vista dell’innovazione e digitalizzazione. Noi non vogliamo fare la rivoluzione, ma normalizzare l’amministrazione della città, dimostrando ai cittadini che i soldi delle loro tasse vengono investiti sul potenziamento della qualità dei servizi loro offerti”.

Oggi Roma vive problematiche pressoché uniformi, non esiste più differenza fra centro storico e periferie, anzi il degrado è molto più visibile al centro che non nelle borgate. Come intervenire?

“Roma va rilanciata in campo nazionale, ma soprattutto internazionale. Oltre agli interventi sopra indicati che servono a restituire decoro alla Capitale d’Italia dovremo lavorare molto sulla promozione. La perdita delle olimpiadi è stato un duro colpo da questo punto di vista che ha impedito a Roma la possibilità concreta di uno sviluppo economico, ulteriormente penalizzato poi dall’avvento del Covid. Abbiamo assistito ad un impoverimento del turismo, con un vertiginoso calo delle presenze. Abbiamo penalizzato lo sport che soprattutto nelle periferie è fonte di aggregazione per i giovani, non abbiamo più neanche un Palazzetto. Quindi da una parte è necessario investire sui servizi per i cittadini, ma dall’altro bisogna studiare strategie e interventi economici per la promozione di Roma ad alti livelli perché non possiamo permetterci di perdere turisti”

Nella Lega c’è stata la polemica innescata dal ministro Giorgetti che ha giudicato debole la candidatura di Michetti e ha tirato la volata a Calenda. Come commenta?

“Ammetto di essere rimasto molto stupito da queste dichiarazioni visto che stiamo dando il massimo dello sforzo per sostenere e far vincere Enrico Michetti. Il nostro sostegno è incondizionato, abbiamo puntato su di lui e lo supporteremo con ogni mezzo per condurlo alla vittoria, perché crediamo in lui e lo riteniamo persona seria e competente. E’ poi un candidato che ha dimostrato di possedere grandi doti di umanità che fanno di lui il sindaco ideale. L’unico rimprovero che possiamo farci è di averlo messo in campo troppo tardi, avremmo dovuto presentarlo prima e dargli più tempo per farsi conoscere. Possiamo lamentarci sull’organizzazione, ma non sulla persona che è validissima. Matteo Salvini, che non dimentichiamolo è il leader della Lega, è quello che più di tutti si sta spendendo per Michetti presenziando al maggior numero di eventi, che proprio noi della Lega stiamo organizzando sui territori. Possono accusarci di tutto, ma non certo di boicottare Michetti visto lo sforzo, anche massacrante, che stiamo mettendo in campo da settimane. Ciò detto, è evidente a tutti che nel centrodestra c’è una competizione aperta fra noi e Fratelli d’Italia ma questo senza mettere in discussione in alcun modo l’obiettivo comune che ci unisce, e che è quello di vincere a Roma. Anche perché abbiamo messo in campo un nome autorevole come quello di Simonetta Matone che sarà vicesindaco e lo abbiamo fatto proprio perché puntiamo a vincere e a governare”.

Temete il peso di Calenda?

“Guardi, voglio essere molto chiaro. Sono convinto che al ballottaggio Calenda possa essere un nostro interlocutore e che con lui si possa collaborare per sconfiggere il Pd. Credo sia interesse comune impedire che il Campidoglio cada nelle mani della sinistra, perché se è vero che Pd ed M5S si presentano divisi non dimentichiamo che alla Regione Lazio governano già insieme. Mi sembrerebbe davvero assurdo che Calenda, e tutti quelli che come lui hanno lasciato il Pd proprio per non dover abbracciare i 5Stelle ai tempi del Conte 2, possano favorire questo progetto consegnando Roma nelle mani di Gualtieri che per altro è stato candidato proprio in alternativa a lui. Non escludo che le proposte di Calenda possano convergere con le nostre, visto che entrambi i nostri programmi sono innovativi e presentano punti di condivisione su come rilanciare la città. Ma questo ovviamente riguarderà il secondo turno, anche perché va detto che Calenda si è lanciato in pista da solo e non ha condiviso con altri la sua candidatura. Quindi da parte nostra era oggettivamente impossibile poter valutare una eventuale alleanza”.

Salvini da giorni è sotto attacco per il caso Morisi. Pensa che la vicenda possa influire sull’esito del voto?

“Ogni volta che c’è una campagna elettorale si tirano fuori vicende che coinvolgono la Lega, che servono a fare grande rumore mediatico sul momento per poi sgonfiarsi con il tempo al punto da essere poi dimenticate da tutti. Non entro nel merito della vicenda specifica ma è davvero strano che questi elementi vengano alla luce proprio nell’ultima settimana di campagna elettorale, con grande risalto da parte dei media. E’ ovvio che l’obiettivo è colpire Salvini, l’unico leader politico ad opporsi a determinati poteri e che cerca di rappresentare, all’interno del governo Draghi con grande coraggio, quelli che sono gli interessi degli italiani. Questo vuol dire che la Lega fa paura e quindi è più che mai necessario un voto che consenta di rafforzare il peso di Salvini nel Paese e nel governo. Il voto di Roma è fondamentale. Noi ci puntiamo molto anche perché ormai da anni Salvini ha acquisito grande popolarità anche fra i romani, è presente in città, si interessa dei problemi, ascolta la voce della Capitale, visita le periferie. Siamo andati con lui nei luoghi del degrado, abbiamo fatto sopralluoghi ovunque, soprattutto nelle case popolari, e non abbiamo visto nessun altro leader stare vicino alla gente come lui. Se vinceremo le elezioni sarà con noi in prima linea per risollevare la città. Quindi sono convinto che gli elettori non si lasceranno ingannare dalle campagne denigratorie di queste ore”.

 

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