Clamorosa dichiarazione del gran capo di Pfizer e altre “crisi” dei vaccini

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Oggi Franco Bechis ci parla di Albert Bourla. Il nome non vi dirà nulla ma è definito su Il Tempo il gran capo di Pfizer. Eclatanti, sensazionali e sicuramente foriere di polemiche sono state queste parole: «Il nostro vaccino protegge molto bene contro malattie gravi e contro il ricovero durante i primi 6 mesi. Dopo c’è una diminuzione dell’immunità. Il declino inizia sempre con una lieve infezione, e poi cala anche la protezione contro infezioni gravi e la protezione dai ricoveri ospedalieri e purtroppo anche la protezione dalla morte».

E’ tutto avvenuto durante un meeting con il gruppo bancario e finanziario Cantor Fitgerald & co, spiegando il ministero della Salute israeliano e un gruppo di scienziati che lo assiste hanno fatto dei report e analizzato il caso in dettaglio. «Israele», ha spiegato Bourla, «aveva un vantaggio di 3 mesi sugli Usa nella campagna vaccinazioni e soprattutto ha un sistema di cartelle cliniche sanitarie molto completo e del tutto digitalizzato. Per questo è in grado di elaborare dati con rapidità. Il loro sequenziamento dei pazienti vaccinati ha indicato una chiara caduta della protezione. Prima con infezioni asintomatiche, poi con malattia lieve. E subito dopo ricoveri e infezioni gravi. È stato lì che Israele ha deciso di dare la terza dose prima agli over 65, poi sopra i 50 anni, sopra i 40 e ora credo dai 16 in su».

Tutto questo mentre spuntano rischi di effetti indesiderati per il cuore dopo la seconda dose di vaccino Moderna. “Analisi preliminari” di nuovi dati, relativi alle segnalazioni di effetti cardiaci indesiderati successivi a vaccinazione anti-Covid con prodotti a mRna, e “provenienti da Paesi nordici” fra cui anche Svezia e Danimarca, “indicano la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax”, il vaccino di Moderna, “rispetto a una seconda dose di Comirnaty” di Pfizer – BioNTech, “sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione”, hanno dichiarato dall’Ema all’Adnkronos Salute.

Insomma alla fine i pessimisti non hanno mai torto, come diceva Andreotti: “Chi pensa male, difficilmente sbaglia”. 

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