Quando Forza Nuova era utile al Pd

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Il Partito Democratico sta insistendo da giorni chiedendo lo scioglimento di Forza Nuova, la formazione di estrema destra protagonista dell’assalto alla sede nazionale della Cgil sabato scorso a Roma, a margine della manifestazione contro il green pass obbligatorio che si è svolta in piazza del Popolo.

L’obiettivo dei dem non è tanto quello di incassare o meno lo scioglimento del partito guidato da Roberto Fiore, che come è stato ribadito da più parti potrebbe essere deciso dal governo per ragioni di ordine pubblico, applicando la tanto famigerata legge Scelba contro i movimenti che si richiamano espressamente al fascismo e propugnano la violenza come metodo di lotta. Il vero scopo sembra quello di mettere in difficoltà il centrodestra, o meglio i partiti cosiddetti sovranisti, la Lega e soprattutto Fratelli d’Italia accusati di strizzare l’occhio proprio all’estremismo di destra.

Operazione che appare molto difficile non collegare al ballottaggio che ci sarà domenica nella Capitale e che preoccupa molto il Pd. Perché, per quanto Gualtieri ostenti sicurezza, un colpo di scena con possibile vittoria di Michetti, sembrerebbe allarmare non poco i vertici del Nazareno. E allora, cosa c’è di meglio che rispolverare lo spettro del fascismo, servito per altro su un piatto d’argento proprio dai camerati di Forza Nuova con l’assalto alla sede della Cgil?

Abbiamo già spiegato come sui fatti di sabato scorso tante cose non tornino, e di come l’operazione Forza Nuova sembri costruita a tavolino proprio per influenzare il voto e soprattutto offrire al governo la palla al balzo per imporre la tanto auspicata stretta sui cortei. Ma poi a sostenere certe tesi si finisce per diventare complottisti.

Ma non si è certamente complottisti se si ricorda che quello stesso Pd che oggi chiede insistentemente lo scioglimento di Forza Nuova, in passato non ha disdegnato di accettare l’aiuto degli estremisti di destra. Un aiuto indiretto, ma che ha comunque portato benefici alla sinistra che si proclama orgogliosamente antifascista.

Come quando alle elezioni regionali del 2005, il centrosinistra conquistò la Regione Lazio grazie alla lista di disturbo di Alternativa Sociale che era formata anche da Forza Nuova e che candidò alla presidenza Alessandra Mussolini in contrapposizione al governatore uscente di Alleanza Nazionale Francesco Storace. Che fu battuto da Piero Marrazzo anche grazie alle divisioni a destra e a quella stessa Mussolini uscita da An in polemica con la svolta antifascista di Gianfranco Fini avvenuta in Israele.

Qualcuno potrebbe obiettare: e allora? Poteva forse il centrosinistra impedire alla Mussolini di candidarsi contro Storace? Certamente no, ma quando inizialmente la lista di Alternativa Sociale fu estromessa dalla corsa perché accusata di aver presentato firme false, il centrosinistra non mancò di manifestare solidarietà alla nipote del Duce (che oggi avendo sposato l’ideologia Lgbt non è più oggetto di delegittimazione a differenza della sorella Rachele eletta con Fratelli d’Italia). E quando poi la lista fu riammessa con sentenza del Consiglio di Stato, non vi fu nessuna indignazione circa il fatto che alla presidenza del Lazio fosse candidata una sostenuta da Forza Nuova.

Internet ha il pregio di non cancellare nulla e con una semplice ricerca si possono rintracciare interessanti documenti dell’epoca. Come ad esempio un articolo di Repubblica del 22 marzo 2005 in cui si leggono reazioni moderatamente entusiaste del centrosinistra per la riammissione in campo di Alternativa Sociale con dentro Forza Nuova.

Come quella di Romano Prodi per esempio: “Mi sembra un allargamento della lotta democratica e quindi di per se stesso un andamento più sereno delle elezioni in Lazio” ebbe a dire l’allora leader dell’Unione per nulla infastidito dalla presenza in campo di Forza Nuova.

E poi ancora: Franco Marini recentemente scomparso, all’epoca segretario organizzativo della Margherita: “Ci vedo un fatto di equità che rende giustizia ad una lista che era ed è rappresentativa di una quota di elettorato”; Pecoraro Scanio all’epoca leader dei Verdi: “E’ stato montato un caso su firme non false. Mi attendo le scuse da chi ha montato il caso e ha parlato di complotto della sinistra. Questa sentenza li sbugiarda”.

L’allora presidente del gruppo parlamentare dei Ds, Luciano Violante, si chiedeva: “Chi ha commesso l’imbroglio? Credo che questa sia la cosa fondamentale. L’obiettivo degli italiani è capire chi ha imbrogliato le carte perchè  questo non accada più” e il riferimento era al governatore uscente Storace accusato niente meno che di spionaggio ai danni della Mussolini. Ma nessuno si sentiva imbarazzato dalla presenza in campo di una formazione di estrema destra che al suo interno, lo ribadiamo, aveva anche Forza Nuova e il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher.

Stranamente l’anno successivo, ovvero alle elezioni politiche del 2006, quando Berlusconi riuscì a riportare la Mussolini nel centrodestra sfidando le ire di Gianfranco Fini e di Francesco Storace, improvvisamente la sinistra si destò scoprendo che dentro Alternativa Sociale c’erano quelli di Forza Nuova, accusando il leader di Forza Italia di portare i fascisti in Parlamento. E l’anno prima? Che potessero entrare alla Regione Lazio non era ritenuto altrettanto preoccupante da quelli che di lì a poco avrebbero fondato il Pd?

Ultimo dettaglio: Forza Nuova, come è stato fatto osservare da più parti, ha continuato a presentarsi alle elezioni anche quando al governo ci stava il Pd. Eppure non è che Roberto Fiore e company si sono estremizzati improvvisamente oggi. Non è che i forzanovisti sono diventati tutti dei pericolosi terroristi dopo essere stati delle dame di San Vincenzo. E non è che soltanto oggi è emersa la loro matrice fascista. C’è sempre stata, è stata sempre conosciuta da tutti e sbandierata alla luce del sole.

Ma oggi lo scioglimento dell’organizzazione è diventata l’emergenza nazionale. E prima? Forse era utile che Forza Nuova si presentasse alle elezioni per togliere voti a quegli stessi sovranisti oggi accusati di essere con essa conniventi?

Soltanto una cosa ci piacerebbe sapere da Fiore, Castellino e camerati vari: che scopo ha avuto la loro ignobile impresa, visto che hanno danneggiato centinaia di onesti cittadini che in assoluta buona fede stavano manifestando per un sacrosanto principio di libertà? Forse hanno voluto proprio screditare quella piazza? Perché? A quali fini? Per conto di chi? Altrimenti non ci resta che pensare che sono tutti un branco di c……i. Ma conoscendo Fiore si può dire tutto tranne che sia stupido o anche solo sprovveduto.

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