Ballottaggi, parla Becchi: “Il centrodestra è finito, Salvini lo butti a mare e riparta”

11 minuti di lettura

Abbiamo chiesto un commento sugli esiti elettorali al filosofo Paolo Becchi, che è stato un sostenitore del Movimento 5Stelle delle origini al fianco di Gianroberto Casaleggio (ancora oggi viene spesso definito l’ex ideologo dei grillini) e poi fra i principali ispiratori della svolta sovranista della Lega.

Professore, che commento si può fare al termine di questa tornata amministrativa?

“Mi sembra ci sia poco da dire, il centrodestra è uscito sconfitto, mi pare evidente. Poi si può discutere di tutto quello che ha caratterizzato questa campagna elettorale che è stata obiettivamente inquinata, dall’inizio alla fine, come ha dimostrato anche la manifestazione di sabato a Roma con i sindacati nel giorno del silenzio elettorale. E’ stato evidente sin dall’inizio come l’obiettivo fosse assestare una sonora sconfitta a Matteo Salvini”.

Cosa accadrà ora nel centrodestra?

“Non ne ho idea sinceramente. Sul momento probabilmente non accadrà nulla di particolarmente rilevante, ma è ovvio che questo centrodestra così non potrà durare. Perché qui non c’è soltanto la sconfitta della Lega ma quella di un intero progetto politico, ovvero l’alleanza tradizionale fra Lega- Fratelli d’Italia e Forza Italia. Al momento non ci sono all’orizzonte altre alternative, ma credo che Salvini dovrebbe quantomeno ripensare complessivamente l’intera strategia”.

Non sarebbe invece molto più logico uscire dal governo, togliere la fiducia a Draghi, visto che fino ad oggi la Lega è stato il partito che ci ha rimesso di più in questa grande ammucchiata governativa?

“Su questo dissento totalmente. Uscire dal governo sarebbe oggi un errore imperdonabile. Sarebbe come aver comprato delle azioni puntando su un investimento a lungo periodo e poi rivendere quelle stesse azioni dopo una pesante batosta. La perdita sarebbe maggiore del guadagno. Del resto lui sapeva perfettamente che appoggiare questo governo avrebbe significato ingoiare tanto filo spinato. Adesso non può che stringere i denti e andare avanti”.

Come può però ricostruire un centrodestra in queste condizioni?

“Il centrodestra di fatto non esiste, lo abbiamo visto anche in queste elezioni.  Ognuno ha giocato a far perdere l’altro come ha fatto Berlusconi nei confronti di Salvini, vedi Cosenza.  Anche per questo tanti elettori hanno scelto di restare a casa e di non votare. E’ evidente l’esistenza di una massa di astensionismo che non si riconosce più in questo sistema politico. Fermo restando che il vero sconfitto di queste elezioni è il Movimento 5Stelle che è letteralmente scomparso. Stiamo parlando del partito di maggioranza relativa in Parlamento, con gli stessi numeri che aveva un tempo la Dc. Si immaginava cosa sarebbe successo alla Democrazia Cristiana se avesse preso il 2% a Milano? Anzi, per come sono ridotti credo che non ci sia più molto da dire sui 5Stelle se non che si sono auto-estinti”.

Tornando al centrodestra, lei è ancora convinto che la leadership debba mantenerla Salvini?

“Il centrodestra non esiste più, lo ribadisco, inutile parlarne. Io mi concentro sulla Lega. Salvini ha avuto il merito di trasformare la Lega da partito regionalista a forza politica nazionale. Questo progetto non è fallito, ha subito una battuta d’arresto, ma deve andare avanti e riadattarsi”.

Come?

“Salvini non ha compreso che la pandemia ha fatto saltare i vecchi schemi su cui aveva costruito il suo consenso politico. Oggi non può più parlare di porti chiusi, di immigrazione, di sicurezza, di centri sociali e moschee da chiudere, perché alla gente questi temi non interessano più. Se lui pensa di poter vincere l’anno prossimo a Genova dove risiedo io, e riconfermare l’attuale sindaco Bucci cavalcando questi argomenti, allora può mettersi già l’anima in pace, perché perderà anche qui e nelle altri città”.

E su cosa dovrebbe impostare le sue battaglie?

“La vera emergenza nazionale oggi si chiama green pass che non è affatto uno strumento rivolto a favorire i vaccini ma un qualcosa di molto più pericoloso. Salvini ha provato a sposare la linea no green pass ed è stato accusato di essere un no vax.  Il green pass non è il fine per vaccinare tutti ma per favorire il passaggio ad una società completamente nuova. Termini come transizione ecologica e digitale stanno a significare il passaggio ad una nuova epoca. Il progetto è disumanizzare la società che sarà sempre di più post-umana. Questo non significa che non esisteranno più uomini ma che questi saranno sempre più controllati e guidati dai moderni strumenti tecnologici e digitali. Il green pass rappresenta una forma di controllo capillare su ciascuno di noi. Occorrerebbe una grande resistenza contro questo progetto e Salvini dovrebbe diventarne il leader”.

Ma come può farlo nel momento in cui più della metà della Lega, quella dei ministri, dei governatori, è favorevole all’adozione del green pass?

“Il problema non sono i ministri o i governatori che si mettono di traverso, ma gli elettori che non vanno più a votare e che sono diventati la maggioranza. Più della metà degli elettori non vota più. Vogliamo in qualche modo recuperarli? Vogliamo cercare di dare loro una rappresentanza politica? Il Movimento 5 Stelle ha vinto dal 2010 in poi proprio perché era riuscito ad intercettare e interpretare il malumore dei cittadini stanchi di un certo sistema politico. Oggi non ci si deve preoccupare del piccolo industriale del nord o del bergamasco che sta sulle valli, ma della maggioranza astensionista che non va più a votare e che cerca nuovi punti di riferimento. Dalla Lega nazionale si dovrebbe passare ad una Lega delle libertà nel momento in cui stanno cercando di togliere qualsiasi libertà attraverso l’adozione di nuovi dispositivi di controllo sociali. Salvini deve dimostrare lo stesso coraggio e la stessa determinazione che ebbe quando decise di trasformare la Lega del Nord in Lega nazionale sapendo perfettamente che il progetto avrebbe incontrato forti resistenze da parte della vecchia nomenklatura bossiana. Oggi è necessario un nuovo cambiamento. abbandonando il paradigma securitario e implementando il paradigma delle libertà. Il futuro si gioca su questo. “.

Però l’obiezione che verrebbe posta è che sposando la lotta contro il green pass perderebbe i voti dei moderati condannando il centrodestra alla sconfitta?

“E chi sarebbero i moderati? Quelli di Forza Italia forse che stanno facendo politiche che sono l’esatto contrario dei principi liberali su cui è nata? Che hanno trasformato il liberalismo in autoritarismo? Berlusconi è il più accanito sostenitore della logica del vaccino obbligatorio, trasformando in nemici tutti coloro che, esercitando un legittimo diritto di libertà, hanno scelto di non vaccinarsi. Non si rende conto che in questo modo lo stato liberale si trasforma nel paternalismo, e cioè nell’esatto contrario del liberalismo. Quello a cui stiamo assistendo è una totale trasvalutazione dei valori. I liberali, o coloro che si dicono tali, sono diventati del tutto illiberali. E non ci vengano a raccontare che il problema sono i contagi, perché se uno si vaccina e poi deve vivere con l’incubo di contagiarsi allora che si è vaccinato a fare? Siamo arrivati al paradosso per cui la propria libertà finisce non più dove inizia quella degli altri, ma dove iniziano le paranoie altrui. Lo Stato liberale è stato sostituito dallo Stato terapeutico dove il medico sociale decide sulla salute dei suoi pazienti”.

Sta dicendo quindi che Salvini dovrebbe marciare per conto proprio?

“Che senso ha tenere in piedi un centrodestra in cui c’è un Berlusconi che è diventato ‘comunista’ e una Meloni che porta avanti un vecchio progetto di un sovranismo statalista e accentratore? Un vecchio centrodestra senza una propria identità è destinato a perdere perchè mancante di una visione unitaria. Che dire di Salvini? E’ anche nelle sconfitte e nella capacità di saperne uscire che si vede la grandezza di un leader politico. La Lega deve ripensarsi nella continuità. Non deve rinunciare al suo passato federalista, e al motto ‘prima gli italiani’ deve aggiungere ‘prima gli umani delle macchine, degli algoritmi e dei robot’. Un partito che sappia resistere al progetto del grande reset, ormai sotto gli occhi di tutti e che ponga al centro l’idea di un nuovo rinascimento, quello dell’uomo “.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Mercato immobiliare in crescita, +3,2% nel quarto trimestre 2020

Articolo successivo

Calcio: Wenger insiste “Meno finestre per nazionali ma più lunghe”

0  0,00