Manovra, tutti i nodi da sciogliere: da quota 100 a meno tasse

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E’ alta la tensione nella maggioranza di governo in vista dell’approvazione della Legge di Bilancio da parte del Consiglio dei Ministri entro questa settimana. 

Nodo del contendere il superamento di quota 100, con la Lega che si è detta disponibile a ridiscutere il meccanismo ma ha posto dei paletti ben precisi. Al Carroccio ha dato molto fastidio la determinazione nel ritoccare il sistema pensionistico mentre si è deciso di salvare il reddito di cittadinanza, ovvero il provvedimento bandiera del Movimento 5Stelle seppur con una profonda revisione.

Dalle parti della Lega hanno fatto capire che non c’è alcuna volontà di andare allo scontro, ma al momento un accordo con i partner di governo e di maggioranza appare molto incerto, nonostante l’attiva mediazione del ministro Giancarlo Giorgetti.

Il leader Matteo Salvini ha inizialmente proposto di mantenere quota 100 per alcune categorie di lavoratori ricevendo il niet del premier Draghi. Le ipotesi in campo sono diverse. Il ministro Franco starebbe studiando un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. Proposta che trova d’accordo i Dem, ma non la Lega che ha chiesto di applicare quota 102 per i prossimi due anni.

Ecco perché nelle ultime ore è spuntata l’ipotesi di quota 103 che potrebbe rappresentare il punto di caduta per ottenere il via libera dei ministri leghisti. Ne ha parlato lo stesso Franco in un’intervista al Corriere della Sera. Misura che consentirebbe l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni d’età e con 39 anni di contribuzione.

Ma non c’è solo quota 100 a rendere complicato il percorso della nuova legge di bilancio. C’è anche la questione relativa al taglio delle tasse. Il governo intende mettere in campo 8 miliardi di euro dei 23 disponibili per tagliare il cuneo fiscale ai lavoratori ma il centrodestra, Forza Italia in particolare, chiede che vengano impiegate per ridurre l’Irap.

Insomma, saranno giornate decisive quelle che separeranno dal Cdm in cui si dovranno discutere e approvare tutte le questioni sul tappeto. Con i partiti che cercheranno di portare a casa più provvedimenti possibili da poter poi rivendicare a fini elettorali. La Lega dovrà salvare la faccia su quota 100 cercando la mediazione meno disonorevole per non dare l’idea di aver perso su tutta la linea; i 5Stelle dovranno difendere il reddito di cittadinanza impedendo che venga troppo rivisitato; Forza italia deve portare a casa il taglio delle tasse; il Pd se da un lato non vuole perdere la partita con Salvini su quota 100 spingendo per il superamento del sistema delle quote, dall’altro deve stare attento a non entrare in collisione con il mondo sindacale e in più sembra deciso a giocarsi al meglio la partita del rinnovo dei bonus per gli interventi edilizi, specie quello sulle facciate dei centri storici che il governo ha deciso di cancellare ma che il ministro Franceschini vuole reintrodurre a tutti i costi sollecitato dalle imprese del settore. Insomma, trovare un compromesso sarà la grande mission di Draghi e Franco per le ore a seguire.

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