Migranti, situazione fuori controllo. Draghi boccia i muri ma l’Italia è sola

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Mentre l’attenzione mediatica è tutta concentrata sulle manifestazioni contro il green pass, sul dibattito inerente terza dose sì-terza dose no, mentre si parla di aumento dei contagi e del rischio di nuove ondate in inverno, nel disinteresse generale continuano gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane.

La situazione sta diventando nuovamente esplosiva come dimostrano i report di queste ore. Negli ultimi quattro giorni si sono registrati circa 2000 sbarchi che hanno avuto come teatro soprattutto le coste calabresi, percorrendo una nuova rotta che partirebbe dalla Turchia. Si è assistito all’arrivo di navi, pescherecci, imbarcazioni che hanno scaricato oltre 1500 persone in appena 48 ore. I centri di accoglienza e identificazione sono nuovamente al collasso, soprattutto in Sicilia dove sono stati inviati uomini e strutture di rinforzo, fra cui anche una nave quarantena adibita ai controlli sanitari.

Come riporta il Corriere della Sera, l’Italia si trova così a fare i conti con un numero di nuovi ingressi raddoppiato rispetto allo scorso anno, con oltre 52mila persone giunte nei primi dieci mesi del 2021 mentre nel 2020 le restrizioni imposte dal Covid 19 fermarono il numero di arrivi a 26mila e 600. A tutto ciò si aggiungano le condizioni meteo delle ultime ore che soprattutto al sud stanno rendendo proibitivo il transito di imbarcazioni cariche di nuovi immigrati. E negli ultimi due giorni sono stati molti gli interventi di soccorso di migranti fuggiti sui barconi dalla Libia e che sono saliti a bordo delle navi Ong in attesa di approdare in un porto sicuro. Insomma fra salvataggi di emergenza e sbarchi, in Italia arriva ormai chiunque.

Una grana non da poco per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che nonostante le buone intenzioni non è riuscita a raggiungere nessuna intesa in sede europea per ciò che riguarda la ricollocazione e redistribuzione dei migranti. Con il paradosso che mentre il premier Draghi in Europa si fa paladino del No ai muri richiesti dai Paesi dell’Est per bloccare l’immigrazione, l’Italia è rimasta ancora una volta col cerino in mano, lasciata sola a contenere i flussi migratori e a gestire una situazione sempre più fuori controllo.

La Lega ha chiesto un incontro a Draghi e Lamorgese per poter affrontare la questione, ma al momento l’incontro non sarebbe in agenda visto che c’è il G20 in programma a Roma questo fine settimana e le attenzioni del Viminale sono concentrate unicamente sulla sicurezza dell’evento.

Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli attacca: «Tutti questi 50 mila immigrati arrivati resteranno in Italia e a breve saranno un problema sociale. Dove li metteremo? Come li manterremo? Come possono sperare di inserirsi a livello lavorativo se abbiamo una disoccupazione generale al 10%? Facile fare i Richard Gere che fanno passerella sulle navi delle Ong, ma poi i Gere tornano a Hollywood e questi 50mila immigrati restano qui in Italia, a spese degli italiani, mica nella sua villa a Hollywood».

Ora Lamorgese spera di portare a casa qualcosa proprio nel G20. Intanto ha avuto un colloquio con il ministro dell’Interno della Repubblica di Turchia, Suleyman Soylu. Una nota del Viminale rende noto che «i ministri Lamorgese e Soylu hanno concordato l’agenda di un incontro bilaterale in presenza, che si svolgerà prossimamente a Roma, con una specifica attenzione anche alla prevenzione dei flussi migratori irregolari via mare». Insomma il problema immigrazione è stato risolto soltanto a livello mediatico, ovvero non parlandone più con la scusa della pandemia.

 

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