Parla Giulio Tarro: “Ripresa dei contagi fisiologica. Perché dico No a terza dose”

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Una conferma relativa al calo dell’efficacia del vaccino sembrerebbe provenire, come riporta Libero, da un rapporto dell’Itituto Superiore di Sanità  che segnala un netto aumento di contagi tra gli operatori sanitari. Infatti nell’ultima settimana sono risultati positivi al Covid 522 operatori sanitari, ovvero quelli che hanno ricevuto il vaccino per primi, ormai circa nove mesi fa. Ne abbiamo parlato con il medico Giulio Tarro allievo di Albert Sabin, inventore del vaccino contro la poliomielite, e proclamato miglior virologo dell’anno nel 2018 dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo (IAOTP).

L’Iss denuncia che l’efficacia del vaccino si sarebbe ormai esaurita per gli operatori sanitari che l’hanno ricevuto per primi agli inizi dell’anno. Che significa questo? Che ci attende un altro inverno nero?

“Mi pare che dell’Iss prendiamo sempre e soltanto le dichiarazioni che più ci fanno comodo. Se non sbaglio hanno anche fatto chiarezza circa le statistiche dei morti, evidenziando come si sia fatta confusione in passato fra morti di Covid e vittime di altre patologie. Credo che questo aspetto meriti molta più attenzione e rilevanza rispetto all’aumento dei contagi, anche perché fatta la dovuta differenziazione fra le cause di decesso, ci accorgeremmo che le statistiche riportano l’Italia al pari degli altri paesi del mondo”

Ma la perdita di efficacia dei vaccini è o no un problema?

“Questo problema attiene alla produzione dei vaccini ma ancora di più al tasso di positività che come ha confermato sempre l’Iss tiene conto di parametri che non sempre sono attendibili. Del resto c’è stato anche un servizio della trasmissione Le Iene che ha svelato, secondo fonti non ufficiali dell’Iss stesso, come circa due terzi dei dati relativi alla positività non avessero ragione di sussistere, perché sballati in relazione sia ai valori di riferimento che all’inattendibilità stessa dei tamponi.  Quindi stiamo attenti a questa ossessiva guerra dei numeri che ha tanto il sapore di una forzatura per obbligare la vaccinazione dei più piccoli, che a mio giudizio non ha senso. Perché mi sembra francamente assurdo sostenere che i ragazzini devono vaccinarsi per impedire che possano contagiare i nonni nel momento in cui questi sono vaccinati”.

Ma se i vaccini dopo un certo periodo non sono più efficaci e gli anziani non sono più coperti avendo ricevuto la somministrazione già da molti mesi, non sono comunque a rischio al pari degli operatori sanitari?

“Ma scusi, che stiamo scoprendo l’acqua calda? Non ci stanno dicendo da mesi che i vaccini ad mRna messaggero non ci garantiscono alcuna immunità? Questi vaccini non fanno altro che fornire un’informazione genetica per produrre il virus.  Quindi tutti i soggetti vaccinati devono essere contagiati per poter avere gli anticorpi. L’unica differenza rispetto a prima sta nel fatto che il covid ci aggredisce in forma ridotta perché comunque il nostro organismo sarà in grado di sviluppare una reazione difensiva che ci proteggerà da conseguenze gravi o letali. Ma questo non lo dico io, sta scritto pure nei bugiardini. Quindi l’efficacia non c’entra nulla. Il virus torna a circolare come è normale che sia con l’inverno alle porte e con una protezione vaccinale che non impedisce il contagio ma ne riduce soltanto gli effetti”.

Sotto accusa però ci sta soprattutto il vaccino Johnson & Johnson, che sembra sia quello che perderebbe efficacia per primo.

“E’ una sciocchezza, ce l’hanno con il Johnson & Johnson perché è un vaccino a vettore virale e non ad mRna messaggero, è monouso e quindi più accessibile e meno problematico degli altri. Con questo vaccino gli anticorpi si producono automaticamente nel momento in cui si percepisce l’attacco del virus che l’organismo già conosce e non occorre che si produca la proteina spike per far scattare l’informazione genetica necessaria per lo sviluppo degli anticorpi. La stessa casa farmaceutica ha smentito gli allarmismi dicendo che un eventuale richiamo non può avvenire prima di sei mesi, e non dopo due mesi come si è addirittura fatto credere. La verità è che si vogliono imporre come miracolosi soltanto i vaccini ad mRna messaggero, ma è tutta una guerra geopolitica”.

La terza dose a questo punto va fatta e in che tempi?

“Guardi, c’è uno studio del Centro Malattie Contagiose di Atlanta che evidenzia come siano sufficienti due sole dosi e la terza sia inutile. Posizione che a livello politico però non si vuole accettare. In più non bisogna dimenticare che chi ha già avuto il covid è di fatto protetto a livello cellulare meglio dei vaccinati ed ha già una risposta immunologica efficace. Basti pensare che i soggetti che ebbero la prima sars nel 2002/2003 sono risultati protetti anche dal coronavirus”

E con le varianti?

“Le varianti non sono un problema nel momento in cui i vaccini ad mRna messaggero sono sperimentati in modo tale da poter essere rimodulati anche sulle varianti. I vaccini finora inoculati hanno dato risposte positive anche contro le varianti, da quella indiana a quella africana finendo con quella brasiliana. Al massimo ci potrà essere un’efficacia minore, ma la risposta immunitaria è comunque garantita e in ogni caso non si rischiano effetti letali. La terza dose è soltanto un’imposizione ideologica senza basi scientifiche e non a caso la stessa comunità scientifica è molto divisa al riguardo”.

Professore, lei da sempre è un sostenitore del modello inglese, eppure dall’Inghilterra arrivano notizie allarmanti circa una recrudescenza dei casi. Come lo spiega?

“In Inghilterra dal 19 luglio hanno riaperto tutto, dopo aver immunizzato con i vaccini le categorie più a rischio. Ma lei è stato in Inghilterra? Il premier Johnson ha smentito l’allarmismo che si è fatto qui da noi e anche i corrispondenti dei principali quotidiani che lavorano a Londra hanno detto chiaramente che la situazione non è affatto come viene descritta dai media italiani. E’ perfettamente sotto controllo”.

C’è chi sta già paventando nuovi lockdown per questo inverno. Secondo lei questo pericolo è concreto?

“Ma scherziamo? Allora fino adesso che abbiamo fatto? Abbiamo giocato? I vaccini, lo ripeto, non ci mettono al riparo dal contagio ma ci tutelano comunque dall’aggressività del virus. Allora dovremmo chiudere tutto anche per prevenire l’influenza. Per questo ritengo del tutto illogica e antiscientifica anche l’imposizione del green pass nel momento stesso in cui il vaccino non impedisce il contagio, e anzi paradossalmente potrebbe veicolarlo ancora di più dietro la sicurezza di un’immunità che non c’è”.

Quindi come ci possiamo difendere?

“Dobbiamo vivere tranquilli senza incubi e restrizioni di sorta, indossando la mascherina se si è contagiati o si lavora negli ospedali, nelle case di cura, nei luoghi a rischio dove è più probabile contagiarsi e contagiare. Ma anche sull’uso della mascherina andiamoci cauti, specie per i bambini che stanno diventando tutti degli autistici funzionali avendo la corteccia cerebrale in fase di evoluzione. La stessa Oms vieta l’imposizione degli strumenti di protezione individuale sui più piccoli. Se all’inizio il Covid non si conosceva e quindi era doveroso proteggersi in ogni modo, adesso che conosciamo la malattia, ci siamo vaccinati, sappiamo pure che ci sono le terapie precoci, dobbiamo tornare a convivere con questo e altri virus come sempre avvenuto in passato. Gli unici soggetti a rischio sarebbero gli anziani ma soltanto se non vaccinati, perché se hanno ricevuto le due dosi anche per loro si può tranquillamente parlare di ritorno alla normalità”.

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