Covid. Terzo vaccino, Green pass esteso, fine della libertà di manifestare. Tutto previsto?

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Alla fine ci siamo arrivati: Green-pass esteso al prossimo anno, cosi anche, guarda caso, lo stato di emergenza (superando in modo arbitrario lo stato di eccezione), e divieto di manifestare nelle zone sensibili (come Trieste, in assoluto spregio alla Costituzione).

E qui, ci sono due spiegazioni, diametralmente opposte. L’esigenza di combattere più efficacemente i resistenti idioti del vaccino, virus compreso, che è maledetto, e si riproduce continuamente; o il diabolico mix tra finalità di Big Pharma e una politica che ha preso gusto nel controllare i popoli, tenerli ripetutamente sotto scacco, colpevolizzandoli, impaurendoli quotidianamente, con dati e dichiarazioni apocalittiche.
Una cosa è certa: la verità rimarrà sempre un optional e gelosamente dietro le quinte. Soggetta a mille interpretazioni.

Esempio: si discute in ogni panel tv sulla rabbia dei no-vax, dei no-green-pass contro i giornalisti (definiti dalla piazza “terroristi”, “amplificatori del regime”), e sulla loro irresponsabilità, causa certa dei nuovi contagi. Ma se fosse tutta una narrazione per arrivare spediti al terzo vaccino?

Siccome per chi ha ancora un briciolo di lucidità mentale, di libertà di pensiero e di onestà intellettuale, il rapporto causa-effetto è una regola da non dimenticare, applichiamola, decliniamola alla realtà. E traiamo le dovute conseguenze.

Ripercorriamo, quindi, le tappe di una strategia di graduale e progressiva manipolazione dell’opinione pubblica. Abbiamo più volte fatto ricorso, per spiegare i fatti, alla teoria della “rana bollita” e alla “finestra di Overton”. La rana siamo noi cittadini, veniamo scaldati come la rana in una bacinella; ci fa piacere, poi quando ci lessiamo e stiamo per morire, reagiamo, è troppo tardi e non abbiamo più le forze per reagire. Inoltre, secondo la legge di Overton, ogni fase prepara la successiva, narcotizzando le reazioni.

Da noi, sul Covid, numeri e dati alla mano, c’è stata fin dall’inizio una comunicazione terroristica, cui ha fatto seguito una comunicazione salvifica, legata ai vaccini, che ci avrebbero garantito l’eterna salute (non l’eterna cura, dovere di uno Stato). Poi, lentamente e inesorabilmente, i vaccinati (subito omologati e fedeli al pensiero unico vaccinista) hanno scoperto che si ammalano e si contagiano ugualmente e addirittura muoiono di Covid (dati Aifa). Poi, hanno saputo che il mix vaccinale, la vaccinazione eterologa, prima esecrata, poi esaltata, fa comunque bene. Poi, hanno scoperto che l’effetto vaccinale dura dai 4 ai 6 mesi, con un Green-pass esteso a 12 mesi (e autentica beffa, in quei 6 mesi, i vaccinati vanno in giro, si contagiano e contagiano).

Una domanda è lecita: il Regime-Covid (istituzioni politiche e Big Pharma), lo sapevano o non lo sapevano?
Se non lo sapevano dobbiamo preoccuparci. Se lo sapevano dobbiamo preoccuparci di più. O siamo in mano a incompetenti o a delinquenti che giocano sulla pelle dei cittadini, per business o tentazioni dittatoriali.

Analizziamo le due possibilità. Se non lo sapevano, in fondo è legittimo, è nella norma. Fa parte del Dna della scienza e degli scienziati. Vaccinarsi è un atto di scienza, non di fede. Gli esperti (medici, epidemiologi, virologi etc), purtroppo hanno surrogato, sostituito una politica furba, ipocrita e vigliacca, che non ha avuto il coraggio di assumersi le proprie responsabilità di conciliare diritti costituzionali, libertà individuali, salute ed economia, salute e rassicurazione pubblica. Ha delegato la materia ai “soloni in camice bianco”, costringendoli a parlare non da scienziati (la scienza è empirica, relativistica, la sua comunicazione deve essere esortativa, da consiglio, da suggerimento, non dogmatica, frutto di studi che smentiscono o confermano studi precedenti), ma da sacerdoti. E quando la gente si accorge che ci sono troppi vulnus, troppe inesattezze, troppe contraddizioni, la percezione è che tutto il castello sia fraudolento e truffaldino. In soldoni, se non lo sapevano, il messaggio che danno è che siamo in mano a gente che naviga a vista.

Se invece, lo sapevano (i guai patemizzati per convincerci dell’urgenza del terzo vaccino), la sensazione che trasmettono è che siamo in mano a gente in malafede.

Altra domanda (che porta a preferire la malafede): ci uccidono con l’economia, con l’ecologia, col cibo avvelenato, e poi, secondo loro, dovremmo credere che ci amano con i vaccini? Una prova su tutte: la deresponsabilizzazione sistemica: sulle eventuali morti dopo il vaccino (chiamate, secondo la nuova neo-lingua, reazioni anomale), la colpa non è delle case farmaceutiche, ma degli Stati, che a loro volta scaricano sui cittadini col consenso informato (le cause civili e penali, la vera ragione della mancata obbligatorietà dei vaccini).

In qualsiasi caso, grande responsabilità hanno i media, la tv, i giornali e la rete. Dovrebbero fare un mea culpa collettivo, sulla loro violenza ideologica, totalmente allineata allo Stato etico-sanitario. Non c’è trasmissione, non c’è panel, dove i contrari ai vaccini e al Green-pass non siano condannati, demonizzati, massacrati: non devono vivere (un lockdown per loro), non devono andare in giro, non devono lavorare, devono pagarsi le spese se si ammalano etc. E queste dichiarazioni le fanno proprio i liberali di destra e sinistra, di casa nostra. Tutti per le libertà al massimo e lo Stato al minimo, quando conviene, tutti per la libertà al minimo e lo Stato (etico-sanitario) al massimo, quando conviene.

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