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Vaccini ai bambini: vi spiego come andrà e perchè ora saranno i genitori a scrivere la storia

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Vaia: “Sui bambini sani non vedo la necessità”. Non dico di credere alla mia percezione delle cose, ma almeno a questo serio medico sì.
Vi spieghiamo come andrà: in un primo momento diranno che la vaccinazione dai 5 ai 12 anni sarà non obbligatoria ma su base volontaria. Questo serve a sondare la permeabilità. Se si cederà e la percentuale sarà alta, scatterà l’obbligo per bambini nelle scuole.
Se per gli adulti reputo sia legittima qualsiasi scelta sulla propria vita nel rispetto della legge, qui siamo su un terreno diverso.
Si tratta di persone che devono sviluppare, che dipendono dagli altri, che come dice Vaia non hanno rischi dalla malattia. A rischiare sono nonni e in qualche caso genitori ormai, ma se sono vaccinati dovebbero pensare che loro sono protetti (lo hanno fatto e quindi lo credono) e di chiedere sacrifici ai più piccoli appare in questo stato delle cose assolutamente esagerato e rischioso e lo dice lo Spallanzani l’Istituto più grande di ricerca in tema di malattie infettive.
Appellarsi alla scienza che ormai sembra non prendere decisioni ma lasciarle a noi con ogni responsabilità e conseguenza mi sembra inutile, è chiaro che sta procedendo per questa strada come unico approccio al problema.
Quindi ci appelliamo ai genitori: pensateci bene. La palla sarà a voi. Loro non la giocano, la butteranno in campo. Immaginiamo ci siano certezze scientifiche che non rischino quanto a fertilità, sviluppo di malattie autoimmuni, tumori e quant’altro. Allora stavolta pretendete di vedere gli studi, di avere certezze scritte nere su bianco. Almeno per loro.

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