Fedez non scende in politica. Ma il problema è un altro

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Solo il tempo avrebbe detto se si trattava di una messa in scena. E infatti lo è era.

“Sono dovuto stare zitto una settimana, stavo implodendo. Ok, adesso parliamo un po’”: ha scritto Fedez nelle Instagram stories pubblicate nelle prime ore del pomeriggio di oggi 15 novembre. Il rapper milanese, dopo aver postato un video-spot in stile Forza Italia ha spiegato: “Farò una campagna elettorale finta per lanciare il mio disco. Ma d’altronde quale campagna elettorale non è finta? Ho preparato una serie di cartelloni elettorali che verrete in giro per l’Italia, tra i più grotteschi, di cattivo gusto, squallidi e disumani in questo Paese ma non così lontani dalla realtà”.

L’ennesima trovata pubblicitaria. Dopo l’affondo al concertone del Primo Maggio, le stoccate indirizzate alla classe politica durante il percorso che ha portato all’affossamento del ddl Zan e la costante diatriba contro Matteo Salvini senza dimenticare l’endorsement indirizzato a Luigi di Maio prima delle elezioni del 2018, Fedez un passo verso il Parlamento lo poteva benissimo fare.

D’altronde il giornalismo ha problemi perché parla di Fedez e quindi perché la politica dovrebbe essere da meno. E come scrive Sgarbi Fedez avrebbe potuto dare una nuova piega al dibattito.
Fatto sta che una vittoria l’ha già ottenuta il rapper: naturalmente il dominio web registrato e infine la parodia di Fedez hanno lanciato il nuovo album che è partito al massimo. Tutti come ‘i fessi’ per una settimana a commentare e indignarsi sul nulla. Ma davvero il problema della politica è questo ragazzo abile col marketing?

 

 

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