Parla Rizzo (PC): “Green pass e stato d’emergenza, così ci tengono in ostaggio”

6 minuti di lettura
5

Tornano a salire i contagi in Italia, ieri hanno superato i 10mila casi. Il governo sta correndo ai ripari, alcune regioni rischiano di passare in zona gialla e i governatori invocano lockdown soltanto per chi non si è voluto vaccinare. In più a breve la validità del green pass sarà limitata da 12 a 9 mesi dopo che è stato appurato che l’efficacia dei vaccini è destinata a calare dopo sei mesi. Abbiamo parlato della situazione con il leader del Partito Comunista Marco Rizzo che è stato in prima linea nella battaglia contro l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro.

Oggi abbiamo scoperto che il green pass non serve a prevenire i contagi, visto che questi stanno risalendo anche fra la popolazione vaccinata sia in Italia che all’estero. Al punto che se ne vuole ridurre la validità. Che dire?

“Che ormai si viaggia nell’approssimazione totale, neanche chi decide sa più che direzione prendere. Prima ci hanno detto che i vaccini erano sicuri, poi che lo erano parzialmente, poi che non servivano i richiami, adesso invece stanno obbligando a fare la terza dose. Sul green pass poi meglio non parlare. Ci hanno obbligato a girare con un certificato al solo scopo di costringere le persone a vaccinarsi, oggi scoprono che dopo sei mesi rischia di diventare pericoloso favorendo la diffusione del virus di fronte ad una protezione vaccinale ridotta. Se non è follia tutto questo! La sensazione che si percepisce è una soltanto, ovvero che c’è bisogno di mantenere alta questa situazione per nascondere il disagio sociale che c’è nel Paese”.

Un virus insomma che fa comodo al sistema?

“Il covid c’è, nessuno di noi è così folle da negarne l’esistenza. Ma quello che è decisamente inaccettabile è questo sistematico prolungamento dello stato d’emergenza che sembra non finire mai. Già ci hanno detto che sarà prolungato dopo il 31 dicembre. Capisce bene che andando avanti di questo passo, tirando fuori nuove ondate ad ogni cambio di stagione, non se ne esce più. E’ questo che vogliono? Trasformare lo stato di emergenza nella normalità e limitando definitivamente i diritti e la libertà dei cittadini?”

Cosa pensa della proposta di applicare i lockdown soltanto a chi ha scelto di non vaccinarsi?

“La trovo una proposta pericolosa e mi chiedo dove realmente vogliono arrivare. Oggi si inizia con il discriminare i non vaccinati, domani si passa agli obesi, poi ai fumatori, poi agli alcolisti, poi chissà. Arriveranno a dire che obesi, fumatori, alcolisti meritano l’esclusione sociale o non vanno curati perché in fondo è colpa loro. E’ questo il tipo di società che vogliono costruire?”

Il fatto che certe misure stiano passando con il consenso di una larga fetta di opinione pubblica, quella vaccinata e che vede nel non vaccinato un pericolo, che sta a significare?

“Che l’esperimento è perfettamente riuscito. Era ciò che il sistema voleva, ovvero dividere il Paese con l’arma della paura e imponendo la logica del nemico. Un esperimento sociale in piena regola che ha prodotto l’odio sociale, non contro il sistema, ma nel popolo stesso. Quelli che stiamo vedendo sono segnali molto preoccupanti, perché è proprio con esperimenti simili che si sono poi create le dittature. Fortunatamente la storia non si ripete mai allo stesso modo nonostante segnali forti che fanno prevedere corsi e ricorsi”.

Quali sono i segnali più preoccupanti?

“Il fatto che con la paura del virus sono riusciti a dividere il Paese, i lavoratori, le famiglie, il popolo, in una guerra fra poveri che torna utile al sistema per poter continuare ad agire indisturbato. In Italia sono spariti i licenziamenti, le delocalizzazioni, le vertenze nelle fabbriche, le cartelle esattoriali, si parla soltanto di pandemia e di contagi, con la gente che ormai si è convinta che l’unica emergenza del Paese sia il covid e che tutto il resto non conti nulla. Intanto però i licenziamenti vanno avanti, le multinazionali continuano a trasferire le produzioni all’estero mandando a casa centinaia di lavoratori, le aziende chiudono e la televisione parla soltanto di emergenza sanitaria”.

Hanno imposto la stretta ai cortei di protesta e nessuno ha detto nulla. In altri tempi si sarebbe gridato al pericolo fascismo. Oggi invece tutto avviene con un’opinione pubblica in larga parte consenziente. 

“Per questo parlo di esperimento perfettamente riuscito. Al punto che siamo arrivati a considerare il covid un virus politicamente corretto che colpisce e si diffonde nelle proteste di Trieste contro il green pass ma non nei cortei in favore del Ddl Zan. Tutto questo è assurdo”.

5 Comments

  1. Certa gente, invece di riflettere su quanto detto, si danno alle offese e poi sproloquiano parlando di negazionismo senza averne alcun motivo, certa che vorrebbe toglierti la parola. Mah! Democrazia addio!!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Palermo, alla clinica Candela ambulatori gratis per donne in gravidanza

Articolo successivo

Calcio: Manchester Utd, rinnovo sempre più lontano per Pogba

0  0,00