Omicron, spunta già la quarta dose. E gli esperti vanno nel pallone

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Gli italiani sono ancora alle prese con la terza dose, che il governo con l’ultimo decreto ha anticipato a cinque mesi dalla seconda, e già si parla di una quarta. 

Ipotesi confermata in un’intervista che il quotidiano La Stampa ha realizzato con il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca. L’illustre immunologo, parlando della variante Omicron, ha in pratica affermato che la terza dose potrebbe non rispondere adeguatamente all’ultima mutazione del virus e che quindi sarà necessario un riadattamento dei vaccini.  «Davanti ad altre varianti preoccupanti – spiega Mantovani – come la sudafricana Beta e l’indiana Delta, i vaccini hanno offerto una protezione ridotta, ma significativa. Più aumenta l’allenamento del sistema immunitario, terza dose e antinfluenzale compresi, più cresce il repertorio di quell’orchestra segreta che è il sistema immunitario. Guariti con due dosi e altre persone con tre dosi probabilmente ampliano la risposta immunitaria contro tutte le varianti». E quindi?

Intervistato sull’ipotesi di rinviare la terza dose in attesa di mutare i vaccini ad mRna sulla nuova variante l’immunologo risponde: «Per quanto la tecnologia a mRna sia flessibile servirebbero mesi, mentre è bene proteggersi subito. La terza dose potrebbe dare una buona protezione per Omicron e predisporre meglio a un’eventuale quarta dose aggiornata». Questo il quadro: ma se le cose stanno così che significa questo? Che ogni mutazione che arriva comporta un riattamento dei vaccini, con il risultato che l’ultima dose fatta rischia di non essere mai quella buona? E non si corre il paradosso di vaccini costretti ad inseguire varianti sempre più resistenti invece di prevenirle?

E come sempre avviene da due anni circa a questa parte, la comunità scientifica si divide fra chi sostiene che è troppo presto per fare valutazioni sulla pericolosità della nuova variante, e chi dà già per scontato che non basteranno gli attuali vaccini a proteggerci. Matteo Bassetti ha accusato l’informazione di fare terrorismo (ma pensa un po’) e ospite de La7 ha avvertito: “Bisogna stare molto attenti a fare questo terrorismo, rischiamo di minare profondamente la fiducia dei cittadini nei vaccini. Se non vacciniamo gli stati africani arriveranno altre varianti ancora più aggressive e contagiose. C’è stato un cortocircuito informativo, sono venuto a sapere di questa variante dai media e non dalla comunità scientifica”.

E contemporaneamente Roberto Burioni ospite di Fabio Fazio ammetteva: “”La variante Omicron non è apparsa 15 giorni fa. Se si vanno ad analizzare le mutazioni presenti sul genoma, ritengo molto improbabile sia apparsa da meno di 3 mesi: non ce ne siamo accorti, ma c’era già”. E chi se ne sarebbe dovuto accorgere? Poi ci si meraviglia se i cittadini non hanno più fiducia nella scienza……

 

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