Stato d’emergenza, tutti i dubbi di Draghi sulla proroga

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Stato di emergenza sì, anzi no, forse. I rumors di palazzo riferiscono di un Mario Draghi molto incerto sull’eventualità di prorogare lo stato di emergenza pandemico oltre il 31 dicembre 2021. Non a caso il premier finora non ha né confermato, né smentito, questa volontà.

Repubblica e il Fatto quotidiano riferiscono di un Draghi intenzionato a non prorogare oltre l’anno in corso l’emergenza, ma non tanto per motivi di carattere tecnico e sanitari legati alla pandemia, quanto piuttosto per ragioni prettamente politiche.

Il premier sa perfettamente che nella sua maggioranza c’è chi non gradisce la sua salita al Quirinale; non la vuole Silvio Berlusconi che spera di succedere a Mattarella e sta lavorando per questo, ma non la vuole neanche Enrico Letta che senza più l’ex presidente della Bce a Palazzo Chigi vede sempre più probabili le elezioni nel 2022 che il Pd affronterebbe impreparato e senza una solida coalizione in grado di battere il centrodestra. I tentativi di alleanza con il M5S di Conte non sono finora andati a buon fine: serve più tempo per consolidare i legami politici e superare le forti resistenze che permangono tanto fra i dem che fra i pentastellati.

Draghi ha finora chiaramente dimostrato di ambire a diventare Capo dello Stato, anche soltanto non chiamandosi fuori dalla partita come invece ha fatto Mattarella declinando l’ipotesi di un bis. La proroga dello stato d’emergenza, come riportano Repubblica e Il Fatto, rischierebbe di diventare per Draghi un pericoloso boomerang: perché l’attuale premier è stato chiamato proprio per gestire l’emergenza e dunque finché questa permane, diventerebbe molto difficile per lui poter giustificare un disimpegno dal governo per trasferirsi al Quirinale. Per questo Pd e Forza Italia, che non vogliono le elezioni anticipate e Draghi al Colle, spingono per prorogare lo stato d’emergenza, diversamente dalla Lega che invece si oppone, proprio perché spera, con Draghi Presidente della Repubblica, di chiudere l’esperienza del governo di tutti tornando subito alle urne.

Draghi quindi, riferiscono fonti di palazzo, starebbe valutando seriamente di non prorogare ulteriormente l’emergenza, dal momento che le vaccinazioni procedono spedite e anche l’impianto del Recovery è stato messo in sicurezza. Tuttavia la fine dell’emergenza comporterebbe lo smantellamento delle strutture commissariali e non consentirebbe più nemmeno di imporre restrizioni. E all’orizzonte c’è la variante Omicron che desta preoccupazione.

Il governo potrebbe anche decidere una proroga di un mese, fino al 31 gennaio 2022, se a fine anno i dati epidemiologici dovessero destare preoccupazione, ma senza impegnare Draghi a febbraio quando si procederà con l’elezione del Capo dello Stato.

Repubblica rivela inoltre che allo studio del governo, per scongiurare la proroga dell’emergenza tenendo comunque alta la guardia, ci sarebbe anche l’idea di spostare sotto la Protezione civile la struttura commissariale, con pieni poteri in campo amministrativo e nella gestione dei contratti, e di avvalersi del Comando operativo di vertice interforze (Covi) – al cui vertice sarà nominato il generale Francesco Figliuolo – per le operazioni sul campo utili a fronteggiare il Covid.

Tutte ipotesi che ovviamente nascono da indiscrezioni di Palazzo, ma il fatto che il premier sulla proroga dell’emergenza si mantenga cauto rinviando ogni decisione ai dati delle ultime settimane dell’anno, sembra confermare tutti i sospetti. 

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