Vaccini e Omicron. Il modello etico-sanitario è agli sgoccioli. Ecco le prove

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Adesso la cosa più grottesca per gli italiani sarà vedere un Palazzo che sceglie il presidente della Repubblica, avvalendosi di parlamentari o delegati regionali, in seduta comune, “positivi ma asintomatici”, oppure “febbricitanti ma negativi”. Come dire, lo “schema Marchese del Grillo”: “Io sono io e voi non siete un c….”.

Ma la gente, che si è subito omologata nel fare militarmente le file per i tamponi, che ha offerto il braccio per vaccinarsi, ha partecipato (specialmente i giovani), presentandosi in massa ai punti vaccinali, ottenendo in cambio musica da concerto o una bella copia della Costituzione (che il Palazzo ha totalmente bypassato), che ha indossato mascherine da “militante mistico”, accettato lockdown e quarantene da discutere (la catena di Sant’Antonio dei positivi), cosa può o potrà pensare? Cosa manca al popolo per reagire? Tutti cornuti e mazziati a cui piace pure la fregatura? Speriamo che la politica si ravveda, e che queste siano solo proposte, ma tanto per la casta c’è sempre una giustificazione superiore. Il fatto che le abbiano ipotizzate è già emblematico.

Comunque, la sensazione che si ha è che l’intero impianto dello Stato etico-sanitario sia agli sgoccioli. Gli stessi soloni in camice bianco stanno modificando, correggendo, la loro comunicazione. E la cosa divertente è che osservatori, politici, intellettuali, le bandiere del pensiero “unico vaccinista” sono i primi a restare indietro, alle vecchie narrazioni. E ripetono a pappagallo concetti vecchi di mesi. Certo, sarebbe simpatico ricordare ai cosiddetti esperti quello che sostenevano con solenne religiosità (e non secondo le regole dell’empirismo scientifico), qualche tempo fa. Ma tant’è. Pure loro avrebbero sempre una giustificazione oggettiva: abbiamo sperimentato, verificato, studiato etc. Moderando però, di tanto i toni arroganti dello scorso anno.

La frase mantra che tv, tg, medici, politici, continuano, ad esempio, a sostenere è che la variante Omicron sia “meno letale” (residuo di comunicazione terroristica, al posto di “leggera”), grazie ai vaccini e al Green Pass.
Luoghi comuni smentiti dai fatti. La variante Omicron è partita dal Sud Africa, direttamente come è arrivata a noi, e lì i vaccinati sono appena il 30% della popolazione. E quel paese a oggi ha più o meno gli stessi nostri numeri di ricoveri, terapie intensive e positivi.
Grazie al Green Pass? Sapete chi si contagia di Omicron oggi? In maggioranza proprio i vaccinati. Quelli che pensavano (a causa della comunicazione ufficiale) che il passaporto verde fosse il “tana libera tutti”. E infatti, i possessori di Green Pass si sono comportanti come tali e si sono contagiati. L’ultima prova, il traghetto da Palermo a Napoli, con un focolaio di positivi. Prova ne sono le centinaia di esposti che stanno arrivando al ministero della Salute per procurata pandemia.

E che fa il governo e i suoi membri del Css? Insiste nella vaccinazione, sapendo benissimo che ormai i vaccini hanno un’efficacia ridotta (5 mesi), altrimenti tutti i vaccinati non si sarebbero contagiati. E insiste nell’assegnare ai guariti un tempo preciso (5 mesi); dopo di che si riammaleranno? No, per vaccinarli. Ma allora il tema non è combattere il Covid, ma vaccinarsi.

E ancora: l’esecutivo non riesce proprio ad affermare che i protocolli di prima cura erano e sono sbagliati (c’è ancora qualche medico che prescrive la tachipirina e la vigile attesa), e che per affrontare il virus c’è bisogno di una pluralità di interventi: vaccini (che sono solo un freno, non la garanzia di salvezza), monoclonali, plasma iperimmune e cure domiciliari etc.

E ancora: nell’ultima conferenza stampa, oltre ad aver assistito alla solita solfa demonizzante verso i no-vax, capro espiatorio di ogni fiasco istituzionale (Draghi che afferma che il contagio dipende dai non vaccinati), abbiamo sentito i dati dell’Iss letti e interpretati male. Se letti, invece, bene, anziché prendersela con i non vaccinati ricoverati o in terapia intensiva, avrebbero certificato un’altra verità: è maggiore il numero dei ricoverati e di persone finite in terapia intensiva, vaccinati da meno di 4 mesi, rispetto a quelli vaccinati da più di 4 mesi.
Un bel punto interrogativo che la dice lunga sul resto.

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