Quirinale. Fischio di inizio e palla “al centro”? Ma attenzione, il 13 porta sfortuna

2 minuti di lettura

Oggi parte ufficialmente la conta dei grandi elettori (parlamento in seduta comune, più i delegati regionali), per scegliere il 13esimo presidente della Repubblica. Ma il numero 13, come noto, non porta propriamente fortuna. Per il cristianesimo la spiegazione è ovvia.

Gli Apostoli erano 12 e la tredicesima persona era il traditore Giuda Iscariota. Gli Apostoli (i tessitori dei nomi), si conoscono, ma chi sarà il “traditore”? O meglio, chi, ago della bilancia, farà valere i suoi numeri? Ancora una volta Renzi (artefice del disarcionamento di Conte e della nomina dell’attuale premier)? Renzi, che prima gioca a sinistra (incontra Letta e concorda sul nome di Draghi), e poi magari se ne tornerà a destra sparigliando i giochi?

Per ora, i pupari, gli addetti ai lavori e i doppiogiochisti, sono tanti. Tutti possibili patrioti e tutti possibili traditori degli accordi presi o delle intese appena accennate; al punto che se il buon giorno si vede dal mattino (le stucchevoli nomination mediatiche uscite sui giornali), qualcuno ha addirittura dichiarato di preferire la monarchia (il giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese).

Sicuramente al primo giro le squadre punteranno al nulla di fatto. Schermaglie tattiche. Il centro-sinistra ha già detto che voterà scheda bianca (senza nomi). Le strategie contrapposte e speculari mirano, infatti, alla quarta votazione, quando sarà necessaria solo la maggioranza di 505 voti.

Pesano su questa scelta quirinalizia, la debolezza strutturale della Repubblica, la politica commissariata (ancora in emergenza economica e pandemica), la mediocrità dei partiti e dei relativi leader.
E a complicare le cose ci si è messo il numero uno dei papabili, Mario Draghi, quando nel corso della sua penultima conferenza stampa, ha fatto capire chiaramente le sue intenzioni collegandole (ricattando la sua maggioranza trasversale), alla stabilità di Palazzo Chigi (“non è pensabile una maggioranza che si rompe per il Colle e poi si riforma per il futuro governo”). Un errore di fondo: primo, perché ha indebolito le sue stesse chance; secondo, perché nella nostra storia istituzionale, da sempre, ci sono state maggioranze diverse, per i due alti incarichi.

Silvio Berlusconi, dal canto suo, per ragioni familiari, di salute, aziendali o politiche, ha rinunciato: un dietrofront che ha vanificato “l’operazione scoiattolo”, ma che può essergli utile, per tornare a sorpresa nella quarta votazione. E anche qui, per due ragioni: ha tolto Salvini e la Meloni dall’imbarazzo di restare al palo e ha stoppato l’interdizione della sinistra, obbligando specialmente il Pd e i grillini a uscire allo scoperto.

La verità è che per il collegamento diretto e indiretto “Quirinale-Palazzo Chigi”, la partita è molto complicata e gli schieramenti sono tra il panico e il caos. La Meloni vorrebbe Draghi al Quirinale, solo per andare subito al voto. Salvini, vuole un nome importante da decidere in prima battuta, congelando super-Mario al governo. Nel frattempo si è incontrato con Conte e ha telefonato a Letta. I 5Stelle non vogliono Draghi, e la manovra Fraccaro (finalizzata a spostare i voti verso destra, con Tremonti, non si è capito se sia stata autorizzata o meno dall’Avvocato).

Il centro-sinistra naviga a vista. Letta si è visto con l’odiato Renzi e insieme hanno convenuto su Draghi, con un annesso patto di legislatura. Non a caso entrambi hanno problemi di tenuta interna. E il premier? Oltre ad aver sbagliato metodo, vorrebbe un suo uomo a Palazzo Chigi per assicurare la continuità della sua azione (rapporti con la Ue, gestione del Recovery, e politica vaccinista), tipo Colao, Franco, o la Cartabia (gradita pure a Mattarella).

Insomma, un bel rebus. Un puzzle difficile da risolvere. A cui si dovranno aggiungere peones e franchi tiratori. Comunque oggi, fine degli allenamenti, inizia la partita. Fischio di inizio e palla “al centro”. Che sia più di un modo di dire?

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Atlanta vince sul campo di Charlotte, 10 punti di Gallinari

Articolo successivo

Quirinale. Eleggere Draghi? Ecco come continua a dividere gli italiani

0  0,00