/

Canada, i camionisti modello Trieste. Il regista è sempre Putin

1 minuto di lettura

Nessuno avrebbe mai immaginato che i canadesi si sarebbero abbandonati a proteste selvagge. Il Canada è sempre stato un paese molto tranquillo e pacato. La vita pubblica canadese addirittura monotona, dominata com’è da un conservatorismo di fondo.
Eppure, contrariamente a tutte le previsioni, il Canada si sta ribellando al regime sanitario dei passaporti ed alle imposizioni del governo Trudeau.

Si chiama “Convoglio della libertà 2022 (Freedom Convoy)”, il movimento di massa contro il mandato Covid, che si sta svolgendo in tutto il paese, da costa a costa.
Un numero davvero impressionante di camion, circa 50mila, provenienti da tutto il Canada, si sono diretti verso Ottawa. Forse si tratta della protesta più eclatante e con maggiore partecipazione di popolo di tutta la storia nazionale. E, con tutta probabilità, il convoglio di camion, che si è formato in questi giorni in Canada, è il più lungo del mondo.

Ma, non sono soltanto i camionisti a protestare. La popolazione sta accorrendo ai cavalcavia con le bandiere nazionali per acclamare i camionisti che passano. A cui si stanno aggiungendo altri lavoratori non solo canadesi, ma pure provenienti dagli Usa. E’ un po’ l’effetto-Trieste che c’è stato da noi.
Si è scatenata inoltre, perfino una gara di solidarietà per sostenere la protesta. Sono già stati raccolti 6,5 milioni di dollari canadesi, per sopperire alle necessità dei camionisti, in termini di fondi per carburante, cibo e altri bisogni immediati.

Che cosa chiedono gli organizzatori della clamorosa protesta?
1) che vengano aboliti i passaporti vaccinali e tutti gli altri programmi obbligatori di tracciabilità dei contatti e sistemi di passaporti fra uno stato e l’altro del Canada;

2) che siano eliminati gli obblighi di vaccinazione Covid con pieno rispetto dei diritti di coloro che desiderano per qualsiasi motivo rimanere non vaccinati;

3) che cessino gli attacchi verbali divisivi, rivolti ai canadesi che non sono in linea con il governo;

4) che siano eliminate tutte le misure coercitive, che limitano il dibattito e che censurano le opinioni dei dissenzienti.

Alcuni sospettano che agenti governativi si stiano infiltrando tra gli autori delle proteste per provocare violenze e dare modo così al governo di reprimere la protesta con la forza. Ma finora senza ottenere grandi successi. Anzi, la protesta dei camionisti divampa ancora di più e si sta trasformando in una rivolta anti-governativa. Per questi motivi il premier Justin Trudeau ha dovuto lasciare la sua residenza nella capitale per un rifugio segreto.
La cosa più esilarante è che la Tv canadese ha accusato agenti russi di aggiungere carburante al fuoco delle proteste. Il leit-motiv è alla fine sempre lo stesso, è sempre colpa di Putin. Di fronte alle manifestazioni opposte al mainstream, la narrazione è scontata e globale: caproespiatorio, delegittimazione e demonizzazione del “nemico”. Questo quando se ne parla. Ma prima, silenzio stampa. Anche da noi i media hanno cominciato a parlare del caso-Canada con un ritardo di due giorni.

Francesco Tallarico

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Morto l’ex presidente di Venezia e Palermo Maurizio Zamparini

Articolo successivo

Morto Tito Stagno, a lungo capo del settore Sport di Rai Uno

0  0,00