Green pass, Forza Italia apre alla Lega e per Draghi tutto si complica

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Prove di campagna elettorale nel governo. La maggioranza che sostiene Draghi è sempre più traballante e nelle ultime ore se ne è avuta un’ulteriore dimostrazione. 

Ieri in commissione Affari sociali della Camera è stato votato un sub-emendamento al decreto Covid presentato dalla Lega con cui si chiedeva di abolire il green pass il 31 marzo, alla scadenza dello stato d’emergenza. L’emendamento è stato bocciato con i voti contrari di Pd, Iv, M5s e Leu, ma la novità è stata rappresentata dalla posizione di Forza Italia che ha scelto di astenersi. Una mossa che è stata da molti letta come un segnale di disponibilità rivolto agli alleati leghisti e meloniani che hanno votato per abolire il green pass dal primo aprile.

E’ la prima volta che gli azzurri sui temi della lotta al Covid assumono una posizione contraria a quella del governo che si era espresso contro l’iniziativa leghista. Anzi, la critica che dal Carroccio è sempre arrivata all’indirizzo dei forzisti, è quella di aver fatto asse con il Pd proprio per isolare le posizioni di Salvini e rafforzare la politica di Draghi nella lotta alla pandemia.

All’interno di Forza Italia starebbe riprendendo forza l’ala cosiddetta conservatrice incarnata da Tajani, Gasparri ed altri, decisa a mantenere l’unità del centrodestra, in contrapposizione a quella draghiana capitanata dai ministri, Brunetta in testa. E adesso anche Berlusconi ha sposato l’idea di rivedere i provvedimenti restrittivi adottati dal governo, seguendo il modello inglese, riaprendo l’Italia ed eliminando anche il green pass, ritenendo maturi i tempi per una convivenza con il virus.

Un brutto segnale per Draghi che teme di veder trasformato il governo in un campo di battaglia elettorale in vista delle elezioni politiche del 2023. E teme di non poter più contare nemmeno sul ministro Giancarlo Giorgetti che fino ad oggi ha sempre frenato ed arginato le posizioni controcorrente di Salvini. E’ stato proprio il ministro leghista a dichiarare che “lo stato di emergenza è eccezionale, un’ulteriore proroga richiederebbe una situazione eccezionalissima che francamente non vedo. Non ci sono né le condizioni sanitarie né costituzionali per una ipotesi di questo genere”. Ipotesi invece caldeggiata dal ministro della Salute Speranza convinto che sia rischioso allentare le restrizioni.

Ma la doccia fredda è sicuramente arrivata da Forza Italia con il capogruppo in Commissione Affari sociali Roberto Bagnasco che ha dichiarato: “Nel merito mi sento abbastanza vicino a quel che pensa la Lega. È un tema condiviso, ma la tenuta della maggioranza è più importante”.  Da qui l’astensione degli azzurri motivata dall’esigenza di non creare eccessivi danni all’esecutivo, ma anche di evidenziare come la posizione dei berluscones non sia quella del centrosinistra. Lo confermano le parole stesse di Silvio Berlusconi che in una nota ha ribadito: “Come deciso in molti Paesi europei, è arrivato anche in Italia il momento di rendere meno stringenti le norme per contrastare la diffusione del Covid. Siamo al lavoro – si legge nella nota – per scrivere un piano di graduale dismissione del Green pass a partire dai contesti che, secondo gli esperti, risultano meno pericolosi per la salute pubblica, come le attività commerciali e di intrattenimento. Questo piano verrà consegnato al governo nei prossimi giorni”. E sebbene Draghi abbia chiarito che la dismissione graduale delle restrizioni è anche l’obiettivo del governo, appare molto difficile che su questo punto la maggioranza possa procedere compatta. Le vicende di questi giorni e gli strappi della Lega stanno a testimoniare che l’unità nazionale ormai è un lontanissimo ricordo.

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