Mascherine, cosa cambia dal primo maggio: dove indossarle

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Mascherine sì, no, nì. Il governo sta discutendo cosa fare con i dispositivi di protezione individuale a partire dal primo maggio. Se sembra ormai certo che il green pass non servirà più per accedere nei locali, sul destino delle mascherine invece il dibattito è aperto.

Come riporta l’Ansa sarà un emendamento al decreto legge del 24 marzo scorso che ha sancito la fine dello stato di emergenza ed una ordinanza ‘ponte’ del Ministro della Salute, a stabilire le nuove regole per l’uso delle mascherine al chiuso.

Iniziamo dal green pass; non sarà più richiesto per accedere nei luoghi di lavoro o al chiuso ma continuerà ad essere obbligatorio per esercenti, lavoratori degli ospedali e delle Rsa. Quindi non servirà più per mangiare nei ristoranti, sedersi ai tavoli dei bar, entrare nei cinema, nei teatri e nelle altre strutture al chiuso. Nonostante ormai tutti abbiano capito che il green pass non ha alcuna valenza sanitaria visto che non è in grado di certificare se un soggetto è o no contagioso, c’è chi tuttavia ritiene sbagliato abolirlo. E’ il caso dell’ex direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, il professor Massimo Galli che ha detto ai microfoni di iNews24: ” Sull’eliminazione del Green pass rischia di esserci un condono sanitario per tutti quelli che hanno deciso di non vaccinarsi, scelta che tra l’altro non è un esercizio della libertà, ma un disprezzo di quella degli altri. Il Green pass non è un fattore di limitazione insuperabile nel momento in cui lo si gestisca con la dovuta attenzione. Sarebbe necessaria più prudenza di quella che si vuole esercitare”. Ma la sua appare una posizione isolata anche all’interno della comunità scientifica dove tutti sono ormai concordi sul fatto che il green pass sia stato necessario unicamente per “obbligare” più gente possibile a vaccinarsi, ma non abbia alcuna utilità nel limitare o impedire la circolazione del virus.

Per quanto riguarda invece le mascherine resteranno obbligatorie per viaggiare sui mezzi del trasporto pubblico locale, ma anche sui treni, aerei e navi. Dovranno continuare ad essere utilizzate anche nei cinema, teatri e palazzetti dello sport al chiuso. Ancora non è stata presa una decisione per ciò che riguarda i luoghi di lavoro e la scuola, anche se visto che l’anno scolastico sta volgendo al termine l’orientamento prevalente sarebbe quello di mantenere l’obbligo. Sui luoghi di lavoro dovrebbe esserci una normativa unica, senza distinzione fra pubblico e privato. Per il sottosegretario Pierpaolo Sileri “in questo momento delicato di transizione del Covid, secondo la mia opinione nelle prossime 2-3 settimane le mascherine dovrebbero essere tenute al chiuso anche negli ambienti di lavoro”. E questa probabilmente sarà la direzione che il governo prenderà.

Anche per ciò che riguarda i negozi ci sono orientamenti diversi. Si punta a mantenere l’obbligo per i centri commerciali nel weekend quando sono più affollati, ma anche per barbieri, parrucchieri e centri estetici. La mascherina potrebbe restare obbligatoria anche all’aperto nel caso di stadi o concertoni, dove si verificano quegli assembramenti ritenuti dagli esperti della Salute comunque veicolo di contagio. Sui mezzi di trasporto dovrebbe restare in vigore l’obbligo di indossare la mascherina Fp2 mentre negli altri luoghi potrebbe bastare la chirurgica. Decisioni definitive arriveranno nelle prossime ore.

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