La catastrofe che sta per abbattersi sull’Europa

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I governi dell’Unione Europea, spinti dagli Usa, stanno cercando di isolare la Russia con le sanzioni, peraltro senza successo, perché quasi tutti i paesi dell’Asia continentale continuano a sostenere l’economia russa. Invece di baloccarsi con questi giochi di guerra, i governanti europei dovrebbero occuparsi di ben altro, se avessero a cuore le sorti dei loro cittadini.

E’ stato, infatti, calcolato che dal 2018 al 1° ottobre 2021 soltanto l’Ucraina ha esportato nel mondo ben 180 milioni di tonnellate di mais, grano e orzo. I principali destinatari e consumatori dei cereali ucraini sono stati i paesi dell’Africa, dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Europa. Anche la Russia negli anni passati ha esportato nei suddetti paesi del mondo cospicue quantità di grano.

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina questo mastodontico export di cereali ucraini si è fermato. Nei porti ucraini di Mariupol e Odessa le navi container cariche di cereali destinati all’estero sono ferme. Le imbarcazioni non possono salpare a causa delle operazioni belliche, che rendono pericolose le operazioni portuali e la stessa navigazione nelle tormentate acque del Mar Nero e del Mar d’Azov.
Quanto al grano russo destinato all’esportazione, le sanzioni occidentali ne hanno bloccato quasi completamente lo smercio.

Le conseguenze di ciò sono talmente catastrofiche, che è difficile immaginarne la portata. Due miliardi di persone, appartenenti ai paesi più poveri dell’Africa, dell’Asia e del Medio Oriente rischiano di morire di fame. Anche per i più benestanti europei la situazione sarà difficile, perché la scarsità di derrate cerealicole farà lievitare i prezzi, già alti a causa dell’inflazione.

Ma ciò che spaventa di più è la prevedibile ondata migratoria che ne seguirà, che farà impallidire quelle già verificatesi in Europa, soprattutto nel 2015. Torme di poveri africani e arabi affamati invaderanno il continente europeo, provocando rivolte, violenze, saccheggi e razzie. I già fragili ordinamenti dei paesi europei saranno travolti, come le loro istituzioni, le economie, la sanità, il welfare, etc..

Così la politica antirussa imposta all’Ue dagli “alleati” statunitensi gioca ancora una volta contro gli stessi europei, avvicinando la fine del Vecchio Mondo, non già con le armi atomiche, ma a causa di milioni di migranti affamati.
Molto indicativa a questo riguardo è stata la reazione di un grande paese asiatico come l’India, che deve sfamare più di un miliardo di persone, che compongono la sua popolazione: l’India ha vietato l’esportazione di grano all’estero. Le riserve cerealicole nazionali sono state perciò qualificate come “strategiche”. Nelle future guerre 2.0 non si combatterà più soltanto per il territorio, ma anche per le risorse come l’acqua, i cereali e quant’altro.

 

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