Francesco sceglie i nuovi cardinali: chi sono e gli esclusi eccellenti

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Il prossimo 27 agosto papa Francesco terrà un Concistoro in cui creerà 21 nuovi cardinali, di cui 16 elettori e cinque ultra-ottantenni.

Lo ha annunciato lo stesso Pontefice ieri durante il Regina Coeli in occasione della solennità dell’Ascensione di Gesù

“Preghiamo per i nuovi cardinali affinché confermando la loro adesione a Cristo mi aiutino nel mio ministero di vescovo di Roma per il bene di tutto il santo popolo fedele di Dio”, ha detto papa Francesco dopo aver letto l’elenco dei 21 nuovi cardinali.

Ecco chi sono:

S.E.R. Mons. Arthur Roche – Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. 2. S.E.R. Mons. Lazzaro You Heung sik – Prefetto della Congregazione per il Clero. 3. S.E.R. Mons. Fernando Vérgez Alzaga L.C. – Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. 4. S.E.R. Mons. Jean-Marc Aveline – Arcivescovo Metropolita di Marseille (Francia). 5. S.E.R. Mons. Peter Okpaleke – Vescovo di Ekwulobia (Nigeria). 6. S.E.R. Mons. Leonardo Ulrich Steiner, O.F.M. – Arcivescovo Metropolita di Manaus (Brasile). 7. S.E.R. Mons. Filipe Neri António Sebastião di Rosário Ferrão – Arcivescovo di Goa e Damão (India). 8. S.E.R. Mons. Robert Walter McElroy – Vescovo di San Diego (U.S.A) 9. S.E.R. Mons. Virgilio Do Carmo Da Silva, S.D.B. – Arcivescovo di Dili (Timor Orientale). 10. S.E.R. Mons. Oscar Cantoni – Vescovo di Como (Italia). 11. S.E.R. Mons. Anthony Poola – Arcivescovo di Hyderabad (India). 12. S.E.R. Mons. Paulo Cezar Costa – Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Brasília (Brasile). 13. S.E.R. Mons. Richard Kuuia Baawobr M. Afr – Vescovo di Wa (Ghana). 14. S.E.R. Mons. William Goh Seng Chye – Arcivescovo di Singapore (Singapore). 15. S.E.R. Mons. Adalberto Martínez Flores – Arcivescovo Metropolita di Asunción (Paraguay). 16. S.E.R. Mons. Giorgio Marengo, I.M.C. – Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar (Mongolia), 1. S.E.R. Mons. Jorge Enrique Jiménez Carvajal – Arcivescovo Emerito di Cartagena (Colombia). 2. S.E.R. Mons. Lucas Van Looy sdb – Arcivescovo Emerito di Gent (Belgio). 3. S.E.R. Mons. Arrigo Miglio – Arcivescovo Emerito di Cagliari (Italia). 4. R.P. Gianfranco Ghirlanda sj. – Professore di Teologia. 5. Mons. Fortunato Frezza – Canonico di San Pietro”.

Il primo commento a caldo che si può fare è che ancora una volta papa Francesco ha dato un respiro internazionale alle nomine e soprattutto ha rafforzato il fronte asiatico. Infatti fra i 16 potenziali elettori quelli provenienti dall’Asia sono sei, il numero maggiore mentre i restanti sono 4 europei, 3 latinoamericani, 2 africani, 1 degli Usa.

Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani scrive: “A fine agosto la distribuzione geografica dei 132 elettori sarà quindi questa: Europa 53 (scenderanno a 50 a fine anno e a 44 entro settembre ’23), America latina 24 (scenderanno a 21 entro fine anno), Asia 21, Africa 17, Nord America 14, Oceania 3″.

Scorrendo la lista anche stavolta salta agli occhi l’assenza degli arcivescovi italiani che governano le grandi città. Niente da fare per Mario Delpini arcivescovo metropolita di Milano, che a quanto pare dovrà attendere ancora, il prossimo concistoro forse o, speriamo non per lui, il prossimo papa; si è probabilmente ormai rassegnato il patriarca di Venezia Francesco Moraglia che da nove anni viene indicato come papabile cardinale, restando a bocca asciutta ad ogni annuncio di concistoro; nonostante il patriarcato di Venezia sia una sede tradizionalmente cardinalizia, da cui nel secolo scorso sono usciti ben tre papi, San Pio X, san Giovanni XXIII e il beato Giovanni Paolo I. Fumata nera anche per l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice che pure molti indicano come vicinissimo a Bergoglio e da questi molto stimato. Inoltre la nomina di Lorefice sarebbe stata anche simbolicamente importante, vista la battaglia che l’arcivescovo ha portato avanti in questi anni nella sua arcidiocesi contro l’ex sacerdote Alessandro Minutella sostenitore dell’invalidità della rinuncia di Benedetto XVI e della conseguente elezione di papa Francesco e che ha creato uno scisma nella chiesa palermitana; che Lorefice ha dovuto gestire con notevoli difficoltà. La sua nomina a cardinale insomma sarebbe stato un giusto riconoscimento per la tenacia e la determinazione con cui ha difeso l’autorità del papa, messa seriamente in discussione con azioni e gesti eclatanti. Sorprende anche l’assenza di monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, che proprio Francesco ha voluto come successore di Sepe e che era stato anche indicato come possibile nuovo presidente della Cei. Non sorprende invece più di tanto l’assenza dell’arcivescovo metropolita di Torino Roberto Repole, nominato lo scorso 19 febbraio ancora forse troppo giovane per indossare la porpora.

A sorpresa è invece uscito il nome dell’arcivescovo Arrigo Miglio, che però ha lasciato la guida dell’arcidiocesi di Cagliari per raggiunti limiti d’età, figura molto conosciuta nel mondo del sindacalismo italiano per il suo costante impegno in difesa dei diritti dei lavoratori e per le sue politiche di stampo fortemente sociale che lo hanno portato spesso ad essere descritto dai media come un vescovo di sinistra. Sorprende anche la nomina di monsignor Oscar Cantoni, vescovo di Como, premiato probabilmente per il suo forte impegno nel campo della pastorale e della formazione dei giovani, considerato uomo di preghiera e pastore ascetico. Su di lui in passato è piovuta l’accusa di aver coperto e protetto un prete pedofilo, accusa da cui però Cantone è uscito indenne sul piano giudiziario, anche se non troppo da quello mediatico. Francesco lo avrà voluto ricompensare anche per questo?

Altra esclusione, che sorprende ancora una volta, è quella dell’arcivescovo di Campobasso Giancarlo Maria Bregantini, testimone della lotta contro la ‘ndrangheta in Calabria ai tempi in cui era vescovo di Locri con le scomuniche ai mafiosi, e impegnato molto sul fronte della lotta alle ingiustizie sociali, assumendo spesso posizioni molto scomode contro i governi con riferimento alle leggi di riforma del mercato del lavoro. Altro vescovo considerato molto vicino a papa Francesco, ma anche molto attivo sul fronte della difesa dei temi etici, al punto da aver contestato apertamente la legge Cirinnà sulle unioni civili. Il papa lo definì “un pastore che porta addosso l’odore delle pecore”. Eppure in nove anni  la porpora non è mai arrivata nemmeno per lui.

C’è grande attenzione intorno ai nuovi cardinali, soprattutto perché torna a modificarsi la composizione di un eventuale conclave. Il collegio cardinalizio ad agosto come detto salirà a 229 cardinali di cui 131 elettori.

Dentro le mura leonine circola il legittimo sospetto che le nuove nomine di Francesco siano una risposta ai tentativi di manovre pre-conclave messe in atto nei gorni in cui il pontefice era ricoverato al Gemelli e si susseguivano voci allarmanti sulle sue condizioni di salute. Francesco stesso rivelò di essere venuto a conoscenza di conciliaboli fra cardinali elettori per individuare un potenziale candidato alla successione, con tanto di nominativi circolati sulla stampa.

Una cosa è però certa: papa Francesco non intende ritirarsi, come da più parti si è vociferato, e lo ha fatto capire a chiare lettere dicendo: “Preghiamo per i nuovi cardinali affinché confermando la loro adesione a Cristo mi aiutino nel mio ministero di vescovo di Roma per il bene di tutto il santo popolo fedele di Dio”. Il conclave può attendere.

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