Elezioni Legislative in Francia. Al primo turno possibile testa a testa tra il presidente e Jean Luc Mélenchon
Nelle prossime elezioni legislative in Francia, il 12 e 19 giugno i francesi saranno chiamati ad eleggere i 577 deputati che li rappresenteranno all’ Assemblée Nationale.
Se nessun candidato otterrà la maggioranza al primo turno, i due candidati più forti si sfideranno al ballottaggio.
Il presidente Emmanuel Macron saprà se potrà contare su una maggioranza a lui favorevole, come quella del suo primo mandato, o se invece dovrà negoziare ogni provvedimento con altre forze politiche.
In passato è accaduto che il presidente della Repubblica e il capo del governo appartenessero a partiti diversi, la cosiddetta “cohabitation”: in questa situazione i poteri del presidente sono molto limitati.
Le legislative rappresentano quindi un’importante opportunità per le forze politiche e per non ripetere l’errore delle presidenziali, Jean Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, ha dato vita a un accordo storico tra alcuni partiti con l’alleanza NUPES (Nouvelle Union populaire écologique et sociale) che mette insieme il Parti Communiste Français (PCF), il Parti Socialiste (PS), Europe Ecologie Les Verts (EELV) e La France Insoumise (LFI)
Inoltre il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA) ha scelto di sostenere le candidature dei Nupes, pur non aderendo all’alleanza, in quasi cento collegi, per “indebolire” la maggioranza presidenziale.
Questi partiti hanno corso separatamente alle presidenziali e proprio Melenchon, che aveva ottenuto il 22 per cento dei voti, restò escluso dal ballottaggio che andò a favore di Marine Le Pen .
Denominatore comune del NUPES sarebbe l’opposizione ad alcune delle riforme annunciate da Macron ma non mancano i punti di contrasto.
Uno dei punti più controversi degli accordi riguarda l’ipotesi della «disobbedienza» ai trattati dell’Unione Europea sui temi economici e di bilancio.
Da parte sua il Presidente può contare sull’alleanza elettorale centrista Ensemble che comprende, oltre a Renaissance (nuovo nome de La Republique En Marche) dello stesso Macron, i centristi del Movimento Democratico (MoDem) e Horizons, il partito dell’ex primo ministro francese, Edouard Philippe.
Rassemblement National di Marine Le Pen, Reconquête di Eric Zemmour e la destra di Les Républicains (LR), invece, non hanno formato coalizioni.
Al momento si prevede un testa a testa tra la maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron e la sinistra riunita intorno a Jean-Luc Mélenchon. Anzi gli ultimi sondaggi sono a favore del Nupes che potrebbe essere avvantaggiato al primo turno anche a causa del cosiddetto “effetto carrozzone”, gli elettori tendono a votare di più per i candidati percepiti come possibili vincitori.
Ma un vantaggio nel primo turno non comporta seggi in Parlamento e al ballottaggio la tendenza al voto favorisce i partiti di centro. Quindi un vantaggio significativo per il presidente in carica.
Emmanuel Macron sta cercando di ricostruire un legame con i francesi per convincerli che un cambiamento può essere possibile nell’istruzione, lo stato sociale, la salute.
Proprio per le carenze nella sanità pubblica e la scarsità di personale infermieristico, ha annunciato una “missione flash” sulle emergenze ospedaliere.
E per l’istruzione il capo dell’Eliseo ha proposto un progetto per l’integrazione dei bambini di famiglie disagiate.
Ha messo da parte per il momento la proposta di riforma dell’innalzamento dell’età pensionabile che aveva creato molti malumori.
Di solito in Francia per le Legislative è alto il tasso di astensione. Il 74% dei francesi si dicono interessati, ma la partecipazione al voto si aggira tra il 45% e il 49%.
In questa campagna elettorale particolarmente incerta, un’altra sfida importante sarà portare la popolazione alle urne.
di Sofia Barilari



