Gli italiani “evasori mentali” vanno in vacanza. Il pensiero unico vaccinista no

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Gli italiani partono per le vacanze. Del resto, il sole cocente e il tasso di umidità che ha raggiunto quota 80%, hanno invogliato l’esodo. Ma cosa ci aspetta una volta terminato il riposo?

E’ noto che questa fuga in massa dalle città abbia un costo drammatico: inflazione, aumento esponenziale del carburante, dei generi alimentari, dei voli, dei luoghi di villeggiatura (alberghi, ristoranti etc).
Il governo parla di speculazione, ma la sensazione che si ha è che Draghi non abbia la lucidità e la preparazione per affrontare temi a 360 gradi, né la sua maggioranza-Brancaleone (con dentro tutto e il contrario di tutto), in odore di elezioni, in questo momento sia in vena di eccessive e poco redditizie mediazioni.

D’altra parte l’esecutivo “dei migliori” è nato solo per gestire la pandemia e il Recovery. Che c’entra con la guerra, la politica internazionale, la cannabis o lo ius scholae?
E’ evidente che si tratta di una gigantesca opera di distrazione di massa. Per nascondere la realtà.
Infatti il premier sfoggia superbia e protervia. Sull’Ucraina si genuflette agli Usa e a Bruxelles (senza nemmeno grossi risultati, visto la buca che la Ue ci ha dato sul tetto del gas da calmierare); non risponde o risponde piccato alle domande scomode di qualche giornalista ancora non allineato; cogestisce dossier per monitorare la stampa e i commentatori liberi (la richiesta del presidente del Copasir di combattere le fake news, ha unicamente lo scopo di imbavagliare il dissenso, non impedire la propaganda nemica da dimostrare prove alla mano: in un paese veramente democratico sono i media che controllano la politica non il contrario).

E come se non bastasse, già stanno ripartendo le parole d’ordine del pensiero unico nostrano che vede l’alleanza ormai indissolubile tra istituzioni che giocano sulla paura dei cittadini (la sicurezza garantita barattando le libertà costituzionali), e gli interessi delle case farmaceutiche (con un sistema mediatico pronto alla solita comunicazione terroristica e terrorizzante). Nel nome e nel segno della continua emergenza che nasconde la licenza a governare senza troppi controlli e bypassando il parlamento, la democrazia parlamentare.

Ecco il messaggio nemmeno indiretto. “Andate italiani al mare, in montagna, in collina, tanto il contagio è ripartito (un milione di contagiati, solo una parte di positivi ufficiali, pensate quanto è invasivo Omicron 5). Vi diamo ancora poche settimane di libertà, di svago. Non pensate, cari criceti, divertitevi con la vostra rotellina, tanto tra poco tornate a Canossa pure con i sensi di colpa. Ma tranquilli, il vostro governo di salute pubblica vi ama”.
E i sudditi italioti? Intervistati da giornalisti ridicoli e mediocri (come sono certi servizi estivi e certe domande superficiali), danno risposte disarmanti. Mai tante idiozie insieme: “Ci rilassiamo, siamo qui per divertici, riposare, non pensare”.

Ecco, non pensare è il mantra. Siamo diventati, o forse siamo sempre stati, un popolo di paranoici, ipocondriaci, fancazzisti, vacanzieri e di “evasori mentali”. La nostra fissa è evadere, fuggire, scappare. E poi ci lamentiamo che qualcuno pensa per noi, decide per noi. Non votiamo e ci crediamo furbi, con l’alibi che tanto non serve a niente.
La verità è che gli italiani preferiscono delegare, far fare il gioco sporco a qualcun altro, salvo poi massacrarlo se non lo fa. L’importante è che si conservi il proprio mondo fatato, la propria cabina dorata, il proprio recinto di egoismo e indifferenza verso il mondo esterno.

Ma cosa aspettiamo a reagire? Tra poco, torneremo a cuccia, ci rimetteranno la museruola (la mascherina), riprenderà il lavoro in smart working, non ci faranno usare i condizionatori (il risparmio energetico), staremo a dieta forzata (il costo dei generi alimentari) e potremo bere e lavarci solo a rate obbligate.
Ma ancora una volta gli italioti si sentiranno eroi, protagonisti a rovescio, omologati: abitanti felici di un sistema salutista, ecologista ed etico. “Tanto la colpa è di Putin, non delle sanzioni”.

Sì perché, è palese che la politica vaccinista e la transizione energetica siano le facce della stessa medaglia.
Almeno in questo i francesi sono migliori di noi. I Gilet gialli hanno impedito l’aumento governativo del carburante. E al voto, affidando l’Assemblea alla sinistra di Melenchon e alla destra della Le Pen, hanno reso difficile la vita a un delegittimato e più debole Macron.

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