Covid, è ripartita la corsa ai vaccini con lunghe code. Ma ha senso?

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Altro che estate tranquilla, il Covid galoppa a grande velocità.

Nelle ultime 24 ore sono stati 142.967 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia. La percentuale di positivi considerando il totale dei tamponi – quindi molecolari più antigenici rapidi – è al 26%. I morti sono 157, 15 i posti letto in più occupati in terapia intensiva rispetto a due giorni fa. È questo il quadro che emerge dall’ultimo bollettino del ministero della Salute.

Come se tutto ciò non bastasse ci si è messa l’Organizzazione Mondiale della Sanità a lanciare l’allarme sulla nuova emergenza. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato: “Sono preoccupato per il fatto che i casi di Covid-19 continuino ad aumentare, mettendo ulteriormente pressione a sistemi sanitari e operatori già tesi, e che le morti siano inaccettabilmente alte. Le nuove ondate dimostrano ancora una volta che il Covid-19 non è affatto finito. Il virus sta circolando liberamente e i Paesi non stanno gestendo efficacemente il carico di malattia in base alle loro capacità, sia in termini di ospedalizzazione dei casi acuti sia in termini di numero crescente di persone con Long Covid. Esorto i Governi a rivedere e adattare regolarmente i loro piani di risposta in base all’epidemiologia attuale e anche alla possibilità che appaiano nuove varianti”.

Gli esperti dell’Oms invitano a godere l’estate in sicurezza, ma poi avvertono: “E’ necessario prepararsi per una stagione autunnale in cui è prevedibile l’aumento della circolazione del virus, con conseguente aumento dei ricoveri e dei morti”. Su con la vita è proprio il caso di dire. Dopo il tana libera tutti estivo dunque si tornerà alle restrizioni invernali, alle mascherine, al distanziamento, probabilmente pure al green pass per costringere gli italiani a fare la quarta dose.

Dagli Stati Uniti l’infettivologo Antony Fauci invita le persone a vaccinarsi subito e a non aspettare l’autunno, perché spiega “fare il vaccino adesso non impedirà di ricevere un’altra dose anche in autunno quando saranno pronti i vaccini bivalenti per far fronte alle varianti”. Questo in America.

Eppure anche in Italia la paura del Covid sta spingendo tanti over 60 a fare la fila negli hub per ricevere il richiamo con le fiale Pfizer e Moderna, code che non si vedevano dall’inverno scorso. Persone che nella maggior parte dei casi devono partire per le vacanze e ritengono con la quarta dose di stare al sicuro, di potersi insomma godere le ferie senza rischi. Lombardia e Campania sono le regioni in cui nelle ultime ore si sono registrate le code maggiori nei centri vaccinali ma non solo.

Scrive Repubblica: “Ancora prima di avviare le prenotazioni online, ieri mattina la Regione ha autorizzato gli hub a vaccinare i sessantenni e settantenni anche senza l’appuntamento. Il risultato è che a sera si contavano già 2.088 quarte dosi a over 60 in Lombardia. In totale alle 18 sono state 6.805 le vaccinazioni, di cui solo il 55 per cento prenotati. Il via libera dato dal presidente della Regione Attilio Fontana ieri mattina ha dunque avuto effetto”.

Se in un primo momento la circolare del ministero della Salute, lo scorso 8 aprile, raccomandava il secondo booster agli over 80, con il peggioramento della situazione epidemiologica, il ministero ha allargato la platea agli over 60, anche se sani, e ai fragili con più di 12 anni.

A Napoli le code non hanno riguardato soltanto gli over 60 ma anche persone più giovani che avevano interrotto il ciclo vaccinale convinti che non fosse necessario completarlo.

Insomma una corsa ai vaccini favorita soprattutto dalle notizie allarmanti che stanno circolando in relazione all’aumento dei contagi e alla diffusione della variante Omicron 5 che però, pur avendo un’altissima capacità di contagio, ha una virulenza sostanzialmente modesta. Le prove generali di ciò che potrà accadere in autunno quando la quarta dose sarà estesa a tutti come lo fu la terza.

E poco importa se molti esperti considerano inutile sottoporsi ad una vaccinazione con sieri che in pratica sono vecchi di due anni e non sono in grado di rispondere all’attacco delle nuove varianti. Ne è convinto il prof. Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento di Medicina Interna a Legnano, a detta del quale “Le reinfezioni dei vaccinati con terza dose dimostrano che la nuova variante elude l’attuale protezione. Pensare a una quarta dose con un vaccino vecchio di due anni non ha senso. Sarebbe come proporre tutti gli anni contro l’influenza lo stesso vaccino con un virus diverso”.

Ma ormai la propaganda ha talmente attecchito nella mente delle persone, complice la paura di contagiarsi e per i più fragili di morire, che nessuna evidenza scientifica sembra fare testo. E così, come già lo scorso inverno si stanno riascoltando parole d’ordine del tipo “se non ti vaccini ti ammali e muori”. Non è proprio così visto che in inverno ci si è contagiati anche con la terza dose e tutto lascia supporre che con la quarta non cambierà nulla, ma del resto di logico da quando è iniziata l’emergenza Covid si è visto e ascoltato poco o nulla.

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