Emergenza-gas. Intanto Draghi congela gli italiani. Ecco la sua vendetta

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Impatto-gas sull’Eurozona? L’1,5% di Pil. E da noi? Il 2,5%. Lo dice solennemente Ficht Rating. E l’impatto-Draghi? Eccolo.

Prima delle misure per contenere il caro-bollette e contenere il prezzo del gas, arriva la stretta sul riscaldamento. Tanto per rimettere in riga gli italiani, troppo vacanzieri. Premessa: innanzitutto un governo in uscita non può impostare strategie a lungo termine. Fanno male, quindi, i partiti a rivolgersi al premier che tra l’altro, in massima parte hanno defenestrato. E poi, anche dalle indiscrezioni che circolano sui nuovi suoi provvedimenti anti-crisi, non si può non cogliere una costante.

Nelle scelte di Draghi e dei suoi ministri c’è sempre un intento punitivo nei confronti dei cittadini, che vanno irregimentati, eterodiretti, e se non si adeguano si meritano tutta la spocchia da tecnici figli dei poteri forti, che disprezzano e commissariano la democrazia parlamentare, bypassando sistematicamente Camera e Senato.
Con una differenza, in passato Draghi verniciava le sue decisioni di buonismo formale, pedagogico, ora solo veleno. Tradotto: si manifesta per quello che è.

La campagna vaccinale gli è servita unicamente a gestire la crisi con il mantra dell’emergenza e del Recovery (la società del futuro creata a tavolino). La crisi energetica per imporre la Green Economy. E adesso, il prezzo del gas, serve per farci vivere un inverno da incubo, versione aggiornata del lockdown.

Ci hanno tolto la museruola per un paio di mesi, ci hanno fatto divertire al mare o in montagna, e ora via alle bollette e a soluzioni che bastonano sistematicamente i “sudditi”.
D’altra parte, non dovevamo scegliere o l’Ucraina o il condizionatore?

Draghi non è riuscito, non ha voluto, battere i pugni sul tavolo a Bruxelles (il prezzo calmierato), e ora gioca con noi.
Nel nuovo decreto, anticipato dal ministro Cingolani, si parla di riscaldamento limitato, ridotto. Il piano presentato prevede che la temperatura massima dei termosifoni sia abbassata da 20 a 19 gradi e che il riscaldamento rimanga acceso un’ora in meno al giorno rispetto al passato. La stretta riguarderà sia gli edifici pubblici che gli edifici privati con riscaldamento centralizzato. Considerando che, secondo uno studio commissionato da Legambiente nel 2021, in Italia ci sono 17,5 milioni di abitazioni riscaldate a gas, e che secondo l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), seguire queste misure comporterebbe un risparmio complessivo per il paese di 2,7 miliardi di metri cubi di gas all’anno solo dal settore residenziale, si tratta di un significativo passo avanti nel risparmio di consumo di gas. Non abbastanza per considerarci al sicuro dall’emergenza, ma comunque una quota significativa. E ancora: il ministro non avrebbe fatto accenno a eventuali ricorsi allo smart working nel servizio pubblico né tantomeno a interventi sull’illuminazione delle vetrine dei negozi. Misure che sono state adottate in altri paesi per risparmiare, ma che per il momento non ci riguardano.

Non sono ancora stati forniti invece dettagli su aiuti per le imprese, che però saranno inserite nel decreto sull’emergenza del gas che includerà anche le misure sul risparmio e dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni.
In soldoni, prima la stretta agli italiani e poi, con un provvedimento a seguire, le misure contro il caro bollette. Ma da quello che si coglie già al momento, nessuno scostamento del bilancio e solo sospensione delle accise sui carburanti.
Prima dunque, il bastone, poi la carota. Solo per non ammettere che le sanzioni contro Putin stanno diventando sanzioni contro di noi.

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