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La Vandea di Comacchio, una mirabile rivolta nell’Italia profonda

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Immaginate un po’ di trovarvi davanti a un gruppo di persone piuttosto arrabbiate che espongono questo striscione: «La Madonna deve continuare a benedire i nostri bambini». Che fate, ci credete? Dovete crederci per forza, perché è esattamente quello che è successo, qualche giorno fa, a Comacchio, presso il santuario di Santa Maria in Aula Regia.

Quello striscione era rivolto all’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego, colpevole di aver deciso di sottrarre al santuario lo status di parrocchia. E ciò  nell’ambito della riorganizzazione amministrativa della diocesi. Per i parrocchiani di quella zona di Comacchio è un vero affronto e un motivo di dolore. Quel santuario è per tutti la Madonna del Popolo, parte integrante dell’identità del territorio, da quando, secondo la devozione popolare, l’intervento della Madre di Gesù salvò, nei secoli passati, la gente da una alluvione.

Il prelato era andato al santuario per convincere i parrocchiani dell’opportunità della sua scelta. Ma la gente di Comacchio non ha voluto sentir ragioni e ha vivacemente contestato il vescovo, al punto che monsignor Perego è dovuto andar via scortato dai carabinieri. Insomma, una vera e propria rivolta in stile vandeano contro la burocrazia  ecclesiastica.

Non sappiamo quali motivi abbiano spinto il vescovo a sfidare l’ira popolare e che tipo di giustificazione abbia la decisione di “accorpare” le parrocchie della diocesi.

Non lo sappiamo. E neanche ci interessa saperlo. Perché questa piccola-grande rivolta popolare a Comacchio è una notizia sublime, bellissima, confortante. Ci fa capire che nulla è perduto. Che il cinismo, l’indifferenza, l’individualismo più ottuso non hanno ancora vinto. L’Italia profonda, l’Italia dei territori, l’Italia che pare aver perso memoria, bellezza, innocenza, l’Italia imbruttita dalla versione casereccia della  secolarizzazione, dove la tradizione è ridotta a gastronomia, questa stessa Italia, continua in realtà a trasmettere messaggi sacri e antichi. Sono battiti flebili, certo, ma non smettono di arrivare e ci testimoniano che l’Italia perenne è ancora viva.

La Chiesa italiana dovrebbe essere più attenta a questi battiti. Non dovrebbe guardare con sufficienza alla devozione popolare in nome di un moderno modello sociale, che sarà anche bello ed etico, ma che può anche risultare freddo, laddove invece la devozione dei semplici è calda e intensa.

La notizia della piccola Vandea di Comacchio arriva negli stessi giorni di un’altra notizia, questa volta triste: l’uccisione in Mozambico, da parte dell’Isis, di un’anziana suora comboniana, suor Maria De Coppi, originaria di Vittorio Veneto.

Suor Maria, 83 anni, ha vissuto gli ultimi 60 della sua vita facendo la missionaria in Africa. Soltanto una fede forte e un amore smisurato per il prossimo possono spingere una persona a consacrare la sua vita, fino al sacrificio supremo, ai poveri e ai bisognosi.  Il retroterra di questa fede, i luoghi in cui suor Maria s’è formata ed è cresciuta, sono quelli della provincia veneta, tradizionalmente terra di grandi devozioni.

Ecco, la devozione popolare non è folclore, ma l’ambiente in cui possono fiorire personalità straordinarie.

«La Madonna deve continuare a benedire i nostri bambini»: sarebbe bello vedere comparite questo striscione in ogni piazza d’Italia, sotto ogni campanile.

 

 

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