Energia, nuova mazzata per le famiglie mentre il governo vara gli aiuti

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Pronto l’ultimo decreto Aiuti dell’era Draghi per un importo complessivo di 13 miliardi di euro. Provvedimento che consentirà di introdurre ulteriori sostegni per imprese e famiglie gravate dalla crisi energetica e dal vertiginoso aumento delle bollette.

Ma se il governo allarga i cordoni della borsa, ecco che le compagnie energetiche aumentano la pressione sugli utenti. Ieri il Messaggero ha denunciato come le società del gas temendo insolvenze, stiano chiedendo pagamenti anticipati ai condomini. Si parla di anticipi fino ai due terzi rispetto a quanto speso l’anno precedente con il rischio di un aumento consistente delle quote del riscaldamento, che potrebbero risultare addirittura quadruplicate. Pare che in alcune zone di Roma si sarebbero già verificati numerosi distacchi soprattutto in periferia.

Da Consumerismo fanno sapere che “in questo momento gli operatori, soprattutto quelli più in difficoltà, per non dichiarare il default tecnico stanno recedendo in anticipo dai contratti sottoscritti con i condomini, ma ancor più grave stanno richiedendo nuove garanzie. Ci è stato segnalato infatti che per continuare a fornire i clienti condomini, molti gestori stanno comunicando la necessità di integrare le garanzie ritenute insufficienti rispetto al momento della stipula” spiega il presidente Luigi Gabriele. “Un caso emblematico è quello di una segnalazione che ci è giunta ove un operatore ha richiesto una integrazione delle garanzie di 30.000 euro pena l’interruzione della fornitura entro 15 giorni”.

Per non parlare poi delle morosità pregresse. Denuncia Rossana De Angelis, presidente di Anaci Roma, l’associazione che riunisce gli amministratori di condominio: “C’è innanzitutto un problema di morosità già dalla stagione pregressa, perché nella stagione 2021-2022 i condomini hanno avuto la fornitura con preventivi approvati a settembre 2021 quando il prezzo non era ancora esploso, ma da gennaio 2022 i costi sono saliti e questo ha portato a squilibri economici e finanziari. A consuntivo la spesa è risultata maggiore e mi risulta che molti condomini non siano in regola con i pagamenti. E la morosità con gli operatori significa la chiusura del contatore condominiale e quindi dell’impianto termico centralizzato, che non solo mette in funzione il riscaldamento, ma in alcuni casi dà anche l’acqua calda”.

Insomma, fra riduzione dei consumi, riscaldamenti razionati e minacce dei gestori energetici di staccare i contatori, si prevede per gli italiani un inverno da incubo.

Intanto come detto il governo Draghi ha varato un pacchetto d’aiuti per famiglie e imprese. Vediamo di cosa si tratta.

Le imprese potranno beneficiare di una proroga dei crediti d’imposta, misura di sostegno in scadenza a fine settembre e che invece, con il nuovo Dl, sarà estesa a fine anno. La novità sta nel fatto che la misura includerà anche bar, ristoranti e piccole imprese, ovvero tutte quelle attività che hanno un contatore che supera l’asticella dei 4,5 kw.

Per le famiglie invece cresce la platea di quelle che potranno beneficiare del bonus sociale per fronteggiare i rincari delle bollette, grazie a un Isee che dovrebbe passare dai 12mila ai 15mila euro. “Secondo i calcoli dei tecnici del Tesoro – riporta Open –  a beneficiarne sarebbero 600 mila famiglie in più rispetto alle attuali 2,5 milioni assistite per l’energia elettrica e alle restanti 1,5 milioni che ne beneficiano per pagare la bolletta del gas”. Ma si tratta di una misura molto costosa che sta richiedendo accurati approfondimenti.

In arrivo anche la rimodulazione della tassa sugli extraprofitti delle società energetiche calcolata sull’addizionale Ires invece che sul differenziale Iva.

Aiuti che però di fronte al braccio di ferro in corso con le compagnie energetiche potrebbero rivelarsi del tutto insufficienti se come sembra sarà richiesto ai condomini di rientrare in tempi strettissimi di morosità elevate o saranno imposte garanzie capestro per continuare a garantire le forniture . La patata bollente a questo punto sarà tutta nelle mani del nuovo governo.

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