Alluvione Marche: si cercano i dispersi, aumenta la conta dei danni

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Sono 11 al momento le vittime dell’alluvione nelle Marche che ha colpito le province di Ancona e di Pesaro-Urbino, in particolare le zone tra Pianello di Ostra, Senigallia, Barbara, Trecastelli, Serra de’ Conti, Rosora.

Un bilancio che purtroppo rischia di aggravarsi perché sono ancora senza esito le ricerche delle due persone disperse: si tratta di Mattia, un bambino di 8 anni, strappato dalle braccia della madre dall’ondata di acqua e fango dopo che erano usciti dalla loro automobile, e della 56enne Brunella Chiù.

Il papà di Mattia continua a sperare che il figlio, portato via dall’ondata di fango e acqua che lo ha letteralmente strappato dalle mani della mamma che tentava di metterlo in salvo, possa essere ancora vivo. All’Ansa l’uomo ha detto: “Voglio credere che Mattia sia vivo, magari si è aggrappato a una pianta. In tre giorni ho dormito tre ore, sono distrutto, ma devo trovare Mattia. La forza per andare me la dà solo la speranza e la voglia di credere con tutto me stesso che Mattia sia vivo”. Speriamo che sia davvero così, che il piccolo possa essere ritrovato ancora in vita.

Una tragedia determinata dall’intensità delle piogge, in poche ore sono caduti oltre 400 millimetri d’acqua, e dal contemporaneo straripamento di diversi corsi d’acqua. Da tre giorni sono al lavoro 350 vigili del fuoco che hanno effettuato un totale di 900 interventi soprattutto di rimozione di piante e alberi caduti e di prosciugamento dei locali allagati.

Ingenti i danni anche dal punto di vista economico. Devastate case, negozi, attività commerciali, alcuni edifici sono stati addirittura sventrati, inagibili intere strutture mentre Coldiretti fa il bilancio dei danni in agricoltura che ammontano a milioni di euro. Oltre alle colture, sono state distrutte serre, impianti di irrigazione, attrezzature, trattori e altri mezzi agricoli e impianti di trasformazione alimentare. Il maltempo ha lasciato i pozzi per l’acqua pieni di fango, inutilizzabili con le idrovore che non riescono a togliere la melma.

Nei campi – continua la Coldiretti – si sono aperte voragini impraticabili per i trattori e si sono accatastati rifiuti di ogni genere. Gli agricoltori si stanno aiutando tra loro per pulire i terreni e ripristinare la funzionalità dei mezzi ma c’è anche il rischio di non riuscire a fare le semine autunnali di orzo, avena e grano, né quelle primaverili”.

L’Abi, l’associazione dei bancari italiani, intanto ha inviato una circolare alle banche per dare immediata attuazione alla sospensione dei mutui per le popolazioni delle Marche, come previsto dall’Ordinanza della Protezione emanata. Nella circolare – spiega ancora l’Abi -sono forniti tutti i riferimenti per una piena applicazione della sospensione dei mutui.

Come sempre avviene in certi casi ci si chiede se il disastro poteva essere evitato. Sembrerebbe proprio di sì, dal momento che esiste un documento della Regione Marche datato 2016 in cui si evidenziava la necessità di mettere in sicurezza gli argini dei fiumi, in special modo il Misa, quello che ha provocato i danni maggiori. “Risulta evidente che siano necessari diversi interventi per potere mettere in sicurezza il Fiume Misa in particolar modo all’interno dell’abitato di Senigallia e poco a monte dello stesso”. Questo si leggeva in quel documento e questo è ciò che non è stato fatto.

La procura di Ancona ha già aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità. Le accuse sono di omicidio colposo e inondazione colposa ma al momento non ci sono indagati. I carabinieri sono andati negli uffici della Regione Marche per acquisire tutti gli atti utili all’inchiesta.

Rivela Open: “I filoni che stanno seguendo gli inquirenti sono due. Da un lato, il tentativo di individuare se l’allertamento della popolazione sia stato effettuato in tempo, così come il conseguente funzionamento della macchina dei soccorsi e, dall’altro, la lente è sulla manutenzione del territorio per individuare eventuali responsabilità dei danni provocati. I sindaci delle zone colpite dal maltempo denunciano un’allerta mancata: i bollettini meteo davano allerta gialla e non si aspettavano precipitazioni così forti. A guidare le indagini ci sono le procuratrici Valentina D’Agostino e la pm Valeria Cigliola assieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Ancona e ai forestali. Questi ultimi, riferisce il Quotidiano Nazionale, aveva già aperto un’inchiesta a giugno di quest’anno su alcune ditte che dovevano occuparsi della pulizia di alcuni tratti fluviali e che avrebbero tagliato volontariamente troppa vegetazione al fine di ricavare biomasse combustili da rivendere. L’indagine, che è ancora aperta, aveva portato all’arresto di un funzionario della Regione e alle accuse a carico di 4 dipendenti per corruzione, truffa e rivelazione del segreto d’ufficio”.

Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni se arriveranno sviluppi. Intanto non resta che sperare e pregare per chi è ancora disperso.

 

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