Cala il prezzo del gas e delle bollette: ma stiamo davvero al riparo?

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Buone notizie sul fronte energetico, cala il prezzo del gas e quindi anche il costo delle bollette. Il che vuol dire che imprese e famiglie potranno tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora.

Nelle ultime ore sul Ttf di Amsterdam il prezzo del gas è sceso sotto i 100 dollari al megawattora riportando le quotazioni ai livelli sostenibili di giugno, dopo il picco raggiunto ad agosto che ha fatto lievitare a dismisura l’ultima bolletta.

“La vera notizia è che il prezzo del gas è sceso sotto la soglia dei 100 euro e quindi le bollette smetteranno di aumentare, anzi si prevede una riduzione nei prossimi mesi” ha commentato il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. Il quale poi ha aggiunto: “In Italia, ma anche in Europa, dovremmo fare più sistema per l’estrazione del gas e per produrre energia. Vedere di importare il Gnl dal Texas è assurdo, bisognerebbe chiedere all’Olanda e alla Norvegia di vederci il gas a più basso prezzo, poi riconsideriamo la Libia che è piena di gas. Noi stiamo andando verso un razionamento, lo sanno tutti. Possiamo farcela solo se farà caldo ma siamo in inverno”.

Ma cosa ha favorito l’abbassamento dei prezzi? Ha inciso senza dubbio l’accordo raggiunto la scorsa settimana al Consiglio europeo fra i vari Paesi per contrastare l’aumento dei costi energetici, con una serie di misure che includono la piattaforma di acquisti comuni e un nuovo benchmark complementare al Ttf.  E’ infatti prevista una piattaforma aggregata per il gas – volontaria ma obbligatoria per una quota del 15% del volume totale degli stoccaggi in Europa – una decisa incentivazione delle rinnovabili e un’apertura al tetto massimo al prezzo del gas. In più la proposta di creare un nuovo indice per il mercato del gas alternativo al Ttf permetterebbe di catturare tutte le dinamiche del mercato energetico, cosa che la borsa di Amsterdam non è in grado di fare ritrovandosi di fatto esposta a un’eccessiva volatilità dei prezzi”.

Inoltre hanno inciso anche le previsioni di un inverno sostanzialmente mite che sembra confermato anche dalle temperature relativamente alte di questi giorni. Infatti quest’anno l’accensione dei riscaldamenti, prevista in genere il primo novembre, è destinata a slittare a data da destinarsi, forse anche di un mese visto che il primo freddo non è previsto prima di dicembre. E in più sembra che non avremo un inverno particolarmente rigido, fatto questo che contribuisce a ridurre i timori sul fabbisogno dei prossimi mesi.

Infine, ultimo dettaglio non irrilevante, gli stoccaggi in Europa sono ormai pieni e negli ultimi tempi è arrivato molto Gnl via mare. Alla luce di queste novità, si prevedono bollette ridotte rispetto agli ultimi mesi, anche se comunque più alte degli anni passati.

Dunque il pericolo è scampato? Purtroppo no, come ha spiegato in un’intervista a RaiNews Marco Vignola, responsabile nazionale Settore Energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se non si faranno degli interventi strutturali – ha detto – il prezzo resterà molto volatile, dipendente da fattori che non sono controllabili. Per esempio quanto sarà freddo il prossimo inverno, quando saranno realizzate le infrastrutture necessarie (es. rigassificatori), cosa accadrà con le forniture dalla Russia”.

Poi aggiunge: “Anzitutto occorre analizzare i motivi per cui questa contrazione dei prezzi si sta verificando: tra questi la diminuzione dei consumi energetici da parte delle imprese, che non è detto sia legata a una migliorata efficienza, ma può darsi sia dovuta anche a una diminuzione della produzione per mancanza di commesse o costi troppo alti. Altro motivo è la fine della stagione calda, con un minor uso dei condizionatori e quindi di domanda energetica. Poi l’adeguamento dei mercati alle avvisaglie di possibili interventi strutturali, a livello nazionale ed europeo, come ad esempio il price-cap o gli acquisti comuni. La cosa importante da dire alle famiglie è di monitorare i consumi e le bollette, perché questo inverno sarà un inverno comunque duro, al di là del fatto che oggi il gas sia meno caro di agosto. Perché è meno caro rispetto ad agosto, ma molto più caro rispetto a un anno fa o 2 anni fa”.

Insomma, non è affatto detto che sia finita e l’inverno è ancora lontano. E’ difficile poter fare previsioni a lungo termine e il tempo non è escluso possa riservare sorprese. Così come l’accordo raggiunto in Europa presenta ancora molte incognite.

Oggi c’è la riunione dei ministri europei dell’energia che dovranno concretizzare l’intesa. La Germania per esempio si è detta favorevole a discutere la proposta del tetto massimo al prezzo del gas, ma continua ad essere molto scettica al riguardo e spinge per trovare strade alternative. “Gli acquisti congiunti di gas nell’Ue sono il modo più efficiente per mantenere basso il prezzo del gas – ha detto il ministro tedesco Robert Habeck – L’Europa ha un grande potere di mercato e se i paesi decidono di coordinarsi tra loro e formare dei gruppi di acquisto l’impatto di un’Europa non più in competizione fa scendere i prezzi. Penso che questo sia lo strumento principale e lo ritengono più efficiente di uno strumento rischioso come il tetto al prezzo del gas”. Una cosa è certa: il tetto massimo dovrà attendere ancora prima di essere approvato ed attuato e probabilmente slitterà ancora a lungo sui tavoli europei. 

Buone notizie invece per gli stoccaggi: alla data del 23 ottobre l’Ue ha immagazzinato 1.42,87 TWh, con stoccaggi al 93,61% e un flusso medio giornaliero dello 0,24%. Li ha quasi ultimati la Francia (99,69%) con 132,19 TWh e un flusso giornaliero dello 0,19%, mentre la Germania è al 97,53% a 239,15 TWh, con un flusso giornaliero dello 0,36%. Ha raggiunto il 94,8% l’Italia a 183,38 TWh e un flusso giornaliero medio dello 0,13%. Al 100% di scorte solo il Regno Unito, con 10,58 TWh immagazzinati.

Per il momento dunque godiamoci questa boccata d’ossigeno che ci consentirà di risparmiare sui costi della bolletta. E di questi tempi anche una minima riduzione può fare la differenza per garantire la sopravvivenza di imprese e famiglie.

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