Migranti, parla Toscano (ISP): “La vera posta in gioco dietro gli sbarchi”

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Abbiamo intervistato Francesco Toscano, presidente di Ancora Italia, movimento per la sovranità democratica facente parte dell’alleanza Italia Sovrana e Popolare che si è presentata alle elezioni del 25 settembre. Con Toscano, avvocato, giornalista, autore di libri inchiesta di successo sui poteri finanziari e internazionali, blogger molto seguito e spesso ospite di talk show televisivi, abbiamo parlato di immigrazione per avere un punto di vista diverso rispetto ad un’opposizione pronta ad andare a rimorchio delle Ong e ad utilizzare la questione migranti per attaccare il nuovo governo; che a sua volta sembra puntare su un sovranismo molto sbiadito.

Come giudica l’approccio del governo Meloni sul tema immigrazione?

“Non si può fare un commento sulla politica del governo Meloni, semplicemente perché non c’è nessuna politica sull’immigrazione. C’è un’unica politica dettata dalle oligarchie europee, che di volta in volta ordinano a chi sta al governo ciò che devono fare. E’ la solita storia. L’unica differenza sta nel fatto che, essendoci ora un governo di destra, a livello mediatico torna utile parlare degli sbarchi. Finché c’è stato Draghi il problema non esisteva più, è improvvisamente ricomparso oggi. Dentro questa gabbia infernale che si chiama Unione Europea non esiste alcuna libertà di scelta. O ci si adegua o si viene colpiti. La Meloni mi pare si sia già adeguata da un pezzo”.

Quindi il braccio di ferro di questi giorni sui migranti sarebbe tutta una recita?

“Guardi, le questioni umanitarie vanno affrontate con grande attenzione e mettendo al centro di tutto la dignità delle persone. Alla fine però mi pare che i migranti sono sbarcati e quindi non c’è stato nessun braccio di ferro. E’ andata come doveva andare. La destra ha fatto soltanto finta di lottare per poi poter dire che, pur avendole prese, le hanno comunque anche date”.

E lo scontro con la Francia? Anche questo è stato tutto un gioco delle parti? Macron ci ha aiutati ma senza regalare punti alla propaganda della Meloni e di Salvini?

“La Francia da sempre esercita un forte ascendente sulla politica italiana, specie quando governa il Pd, come dimostra il fatto che molti suoi autorevoli esponenti sono ben sistemati a Parigi. Certo, con i dem è tutto più semplice, adesso che al governo ci stanno quelli di destra i francesi devono far pesare il loro intervento per cercare di indirizzare la politica italiana. Ma mi sembra che la Meloni non abbia tutta questa autonomia che vorrebbe far credere”.

Voi parlate di uscita dall’Unione Europea, ma poi davvero sarebbe così semplice risolvere i problemi da soli?

“Abbiamo camminato da soli per decenni quando eravamo la quarta potenza economica ed industriale, dal dopoguerra fino all’arrivo dell’euro. Non eravamo proprio il Burundi prima che arrivasse la moneta unica. Uscire dalla Ue non vuol dire uscire dall’Europa ed isolarsi, ma rompere questa gabbia europea che ci rende prigionieri, magari guardando anche a quei Paesi non allineati che vogliono uscire da quest’ottica unipolare e che vogliono costruire un mondo diverso. L’idea è quella di riguadagnare una linea politica autonoma sulla scia di grandi personaggi del calibro di Aldo Moro e di Enrico Mattei che hanno lottato per avere un’Italia libera e sovrana, e che per questo si sono scontrati con chi ha creato questo mondo facendo la fine che sappiamo”.

Come avreste gestito voi di Italia Sovrana e Popolare lo sbarco dei migranti?

“La sinistra si ostina a dipingere quelli che vogliono chiudere le frontiere come disumani, ma non hanno capito che il problema va affrontato alla radice, ovvero fermando i mercanti di uomini che agiscono in totale spregio di ogni regola ed in maniera indisturbata. Il problema andrebbe aggredito alla fonte, impedendo le partenze dai Paesi di provenienza. Poi è chiaro che una volta giunti qui è necessario distinguere i soggetti più fragili, donne e bambini garantendo la loro sicurezza e aiutandoli in tutti i modi. L’umanità prima di tutto, ma senza dimenticare che se sono arrivati fino a noi è perché c’è stato chi li ha sfruttati nell’ambito di una precisa strategia di mercato che va colpita”.

Quindi è giusto ipotizzare una sorta di sbarco selettivo?

“Guardi, fosse per me istituirei una sorta di vigilanza internazionale con poteri di polizia che possa essere in grado di mettere in condizioni di non nuocere i trafficanti di esseri umani che organizzano questi loschi traffici per scopi specultativi. E sa perché lo fanno? L’obiettivo finale è favorire gli interessi del grande capitale finanziario e abbassare il costo del lavoro nei Paesi dove è più favorita l’immigrazione clandestina ed incontrollata. Altro che umanitarismo!”.

Quindi la vostra linea è quella di aiutarli a casa e non farli partire?

“E’ stato Benedetto XVI a dire che prima del diritto ad emigrare va tutelato il diritto di vivere nella propria terra di origine. Queste persone dovrebbero restare a lottare nel proprio Paese, non dovrebbero essere messe nelle condizioni di scappare, ma di costruire le condizioni per rendere migliori le sorti del territorio in cui vivono. Poi è sempre necessario distinguere fra Paesi oppressi realmente da guerre e carestie, e quelli che invece incentivano l’immigrazione forzata per blindare il potere interno di dittatorelli che non vogliono confrontarsi con le proteste dei giovani e di chi lotta per avere condizioni di vita migliori”.

 

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