Profumo simbolo della Francia

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Se diciamo Francia a cosa pensiamo?
Alla moda, alla Tour Eiffel, al suoi famosi musei (il Louvre, il Museo d’Orsay), la Rivoluzione Francese esempio di ribellione al potere, i suoi Re con i loro sontuosi palazzi.
Ma se diciamo Francia pensiamo anche ai profumi. Raffinati, sensuali, sofisticati.
C’è anche un modo per mettere il profumo: una goccia sul polso e poi si tampona …..ma mi raccomando, non sfregare!

Ma non tutti sanno che ad introdurre in Francia l’uso del profumo fu un italiano. Sì proprio un italiano: Renato Bianco.
Renato Bianco pare fosse un trovatello cresciuto nel convento di Santa Maria Novella a Firenze dove divenne aiutante di un frate alchimista. E da lui imparò tutti i segreti della lavorazione delle erbe e delle loro essenze.

La storia di questo giovane alchimista si intreccia a quella di Caterina de’ Medici che prima di arrivare in Francia visse a Firenze dove le ricche dame erano solite utilizzare essenze odorose.
Naturalmente Caterina continuò questa usanza in Francia quando giunse alla Corte parigina per sposare il Duca d’Orléans, il futuro re Enrico II e nominò suo profumiere di fiducia proprio Renato Bianco, ribattezzato René le Florentin dai francesi.

Sicuramente l’arrivo in Francia di Caterina de’ Medici fu importante per la diffusione del profumo che diventa elemento indispensabile, anche perché le essenze coprivano il cattivo odore dovuto, in quel periodo, alla mancanza d’igiene.

La richiesta crebbe tantissimo e sotto la guida e la spinta di Renè le Florentin tanti nuovi profumieri aprirono negozi in tutta Parigi. E così il giovane alchimista italiano farà diventare l’arte della profumeria un’eccellenza francese e per due secoli la creazione dei profumi divenne quasi esclusiva della Francia.

Anche i guantai ebbero un incremento delle vendite dei loro prodotti. Caterina de’ Medici introdusse l’uso di profumare i guanti per coprire il cattivo odore della concia della pelle e per mantenere idratate le mani.
È sempre in questo periodo che la città di Grasse divenne famosa per la coltivazione di piante e fiori e per la produzione di essenze profumate.

La fama del profumo francese fu ulteriormente incoraggiata nei secoli successivi, in particolare grazie a Luigi XIV, il famoso Re Sole. Il sovrano, noto per la sua stravaganza, avrebbe profumato tutta la corte…..?, dai piedi alle parrucche!

La Rivoluzione francese avrebbe poi messo fine alla produzione di profumo, simbolo della classe privilegiata, ma non in maniera definitiva. Infatti, qualche anno dopo, tornerà alla ribalta sulla scena francese.

Il primato di profumieri in Europa quindi passò ai francesi, togliendolo all’Italia, Paese dove il profumo era diffuso da tempo.
A questo primato, molto ha contribuito la città di Grasse, consacrata la città del profumo perchè da 400 anni è un punto di riferimento per le sue materie prime naturali. L’arte dei maestri profumieri del Pays de Grasse è diventata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. La città provenzale ha dedicato all’arte delle essenze un museo, il MIP, Museo Internazionale della Profumeria, un viaggio dai tempi antichi a oggi attraverso un percorso olfattivo e visivo di centinaia di fiori e profumi.
Da secoli ormai il profumo è diventato un emblema francese di raffinatezza e ricchezza, agli occhi di tutto il mondo, ma il merito è anche un po’ dell’Italia.

Sofia Barilari

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