Elezioni Regionali Lazio, l’eredità di Zingaretti

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Giovedì 10 novembre scorso, Nicola Zingaretti ha firmato le sue dimissioni da presidente della Regione Lazio. Si aprono quindi mesi di campagna elettorale, con una corsa a 3 che si presenta molto avvincente. I sondaggi sono attualmente a favore della destra, che cavalca l’onda dell’entusiasmo della vittoria alle politiche. Nonostante ciò, sia il Movimento sia l’apparente alleanza di centrosinistra sono alla porta, i primi per ottenere finalmente una vittoria alle elezioni regionali, i secondi per portare avanti 10 anni di governo Zingaretti.

L’oramai ex governatore della Regione, dimessosi a seguito dell’elezione alla Camera dei Deputati, è stato recentemente al centro del dibattito per lo scandalo delle mascherine,  un caso che è costato un danno economico di più di 11 milioni di euro. Il caso, conosciuto ai molti, non ha mai preso proporzioni tali da portare alle dimissioni di Zingaretti, arrivate comunque a causa dell’elezione come deputato.

Le veci da Presidente sono quindi state assunte da Daniele Leodori, vicepresidente della regione che amministrerà ad interim fino alle prossime elezioni, che si terranno il 12 febbraio. L’ex segretario del Partito Democratico è intervenuto sui social a favore del candidato di centrosinistra Alessio D’Amato, assessore della Giunta e personaggio favorevole ad una coalizione con Calenda, i Verdi e Sinistra Italiana.

Zingaretti ha guidato la Regione per 10 anni, grazie alla vittoria nelle regionali del febbraio 2013, i cui risultati sono stati confermati, anche se solamente grazie a 50.000 voti, nelle elezioni del marzo 2018 Non si può certo dire che i due mandati del Presidente non siano stati colmi di eventi. Sono state numerosissime le riforme importanti proposte dalla giunta di centrosinistra: dal rinnovamento Cotral all’interruzione dell’incenerimento al termovalorizzatore di Colleferro, passando per gli incentivi ai giovani e al rinnovamento dell’edilizia.

Il finale di questa lunga storia, è, sfortunatamente per Zingaretti, dolceamaro. Se da un lato sono infatti arrivati gli elogi e i ringraziamenti dei colleghi del PD e della sinistra italiana, dall’altro le critiche e la rottura di Conte ad un’alleanza elettorale e, soprattutto, l’appoggio di D’Amato al termovalorizzatore gia proposto da Gualtieri.

Riccardo Maria Losacco

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