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Qatar 2022, vincono gli interessi economici

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Il 20 Novembre si apriranno le danze, il campionato mondiale di calcio 2022 prenderà ufficialmente il via tra le dune di Doha, in Qatar, accompagnato da gioia e dissenso di milioni di spettatori.

Indifferenza e “sport washing” sono i temi principali che orbitano intorno al grande evento.
Da un lato l’Indifferenza degli stati occidentali, paladini dei diritti umani, di libertà e democrazia, della FIFA, madre di tutte le associazioni calcistiche che in questo caso sembra essersi dimenticata a casa l’elemento cardine della sua stessa esistenza, il calcio.

Dall’altro, la manovra politica di uno stato che vuole migliorare la sua immagine internazionale tentando di coprire le proprie controversie interne dilaganti con la grande maschera dell’evento sportivo.

Si parla infatti di un mondiale colmo di controversie fino all’orlo e su tutti i fronti.
A partire dalla questione sul rispetto dei diritti umani, passando per le migliaia di morti sul lavoro registrate nei cantieri, fino alle spigolose dichiarazioni dell’ambasciatore Khalid Salman in materia di omosessualità.
Non si può certo dire che i primi campionati mondiali ospitati nella penisola arabica, non stiano facendo parlare di sé.

Basta un attimo infatti, perché anche lo storico potere unificatore del calcio perda il suo effetto illusorio, basta poco perché il focus degli appassionati si sposti in un’altra direzione.
In una società sempre più consapevole, sempre più disillusa, le persone hanno l’occhio sempre più allenato a scorgere ogni tipo di contraddizione, soprattutto quando si parla di diritti umani.

Se queste polemiche viaggiano a livello internazionale però, in Italia la questione si sta riversando principalmente su chi ha deciso di accaparrarsi i diritti per la trasmissione di questa storica controversia sportiva e umanitaria, la RAI.
Con un importante investimento di 200 milioni di euro circa, infatti, l’emittente televisiva statale permetterà agli appassionati italiani di seguire l’intero campionato mondiale nell’arco del prossimo mese.

Il fatto che la RAI rappresenti la più grande impresa televisiva statale non aiuta sicuramente a smorzare il grido all’incoerenza lanciato a gran voce da milioni di cittadini italiani, delusi dalla superficialità con cui lo Stato avrebbe messo da parte i propri valori democratici in nome del profitto.

Le critiche, come previsto, non tardano ad arrivare.
Da icone storiche della televisione italiana come Fiorello, particolarmente duro nell’affondo rivolto alla “sua” RAI, a vere e proprie manifestazioni di dissenso promosse da cittadini che invitano al boicottaggio nelle piazze.

Gran parte del popolo italiano, così come in tutta Europa, sta esprimendo contrarietà nei confronti di ciò che questi mondiali in Qatar rappresentano, indignazione verso chi “calpesta ogni giorno i diritti umani” e rabbia verso le proprie istituzioni, che reggono volentieri il gioco ai colpevoli.

La risonanza è ottima, la partecipazione anche, lo sguardo del mondo è fisso sui diritti umani.

Tutto questo, almeno, fino alle 17:00 di Domenica prossima, quando con un fischio dell’arbitro, si darà inizio al Campionato.

Gianluigi Gazerro

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