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Inquinamento. Milano chiama Roma: al via “i ghetti” verdi del Pd

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La comunicazione istituzionale ambientalista è sempre moderata, tranquilla, avvolgente, ispirata a princìpi superiori, inattaccabili, scontati, universali. Del resto, chi vuole inquinare, chi ama vivere in un ambiente tossico, specialmente in città ormai degradate a ogni livello?

Siamo o non siamo tutti ecologisti? Abbiamo tutti accettato con entusiasmo l’introduzione nella nostra Costituzione di “aggiunte speciali” agli articoli 9 (“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”), e 41 (“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente”)?

Come al solito nessuno ha capito la portata di tali aggiunte, e cioè, che si sarebbe trattato del via libera di fatto al nuovo “Stato etico ambientalista”, ultima declinazione dello Stato etico che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, prima laicista, poi sanitario.

La recente decisione della Giunta Comunale di Roma, in linea con la medesima diposizione di Milano, è figlia infatti, delle due direttive costituzionali. D’altra parte, il Pd (e sinistra doc in genere) è il paladino e vessillo delle battaglie per l’aria pulita e di ciò che ne consegue.

Sul banco degli imputati le macchine che inquinano.

Ma prima di parlare delle nuove limitazioni capitoline in Fascia Verde, a partire dal 15 novembre, è utile ricordare il metodo comunicativo della “Rana Bollita”, così come spiegato da Noam Chomsky. Fase-1: l’opinione pubblica viene raggiunta da messaggi nuovi che spesso stravolgono la vita, le tradizioni e le abitudini dei cittadini basate su regole consolidate; se la gente reagisce negativamente il messaggio viene corretto e ammorbidito; se è indifferente o addirittura acquiescente, si procede con la Fase-2. E qui, la comunicazione diventa imperativa (modello Agenzia delle Entrate). Mostra la sua vera faccia: l’ordine imperativo e vessatorio.

E quando la rana che prima ha apprezzato il tepore dell’acqua sempre più calda, si accorge che si sta lessando, è troppo tardi e muore.

Questo è e sarà il destino di molti romani, come dei milanesi che vedranno sezionati i loro quartieri in entrata e in uscita, ridotti nella sostanza a ghetti, impedendo la libera circolazione delle loro autovetture.

A meno che, ecco il punto, non acquistino una nuova macchina, con i requisiti giusti, grazie agli incentivi miracolosi promessi dall’alto.

A Roma le limitazioni “verdi” (è la prassi) hanno seguito la logica del progress. All’inizio si è trattato di blocchi del traffico solo la domenica (le famose giornate ecologiste). Blocchi che hanno incontrato, data la loro estemporaneità, il favore della popolazione. Sull’una tantum nei giorni non lavorativi e a costo zero, non c’è dissenso.

Peccato che era solo la Fase-1 di un inquietante crescendo rossiniano in salsa ecologista. La limitazione, dal 15 novembre, è passata da un giorno a sei (dal lunedì al sabato). Lo stop riguarda le auto a Euro3 gasolio (insieme agli autoveicoli alimentati a benzina e a gasolio Pre-Euro 1, Euro 1 ed Euro 2; e ciclomotori e motoveicoli alimentati a benzina Pre-Euro 1 ed Euro 1 e a gasolio Pre-Euro 1, Euro 1 ed Euro 2).

Morale, i proprietari di queste auto non potranno lavorare, circolare in molti quartieri delimitati di Fascia verde: una sorta di lockdown. A meno che non rottamino la macchina o il ciclomotore e, come detto, provvedano a comprarne nuove macchine e nuovi ciclomotori.

In pochi ricordano la campagna promozionale filo-diesel tanti decenni fa: “Non inquinava, prodotto pulito, che nei costi non avrebbe mai superato la benzina”. Invece, è accaduto l’opposto, sin da quando la Ue ha deciso di passare all’elettrico, all’ibrido. Ci sarebbe da fare una bella class-action continentale per pubblicità ingannevole a danno di milioni e milioni di utenti.

E sempre in omaggio alla “Rana Bollita” romana, sono state calendarizzate altre domeniche ecologiche (dal 1°novembre al 31 marzo di ogni anno).

E dal 1° novembre 2023, la scure colpirà con maggiore violenza: stop alle autovetture alimentate a gasolio Euro 4 nella Fascia oraria 7.30-20.30; stop ai veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a gasolio Euro 4, nella fascia oraria 7.30-10.30/16.30-20.30; stop ai ciclomotori e ai motoveicoli alimentati a gasolio, Euro 3.

Dal 1° novembre 2024 stop anche agli autoveicoli alimentati a benzina Euro 3; e dal 1° novembre 2024 al 31 marzo di ogni anno, stop alle autovetture alimentate a gasolio Euro 5, nella fascia oraria 7.30-20.30; stop a veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a gasolio Euro 5 nella fascia oraria 7.30-10.30/16.30-20.30.

Una beffa collettiva. Ma attenzione, dopo la scure, la vasellina. Dal Comune di Roma arriva la carezza: “Per ovviare ai problemi che affliggeranno gli automobilisti romani, informati con preavviso minimo, il Comune di Roma ha avviato una serie di misure a sostegno per chi si troverà tagliato fuori dalla circolazione in Fascia Verde: i vantaggiosissimi incentivi”.

Il tema non è e come sarà mediaticamente enfatizzato, lo scontro tra gli ambientalisti e chi, cattivo, vuole continuare a inquinare la propria città, ma la libertà dei cittadini, obbligati ad acquistare nuove vetture, anche se le hanno conservate bene e sono perfettamente funzionanti. E chi non se lo può permettere? E ancora: si abolisce per decreto politico il concetto di cura, di risparmio sulle cose di proprietà privata delle persone, nel nome del consumismo ecologista. Una corsa agli acquisti sempre più moderni e a prova di Stato etico verde. Un po’ come la corsa ad acquistare smartphone sempre più efficaci e potenti.

Insomma, Stato etico sanitario (sui vaccini), Stato-etico laicista (sui diritti), Stato etico ambientalista (bloccando le strade e le macchine): l’obiettivo è far nascere militarmente il cittadino-suddito disinfettato, salutista ed ecologista. Col gradimento dei progressisti del mondo, che si sentiranno moderni e felici.

Proposta: visto che la circolazione sarà impedita d’ufficio per Roma, allora perché non paghiamo il bollo per metà importo?

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