Corte Suprema-Trump: ad Ottobre il processo per frode fiscale

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La Corte Suprema americana ha deliberato per la consegna delle dichiarazioni dei redditi di Donald Trump a una commissione interna congresso, la “Ways and Means”, che sta indagando sulle presunte violazioni fiscali commesse da Trump. La delibera della Corte Suprema ha dato il via libera alla consegna di sei anni di documenti fiscali dell’ex presidente e di alcune delle sue società all’House Ways and Means Committee.

Il processo civile a Trump e ai suoi figli per frode fiscale inizierà il 2 ottobre 2023. Tale procedimento pone le sue radici nell’accusa avanzata dalla procuratrice di New York Letitia James, secondo la quale  Trump e i suoi tre figli hanno volontariamente  alterato il valore degli asset della società di famiglia,  ai fini di ottenere condizioni finanziarie più favorevoli dalle banche.

La procuratrice di New York ha chiesto a Trump e ai figli 250 milioni di dollari in danni a nome dello stato, oltre al divieto di dirigere società. La questione è senz’altro complessa e ricca di articolazioni, tanto da evidenziare, ancora una volta il clima fortemente polarizzato presente all’interno dell’assetto politico statunitense.

Difatti la stampa americana ed allo stesso modo l’opinione pubblica, hanno strutturato la questione secondo uno schema perfettamente bidimensionale. Da una parte i democratici hanno affermato che la legge federale è chiara: la commissione ha il diritto di esaminare la dichiarazione di qualsiasi contribuente, compresa quella del presidente degli Stati Uniti.

Difatti i tribunali di grado inferiore si sono trovati concordi nel  respingere le affermazioni di Trump, secondo cui la commissione ha richiesto i documenti solo per renderli pubblici. Dall’altra i repubblicani hanno accusato i democratici della Commissione di aver lanciato una caccia alle streghe per ostacolarlo nei suoi obiettivi e, forse in parte sono riusciti nel loro intento.

Infatti, pochi giorni dopo la fuoriuscita della notizia sull’obbligata consegna delle dichiarazione dei redditi, Trump ha perso anche in Alaska. La senatrice Lisa Murkowski, all’interno delle midterm, ha ottenuto la rielezione con il 53,7%, battendo la rivale sostenuta da Donald Trump, Kelly Tshibaka, che ha raccolto il 46,3%. Murkowsky era stata la prima senatrice repubblicana a chiedere le dimissioni di Donald Trump quando ci fu l’assalto di Capitol Hill ed inoltre votò a favore dell’impeachment dell’ex presidente.

E’ quindi chiaro come la questione non si esaurisca solo all’interno delle dinamiche processuali e civili della corte, ma al contrario trovi forte risonanza anche al di fuori di essa. In tal senso, è però doveroso sottolineare, che nonostante le numerose riflessioni e congetture attribuite alla questione, in ambito giornalistico e sociale, la risoluzione definitiva sarà quella pronunciata dalla Corte nell’Ottobre 2023. 

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