Pos e Reddito. La destra faccia la destra e dica chiaramente che pensa al ceto medio

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Piantatela di attaccare il governo su Pos e Reddito di cittadinanza. Polemiche inutili, stucchevoli, mediatiche, ideologiche, di una sinistra che, in crisi di identità, programmi e uomini, non sa più che pesci prendere.

Tutto pretestuoso, fazioso, manicheo. Sbagliato andarle dietro, riconcorrerla. E mi riferisco ai commentatori che imperversano sui panel tv, passati furbescamente, dopo decenni di lecchinaggio trasversale, dalla parte del governo; mi riferisco, inoltre, ai politici di centro-destra, afflitti da perenne “sindrome da legittimazione” (farsi dare i voti dagli altri, dal tribunale del pensiero unico), nel tentativo ridicolo e disperato di convincere chi è in mala fede sulla bontà dei provvedimenti di Palazzo Chigi.

Nessuno che dica e sostenga la cosa più semplice del mondo: la destra fa la destra, non la sinistra o il centro. E’ stata scelta per questo e questo deve fare, con fierezza, coraggio e fermezza. Senza ripensamenti, correzioni che fanno solo il gioco del “nemico”. Esattamente come non ha fatto l’altro giorno la Meloni, affermando che sul tetto del Pos la cifra si può anche rivedere. Una concessione sicuramente dettata dal buon senso, ma rivolta a chi ti sbrana comunque.

Se la sinistra ormai geneticamente, da “partito degli ultimi”, dei poveri, degli oppressi, dei lavoratori massacrati dal capitalismo, storicamente, grazie alle sue continue metamorfosi politiche (liberal-progressiste, radicali di massa), è diventata il “partito dei primi”, dei garantiti, dei tutelati, dei fan dello status quo (sanitario, economico, militare, ecologista, istituzionale), dei dipendenti pubblici; un riposizionamento verticistico, oggettivamente allineato ai desiderata delle banche, della finanza e dei poteri forti, attenuato da concessioni assistenzialiste; tradotto, spiccioli, elemosina alle masse senza un euro (reddito di cittadinanza, bonus, reddito di povertà); la destra, con la sua prima manovra, va ripetuto come un mantra, ha puntato solo e soltanto sul ceto medio.

Quel ceto medio italiano e relative famiglie, vessato, annichilito, distrutto dagli esecutivi passati. Un ceto medio proletarizzato, anello portante fino agli anni Ottanta, della nostra economia, che deve risalire la china.
Ecco cosa la Meloni, i suoi ministri e la sua maggioranza, devono comunicare a 360 gradi.

E’ cittadino, infatti, sia chi paga con contanti o con carte, e sia chi, in qualità di commerciante, esercente etc, paga fastidiose commissioni quotidiane alle banche. Basta. Ed è dovere del cittadino, che può lavorare, andare a lavorare, e magari rifiutando offerte ritenute scomode, non stare sul divano a percepire la paghetta di Stato (o reddito di cittadinanza) e magari compensare le entrate col lavoro nero. Cara sinistra, perché non parli del reddito di cittadinanza che produce di fatto evasione?

La verità è che siamo stanchi dello Stato etico sanitario, ecologista, fiscale. Non vogliamo essere controllati dallo Stato e dalle banche. Per l’evasione fiscale vale lo scontrino. E poi ognuno può e deve pagare come crede, col contante o con la carta.
Si chiama libertà, quella che la sinistra, lentamente e inesorabilmente sta limitando in nome del nostro bene e del suo concetto di progresso. Mantra che nasconde sempre qualcos’altro. Di molto più pericoloso.

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