Il secolo di Moliere

sabato, 18 Febbraio 2023
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Moliere è diventato il simbolo di un’epoca e di un’ intera società: tanto ne descrisse bene le caratteristiche e la complessa struttura sociale che diventò egli stesso un modo di dire, la definizione di un secolo. E di figure di ben alto ruolo non ne mancavano certamente, ma fu lo stessoLuigi XIV, che certo non passò inosservato sul palcoscenico della storia, che ne capi la superiorità!

È noto l’aneddoto in cui chiese a un suo cortigiano di cosa sarebbe rimasto ai posteri del suo regno e della sua gloria e quando questi gli rispose: “Sire, Moliere!”. Egli rispose semplicemente: “Evidentemente dovete intendervene più di me…”

Moliere seppe disegnare nelle sue opere, un’epoca e una intera società, condizionata dalle buone maniere, che spesso nascondevano un veroe proprio “vuoto” della persona. Il re aveva sapientemente costruito una rigida etichetta di corte, che aveva incatenato la Francia in un rigido,quanto spesso ridicolo, cerimoniale con un incredibile e complesso ruolo di comportamenti e di precedenze, che spesso complicavano e condizionavano la vita delle persone, nobili e cortigiani in primis!

Luigi, nato sotto il segno della Vergine, seppe usare l’amore per il dettaglio e la meticolosità, caratteristiche tipiche del segno, come un formidabile strumento politico di controllo e di sottomissione di quei nobili che tante volte si erano ribellati.Ma Luigi, che fu il creatore principale dell’ industria del lusso, seppe distinguere bene i talenti dei suoi sudditi, e mai, in fondo, tolse la sua personale protezione al suo autore preferito.

Fu proprio questa industria dei beni di lusso che darà in seguito alla Francia un ruolo di primo piano nel mondo, sia come prestigio culturale siacome fonte di enormi guadagni. Celebre è la guerra di supremazia che ci fu con Venezia per lo sfruttamento e il monopolio del vetro e quindi deglispecchi, di cui la Serenissima aveva avuto il predominio per secoli.

Moliere descrisse personaggi, ruoli e categorie, esaltando i nuovi borghesi che stavano prendendo piede nella società e nella storia, ridicolizzando e criticando, quando e come poteva, gli aristocratici e gli stessi cortigiani che vivevano a Corte, che descriveva senza pietà mettendo in evidenza tutto il ridicolo e l’inutile peso che pretendeva di avere nello stato o addirittura nella Chiesa.

La simpatia del pubblico veniva sapientemente guidata dall’autore verso il popolo dei servitori, un vero e proprio esercito sterminato… Sempre più svegli, furbi e intelligenti dei loro padroni, ormai stanchi e svuotati di significato nel loro ruolo sociale. E anche il Re non poteva che ridere alle sue battute, che lo divertivano con sottile ironia, anche se in fondo, criticando la sua Corte, i cortigiani e i nobili a lui sottomessi, in fondo si rivolgeva anche a lui… il Re Sole!

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