LGBTQ: se l’Unione Europea avanza, l’Italia fa il gambero

sabato, 15 Aprile 2023
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Sono 15 gli Stati membri dell’UE che si uniranno nella causa della Commissione Europea contro l’Ungheria, ma l’Italia non c’è.

I paesi hanno preso la decisione in seguito alla versione ungherese della legge contro la cosiddetta ‘propaganda omosessuale’ adottata in Russia nel 2013. L’Italia si è invece tirata indietro, schierandosi con Orbán e una minoranza di Stati Membri che si battono contro una società europea aperta e inclusiva.

Il provvedimento ungherese, fortemente voluto dal premier Orbán e ispirato alla legge russa “anti-propaganda omosessuale”, vieta di mostrare ai minori qualunque contenuto, sui media o a scuola, che ritragga o promuova l’omosessualità o il cambio di sesso. La legge era stata definita “vergognosa” dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ritenuta in violazione dei valori europei e dei diritti fondamentali degli individui, in particolare delle persone Lgbtq+.

I Paesi dell’Unione Europea si sono quindi uniti nella causa legale contro la legge ungherese sulla protezione dell’infanzia, ampiamente criticata come anti-LGBT. Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Irlanda, Danimarca, Malta, Spagna, Svezia, Finlandia, Slovenia, Francia, Germania e Grecia, insieme al Parlamento europeo, agiranno come parti terze nella causa intentata lo scorso anno dalla Commissione europea.

C’era tempo fino al 6 aprile per decidere di appoggiare questo ricorso e se la maggior parte degli Stati membri dell’Unione Europea si sono dimostrati uniti nella decisione di fare passi avanti sulla questione, l’Italia ha invece fatto come il gambero, facendo passi indietro.

L’assenza dell’Italia è stata poi criticata da molti esponenti politici. Per Azione-Italia Viva ha parlato Raffaella Paita, la presidente del gruppo, che ha dichiarato: “La Meloni continua ad isolare l’Italia schierandosi al fianco di Orbán invece di contrastare la vergognosa legge anti Lgbtq+ insieme agli altri Paesi Ue”. Duro è stato anche il commento di Più Europa: ” il Governo con Orbán verso l’omofobia di Stato”, ha twittato il segretario Riccardo Magi.

La legge ungherese è certamente una violazione ai valori europei e ai diritti fondamentali degli individui, in particolare delle persone Lgbtq e con la scelta dell’Italia, il governo Meloni ha deciso di far mancare il sostegno del nostro Paese ai valori fondamentali alla base della nostra Unione quali la dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, schierandosi implicitamente anche alle leggi ispirate dalla Russia di Putin.

Fortunatamente, senza l’appoggio italiano, la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea desidera intraprendere passi attivi per garantire l’effettivo rispetto del diritto comunitario e dei diritti fondamentali degli individui, quindi la presenza di 15 Stati membri è già di per sé un qualcosa di rivoluzionario e il piccolo passo per arrivare ad un grande traguardo.

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