Le dichiarazioni dell’ambasciatore cinese in Francia Lu Shaye esplodono come una bomba ad alto potenziale nelle già difficili relazioni internazionali fra Unione Europea e Cina Popolare.
Sabato scorso, durante un’intervista all’emittente francese LCI, il diplomatico cinese ha affermato che lo status giuridico dell’Ucraina e di altre repubbliche ex sovietiche non è “concreto”. Sostanzialmente Lu Shaye ha messo in discussione la sovranità stessa dell’Ucraina e di altre repubbliche ex sovietiche, suggerendo che il loro status nebuloso, ai sensi del diritto internazionale, rende difficile la risoluzione dei conflitti su territori contesi come la Crimea. “Anche questi paesi dell’ex Unione Sovietica non hanno uno status effettivo” – ha proseguito l’ambasciatore – “perché non esiste un accordo internazionale per rendere concreto il loro status di paesi sovrani”. Il giornalista svizzero Darius Rochebin gli ha domandato se la Crimea è territorio ucraino e Lu ha risposto: “dipende da come percepisci il problema … non è così semplice”. Il giornalista a sua volta ha insistito dicendo che secondo il diritto internazionale, lo si può contestare, ma questa (la Crimea) è Ucraina. Il diplomatico ha risposto “la Crimea era originariamente parte della Russia, vero? Fu Krusciov a dare la Crimea all’Ucraina, nell’Unione Sovietica”.
Le affermazioni di Lu Shaye sono talmente clamorose che hanno suscitato ovviamente un coro di critiche e velenose polemiche non soltanto da parte dei media, ma soprattutto dei leader politici europei. Domenica scorsa, in un tweet, l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Josep Borrell, ha dichiarato “i commenti dell’ambasciatore cinese in Francia, che mette in discussione la sovranità dei paesi diventati indipendenti con la fine dell’Unione Sovietica nel 1991, sono inaccettabili”.
A questo punto la vicenda ha preso una piega decisamente sgradevole per l’Occidente. Non si è trattato, infatti, quanto alle dichiarazioni di Lu Shaye, di una presa di posizione “personale” del diplomatico. E’ stata manifestata la posizione ufficiale del governo cinese! La portavoce del Ministro degli Esteri della Cina Popolare Mao Ning non ha smentito le parole del diplomatico, limitandosi a puntualizzare che la Cina rispetta la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di tutti i paesi e sostiene gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Se poi il governo cinese ha questa opinione sullo status della Crimea, figurarsi cosa ne pensa di Taiwan! Come minimo che l’isola è parte integrante e inalienabile della madrepatria cinese.
Gli esperti di politica internazionale hanno notato che le parole dell’ambasciatore cinese sulla Crimea e sulla sovranità delle repubbliche ex sovietiche non sono consone ai toni moderati ed equilibristi della diplomazia cinese. E’ un chiaro segnale che in Cina qualcosa sta cambiando e che le prese di posizione sono sempre più imperative e autoritarie.



