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Lo sfogo della mamma di Pamela: “Perchè tante archiviazioni?”

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Ancora dubbi per Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, troppe archiviazioni e pochi passi avanti. Lo sfogo sui social: “Chi vi protegge? Perché tutte queste archiviazioni?”

 

Un travaglio che continua da oltre cinque anni, la ricerca disperata di una giustizia che mai potrà davvero dirsi completa. Il ricordo fermo nel tempo di Pamela Mastropietro, violentata e uccisa nella notte del 30 Gennaio 2018 dal nigeriano Innocent Oseghale, nella provincia maceratese.

Alessandra, in una lettera indirizzata all’ergastolano la scorsa settimana, aveva deciso di rispondere personalmente alle ultime affermazioni rilasciate da Oseghale. Una lista di dieci punti, che scandisce dolore e speranza di una madre, recentemente vedova, ancora insoddisfatta dei risultati raggiunti in tribunale.

 

A febbraio è arrivata la conferma della Corte d’Assise d’Appello sulla condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale. “Sentenza giusta, ma fuori ci sono altri mostri da prendere“, queste le parole che Alessandra Verni ha voluto condividere a seguito dell’ultima udienza. Si tratta di piccole vittorie in una battaglia che non potrà mai dirsi davvero vinta.

La preoccupazione della madre, infatti, cade proprio su tutte quelle zone d’ombra che ancora oggi sembrano intasare il caso ed alimentare i dubbi.

Prima fra tutte, la speranza della famiglia è quella di portare a giudizio tutti i complici della tragedia. “Fuori uno, adesso vediamo gli altri”, sono le parole ferme e decise della madre Alessandra, che seppur soddisfatta per la sentenza, si dichiara ancora in credito con la giustizia. “Ho presentato le prove che c’erano anche altre persone in quella casa, perché in questi cinque anni e quasi quattro mesi nessuno ha ancora fatto nulla? “.

 

 

 

 

 

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